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Mar 16



Sarà una grande emozione per tutti i cittadini italiani che saranno ospiti a Torino durante i festeggiamenti di Italia 150 entrare nella ricostruita sala del Primo Senato a Palazzo Madama. Il progetto della Grande Aula del Senato che, a partire dal 1848, ospitò al piano nobile di Palazzo Madama il Senato Subalpino e poi, tra il 1861 e il 1864, il primo Senato del Regno d’Italia, è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione CRT (800mila euro) e del Comitato Italia 150 (300mila euro), in collaborazione con il Teatro Regio di Torino ed è inserito nel programma Esperienza Italia 150. L’intento di realizzare una struttura il più possibile fedele all’originale ha comportato l’esame di alcune fonti iconografiche ottocentesche, come ad esempio i quadri di Carlo Bossoli (“Il Senato Subalpino nel 1860”) e di Tetar Van Elven (“Inaugurazione del Parlamento a Palazzo Madama nel 1860”) e lo studio attento di una vasta documentazione storica, reperita presso l’Archivio di Stato di Torino, il Politecnico di Torino, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici e l’Archivio Centrale dello Stato di Roma. Oggi, notte tricolore, fino all’8 gennaio 2012, il ‘nuovo Senato’ sarà visibile a tutti. “Il pubblico potrà rivivere uno dei momenti più significativi della storia del Risorgimento italiano – ha spiegato Enrica Pagella, direttrice di Palazzo Madama – .
Il progetto Sarà l’Italia diventerà anche l’occasione per offrire uno spazio dedicato al confronto e alla discussione su nove tematiche, una per mese, molto attuali tra cui l’emigrazione, il matrimonio civile (istanza di Cavour), le infrastrutture e l’istruzione pubblica, la democrazia, la convivenza civile e la vita sociale”. Grazie al ricco programma di attività destinato ai visitatori e alle scuole, la sala del Senato diventerà un vero e grande laboratorio di educazione alla cittadinanza che, per gioco, avrà anche la possibilità di vivere l’esperienza del voto.
È stato studiato infatti un percorso multimediale della durata di 20 minuti che, con alcuni video e delle drammatizzazioni audio, farà conoscere e rivivere le tappe più significative della storia del Senato insieme ad alcuni dei più importanti dibattiti tenutisi nell’aula tra il 1848 e il 1864.

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Mar 16



La Notte Tricolore è alle porte ormai, e da domani le bandiere verdi bianche e rosse saranno le protagoniste dei palazzi, degli uffici e delle case di tutti i torinesi. Tre fasce colorate di ugual dimensione, definite come la bandiera nazionale dall’articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana: tre colori che rappresentano l’unità del paese, come li aveva intesi anche Goffredo Mameli in una strofa dell’inno nazionale da lui composto: “…raccolgaci un’unica bandiera; una speme…” L’invito a tutti quanti, ribadito anche dal Sindaco nei giorni scorsi, è quello di esporre sui balconi, alle finestre e dovunque sia possibile una bandiera che celebri visivamente il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.
In questa pagina del fotoblog della Città abbiamo raccolto alcuni dei tricolori appesi e le vetrine tricolore in questi giorni in città.

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Mar 15



Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, ospitato a Palazzo Carignano, è stato presentato questa mattina alla stampa dopo cinque anni di lavori in una veste completamente rinnovata.
“L’illuminazione, i colori delle sale, la cui scelta è stata effettuata in base a codici cromatici sempre riconducibili ai temi trattati, e l’utilizzo di contributi multimediali – ha spiegato il presidente del Museo, Umberto Levra, professore ordinario di Storia del Risorgimento nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino – assicurano al visitatore un’esperienza unica nel suo genere”.
Il periodo storico risorgimentale è raccontato in chiave europea oltre che torinese, piemontese e italiana e le sale sono arricchite da filmati – visibili su schermi di grandi dimensioni – realizzati con immagini provenienti dalle più importanti collezioni europee. Grandi tavoli interattivi consentiranno inoltre al visitatore di approfondire i temi sviluppati dai filmati.
Il nuovo allestimento offre la possibilità di scegliere tra percorsi differenziati, a seconda del tempo a disposizione del visitatore e dell’interesse che ha per approfondire i temi presentati. Il pubblico avrà a disposizione delle audio e videoguide, realizzate – come spiegano gli organizzatori – con criteri di rigore scientifico e grande attenzione alla comprensione e fruibilità dei contenuti storici.
Il percorso breve dura 45’ circa e descrive tre oggetti particolarmente significativi all’interno di ciascuna delle 30 sale. Lo standard, della durata di 90’ circa, è realizzato con gli stessi criteri del precedente, ma gli oggetti su cui si sofferma sono circa sette per sala, per un totale di 210.
L’ultimo, il più approfondito, è di circa due ore nelle quali sono commentati 288 oggetti, circa dieci per sala.
In totale saranno esposti circa 2.580 pezzi, scelti tra più di 50mila, per raccontare le tappe che hanno portato all’Unità Nazionale, in Italia come nei paesi europei che, sempre nell’Ottocento, hanno combattuto per liberarsi dal dominio straniero.
Il museo si inaugurerà, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la massima autorità dello Stato, tra pochi giorni, il 18 marzo, in occasione delle celebrazioni per il Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, data in cui la città potrà riappropriarsi di uno dei suoi più importanti gioielli museali. “ Credo di interpretare il pensiero di tutti dicendo che la Città si trova di fronte a un momento straordinario – ha sottolineato con soddisfazione Fiorenzo Alfieri –è giusto entusiasmarsi per le cose che siamo riusciti a realizzare.
Dobbiamo individuare nel Museo del Risorgimento un ruolo centrale per i festeggiamenti, è – ha continuato – il tassello fondamentale” Spiega ancora che il perché delle prossime celebrazioni è spiegato bene proprio in nelle stanze del Museo, importante luogo di memoria.
La “messa in scena” è stata affidata all’architetto Richard Peduzzi, già Direttore dell’Accademia di Francia a Roma, che ha lavorato al progetto unitamente al suo staff sia per gli aspetti scenografici che per quelli di comunicazione.

Dal 20 al 31 marzo il Museo potrà essere visitato gratuitamente.

Il sito del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano

[fonte TorinoClick del 15/03/2011]

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