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Dic 04


La Galleria Sabauda si presenta da questa sera in una magnifica veste, con cinquecento degli ottocento capolavori della collezione di inestimabile valore artistico e storico posseduti, nella sede di via XX Settembre, 86, a completamento del Polo Reale. Tra le opere esposte i visitatori potranno da domattina soffermarsi di fronte a capolavori di maestri italiani, fiamminghi e olandesi come Guercino, Giovan Battista Tiepolo, Rubens, Mantegna, Gentileschi, Van Dyck. Le opere sono disposte in ordine cronologico, dal Medioevo al Settecento. Inaugurata ufficialmente il 2 ottobre 1832, la galleria fu istituita da Carlo Alberto per esporre le pitture più significative e belle delle collezioni di casa Savoia. Sono 35 i milioni di euro stanziati per la realizzazione della nuova Sabauda, coperti in gran parte da fondazioni bancarie, Enti locali, Ministero dei Beni culturali e aziende private: è un momento storico per Torino perché si tratta di una delle realtà museali più significative in Italia e non solo, un fiore all’occhiello, è stato detto. L‘allestimento si snoda lungo quattro piani in un percorso ad anello, che consente al pubblico una visione anche ravvicinata delle opere. A tagliare il nastro sono intervenuti nel pomeriggio il Ministro Dario Franceschini e il sindaco Piero Fassino. E’ stata così data concretezza al grande progetto che restituisce al pubblico una delle maggiori pinacoteche pubbliche italiane e completa così il Polo Reale, complesso museale di valenza internazionale che riunisce Palazzo Reale, l’Armeria Reale, il Museo Archeologico, la Biblioteca Reale e lo spazio mostre di Palazzo Chiablese. “Concretizzando come un unicum il Polo Reale così come nell’Ottocento era stato progettato, torna oggi alla sua integrità – ha spiegato il sindaco Fassino – rafforzando il profilo della Torino città d’arte e di cultura. La cultura è un fattore ormai costitutivo della nostra città, che ruota intorno all’economia della conoscenza, incidendo sulla nostra identità “. La manica progettata da Emilio Stramucci tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, occupata sino a alcuni anni fa da uffici della Regione Piemonte, è stata così restituita all’originario smalto. Il Polo Reale, con i suoi oltre 46mila metri quadrati si presenta ora come uno tra i più grandi circuiti artistici europei, della caratura del Louvre o del Prado di Madrid. Negli spazi della Manica Nuova di via XX Settembre i visitatori potranno ammirare capolavori dell’arte italiana ed europea dal Medioevo alla modernità: “La riapertura della Sabauda completa una realtà museale tra le più ampie e significative non solo in Italia– ha sottolineato Mario Turetta, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici– Questo obiettivo è stato raggiunto grazie all’impegno convinto di soggetti diversi in sinergica collaborazione tra pubblico e privato”.

Maggiori informazioni sul sito del Polo Reale di Torino

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Nov 07


600 artisti e creativi, gallerie d’arte contemporanea e di street art, una mostra tematica “The Dark Side of Beauty” con opere di Alighiero Boetti, Nicola Bolla, Rainer Fetting, Nan Goldin, una lectio magistralis e un workshop con il “fotografo del rock” Guido Harari, due artisti internazionali in mostra per il Festival Paraphotò: Francesco Bosso e Giovanni Gastel, incontri con artisti, laboratori.
Questa è Paratissima: la decima edizione è in programma dal 5 al 9 novembre a Torino Esposizioni.
Nata come manifestazione off di Artissima, fiera internazionale di arte contemporanea, Paratissima è diventata in pochi anni uno degli eventi di riferimento nel panorama artistico a livello nazionale.
Tra le novità di quest’anno: le sette mostre curate dai giovani curatori di N.I.C.E., acronimo di New Independent Curatorial Experience, l’apertura della sezione Urban di GAP – Galleries at Paratissima, dedicata alle gallerie di street art; e il progetto “Parafuture – Artisti in erba” per stimolare i più piccoli verso l’arte contemporanea attraverso visite guidate e laboratori di costruzione con gli artisti di Paratissima.

Gli artisti di Paratissima sono i creativi (pittori, scultori, fotografi, illustratori, stilisti, registi, designer, architetti) emergenti, che non sono ancora entrati nel circuito ufficiale dell’arte, e i nomi affermati che desiderano mettersi in gioco in un contesto dinamico rivolto ad una vasta platea.
La vision di Paratissima è sostenere la creatività in tutte le sue forme mettendo a sua disposizione una vetrina qualificante e un ricco programma di workshop, laboratori, incontri, contest e progetti speciali per innescare una partecipazione attiva degli artisti e del pubblico all’evento.

