Un prototipo interamente torinese, nato grazie a contributi europei e al supporto di Unicredit Banca. Questa mattina il sindaco, Piero Fassino, e l’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta hanno ricevuto nel Cortile d’Onore di Palazzo civico la Rete d’Imprese Amifevs composta da sei Pmi (Polimodel, Modarte, Ifevs, Istituto Ipm, Rossovivodesign e Integrare) e una grande impresa, Bitron, impegnate nella promozione della mobilità elettrica per lo sviluppo del territorio.
Torino, come semplicemente viene denominato il veicolo, è un prototipo di auto elettrica concepito per la mobilità urbana. È sviluppato con grande attenzione alla sicurezza e all’efficienza, con interni facilmente riconfigurabili per soddisfare le più diverse esigenze. Ha un’autonomia di 150 km con una batteria a litio-ioni di 11 kw e consuma 70 Wh al chilometro; la batteria è alimentata anche da celle solari ad alta efficienza per un’autonomia di 20km al giorno.
Il sindaco ha ringraziato i presenti sottolineando che “questo alto livello di ricerca è un sostegno importante a un’idea di sviluppo ispirata dalla sostenibilità: con il progetto Smart City vogliamo cambiare il modo di consumare energia in questa città”. E l’assessore Lavolta ha evidenziato “la grande capacità del sistema produttivo locale di investire, nonostante l’attuale contingenza economica, nella ricerca di soluzioni concrete per affrontare il futuro”, ben evidenziata dalla “forte adesione al progetto Smart City da parte delle piccole e medie imprese”.
Un tema, questo, che in questi giorni si incrocia con il dato dei venti superamenti consecutivi dei livelli massimi di micropolveri. “Non possiamo risolvere da soli il problema – ha sottolineato Lavolta – la Regione ha, in materia, compiti di indirizzo, la Provincia di coordinamento. Ma il problema ha una dimensione più ampia, e in questo senso abbiamo accolto con soddisfazione la disponibilità del ministro Corrado Clini a incontrare le amministrazioni locali per stabilire provvedimenti di più ampia scala”.
“La mobilità sostenibile è un tassello di un più vasto piano di interventi strutturali che la Città sta attuando – ha proseguito il sindaco – nella prossima primavera la Commissione europea emetterà un bando a cui parteciperemo con un progetto di trasporto pulito delle merci, interamente basato sulla mobilità elettrica, che vedrà la collaborazione dei commercianti. Tutto ciò che permette di ridurre la congestione del traffico in città sarà perseguito: lavoriamo per dare ai torinesi un’aria più pulita”.
Infine, una domanda sulla vertenza Fiat. “Mi auguro che il nuovo Governo si impegni direttamente in un’opera di concertazione tra le parti sociali – ha sottolineato Fassino – di questo ho avuto modo di parlare con i ministri Passera e Fornero. Da parte nostra, metteremo in campo tutte le necessarie e possibili iniziative per favorire un rilancio del settore”. La presenza del prototipo alle spalle del sindaco era il segno dello scollamento tra il presente e un futuro ottenibile, si spera non soltanto auspicabile.
Con i loro studi hanno svelato segreti, raccontato fatti, descritto personaggi, trovato cause ed effetti nelle vicende che, hanno segnato la storia cittadina. E lo hanno fatto con passione, pazienza e meticolosità, sfogliando, leggendo e traendo informazioni da volumi, annali, lettere, libri dei conti e altri documenti conservati in archivi pubblici e privati.
Sono i vincitori della decima edizione del “Premio Carpanini”, iniziativa dell’Amministrazione comunale e dell’Archivio Storico in memoria del compianto vice sindaco, scomparso nel 2001. SI tratta di dottori laureati nel corso degli anni 2007 e 2008, che hanno elaborato tesi dedicate ad aspetti ancora inediti della storia torinese, realizzate utilizzando principalmente fonti archivistiche. A premiarli questa sera in Sala Rossa c’era anche il sindaco Piero Fassino.