Tema di Paratissima X: Not wrong, but creative
“X” come il numero delle edizioni di Paratissima e come simbolo dell’errore. Con “Not wrong, but creative” si riconosce all’errore, spesso visto come parte negativa di un processo, la sua imprescindibilità ed eventualità. Errare significa commettere uno sbaglio, ma l’errore è l’essenza stessa dell’evoluzione, del progresso e del perfezionamento.

Tema della mostra curata dalla direzione artistica di Paratissima, Francesca Canfora e Daniele Ratti: The Dark Side of Beauty.

Tutte le informazioni sul sito di Paratissima

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Ott 29


L’officina dove lavora è un poco come la bottega delle meraviglie. Per carità, nulla a che vedere con l’opulenza e lo sfarzo che trabocca dalle riprese e dalla scenografia di qualche film hollywoodiano, ma la magia e i sogni che riesce a ricreare quelli sì, sono gli stessi. Anzi, di più.
Lui è Rudy, all’anagrafe Rodolfo Marasciuolo, e lavora per la Città di Torino. Giardiniere, ripara tosaerba e decespugliatori, ma quando l’attrezzatura del Servizio Gestione Verde non ha bisogno di sistemazioni, revisioni o controlli, si dedica a quella che è l’attività più ammirata: sono infatti sue le sculture che arredano tanti spazi verdi torinesi. Farfalle, gatti e grilli, biciclette e velocipedi, libri e rose, innamorati di altri tempi con bombetta e cloche, gilet e collane di perle che modella dando una nuova vita a oggetti che altri hanno gettato o abbandonato lungo una strada, in un parco o scaraventato nei fiumi. Vere e proprie opere d’arte.
Marasciuolo però si schernisce :”No, non mi considero un artista – racconta – piuttosto una persona con una buona manualità a cui piacciono le cose belle: i fiori e la natura su tutte”. E sottolinea che la funzione delle sue creazioni vuole essere proprio quella di “attirare l’attenzione sulla bellezza che ci circonda: fioriture, alberi, scorci di città e giardini che troppo spesso attraversiamo senza quasi più accorgerci delle meraviglie che abbiamo intorno. Perché se la bellezza è condivisa – prosegue – si amplifica, come accade quando in una sala cinematografica partecipiamo insieme con gli altri spettatori delle emozioni che ci dà un film”. Per lo stesso motivo Rudy ama le panchine – “Un gesto di gentilezza per tutti”, le definisce – che riprende spesso nelle sue sculture e dove, a volte, come al Parco del Valentino, fa sedere abbracciati in un’immagine fantastica due lampioni, mentre altre, come ai giardini Lamarmora, in una sorta di omaggio a un mondo scandito da altri ritmi, sosta con una rosa in mano l’innamorato in attesa della sua amata.
Coltivata fin da bambino – “un po’ esuberante faticavo a essere costretto in un’aula, fosse alla scuola materna o elementare, e preferivo sperimentare altre abilità”, racconta – la bravura di Rudy si concretizza con le prime realizzazioni in occasione dei Giochi Olimpici del 2006, e oggi è divenuta una presenza costante e attesa dai cittadini torinesi che si affezionano alle sue creazioni e cercano di difenderle dalle manomissioni, fino a protestare quando vengono sostituite o localizzate altrove. “Mi piace spostare le sculture in diversi punti della città e sorprendere i passanti – spiega Marasciuolo – : lo faccio perché non voglio che la gente si abitui”.
Poi, tra una riparazione e l’altra, c’è il tempo per nuovi “progetti”: “inizio e porto avanti più lavori in contemporanea, altrimenti mi sembra quasi che le idee che ho perdano smalto, che la mia inventiva possa finire appannata”. L’ultimo lo ha visto ritagliare a mano 1637 farfalle dai flaconi di detersivo. “Una sorta di esercizio zen”, commenta sorridendo. Non solo per la pazienza occorsa nell’operazione, ma pure nella ricerca dei tanti contenitori di plastica che, una volta esaurita la loro funzione primaria, erano avviati allo smaltimento.
“C’è voluta molta tenacia e passione”, sottolinea Rudy, caratteristiche che accomunano un po’ tutti gli uomini e le donne del settore Verde Gestione, che con impegno e tanta dedizione si occupano del grande patrimonio costituito dai parchi e dai giardini della Città di Torino. Una parte di quel welfare urbano che, anche se non ce ne accorgiamo o finiamo per dimenticarcelo, è così importante per chi abita o trascorre gran parte del proprio tempo in città e che, malgrado i tagli di risorse e al personale, grazie al lavoro di Rudy o di altri come lui, può continuare a meravigliarci riservandoci sempre nuove sorprese.

Le opere di Rodolfo Marasciolo nel fotoblog del 1 luglio 2014

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