Tra i prescelti c’è Davide Aimonetto con una tesi sul giornale La Voce del Popolo, mentre Anna Badino ha lavorato sui temi dell’immigrazione a Torino negli anni del boom economico.
In tre, Cristina Bardelli, Guido Corino e Monica Merra hanno invece elaborato una tesi sul restauro urbano dell’area delle Porte Palatine; Federico Navire ha presentato un lavoro sul tema del ruolo di Torino come centro culturale; Nicoletta Rolla ha dedicato le sue energie al tema dell’attività giudiziaria del Vicariato di Torino nei primi decenni del Settecento. Chiude il sestetto dei premiati Davide Tabor, con un lavoro storico sui simboli e i conflitti politici tra locale e nazionale in due quartieri della periferia torinese, nel periodo 1870-1906.
Il “Premio Città di Torino – Domenico Carpanini” mette in palio 24 mila euro
, suddivisi equamente fra le sei migliori tesi di laurea, di cui 8000 a carico della Città e 8000 a carico di ciascuna delle due principali fondazioni bancarie.
La valutazione degli elaborati è stata giudicata da una commissione costituita dal dirigente dell’Archivio storico comunale, dal presidente della Deputazione Subalpina di Storia Patria, del Comitato di Torino dell’Istituto di Storia del Risorgimento Italiano e del Centro Unesco di Torino, da tre docenti universitari di Politecnico e Università di Torino, da un esperto in discipline storico-archivistiche indicati da Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt
Oggi pomeriggio, in una Sala Rossa gremita di ospiti, giornalisti ed autorità civili, militari e religiose, è stata conferita ad Ernesto Olivero la cittadinanza onoraria della Città.
Olivero, nato nel 1940 nella frazione Pandola di Mercato San Severino (Salerno) da padre di Boves e madre avellinese, si è trasferito a Chieri all’età di 12 anni. A 24 anni, nel 1964, ha fondato il SERMIG, il servizio missionario giovanile che dal 1983 è ospitato nell’ex arsenale militare di Borgo Dora.
In apertura il Presidente del Consiglio Comunale Ferraris ha tratteggiato la storia e la figura di Olivero, uomo che attraverso il suo Arsenale della Pace ha saputo realizzare interventi in 138 paesi del mondo (azioni umanitarie, progetti di sviluppo ed aiuti alle popolazioni), mettere in movimento 20 milioni di ore di lavoro svolte da volontari, partecipare a decine di missioni di pace e distribuire tonnellate di vestiario e di attrezzature. Ricordati da Ferraris anche i posti di lavoro trovati, le centinaia di persone in difficoltà che quotidianamente varcano la soglia dell’arsenale, i corsi di alfabetizzazione.
Dopo il saluto di Antonello Angeleri il Sindaco è intervenuto ringraziando Ernesto Olivero per la sua attività e ricordando come una città debba essere innanzitutto una comunità con reti di solidarietà, fratellanza ed accompagnamento delle persone in difficoltà: fondamentale quindi il contributo sostanziale per la comunità torinese dato dal SERMIG sui temi della povertà, del disagio, dell’integrazione, della cultura della pace, della fraternità e del recupero della dignità delle persone.
Proprio per queste ragioni è giusta e doverosa quindi, secondo Fassino, la decisione di conferire la cittadinanza onoraria, in riconoscimento delle attività svolte da Olivero e dell’Arsenale della Pace ed in segno di omaggio e gratitudine nei confronti di un uomo che ha fatto della solidarietà e della fraternità le cifre della sua vita.
Nel suo ringraziamento il fondatore del SERMIG ha ricordato i tempi difficili nel rapporto con le autorità ecclesiastiche e l’aiuto avuto dal cardinale Pellegrino e da esponenti del mondo laico e della sinistra torinese per avviare le sue prime iniziative di solidarietà, annunciando poi un prossimo incontro con il Papa, fissato per il 4 febbraio dell’anno prossimo, ed il premio ricevuto da un progetto presentato dall’Arsenale della Speranza di San Paolo del Brasile.



