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Aug 27


Da venerdì 25 a domenica 27 agosto 2017 si è svolta la terza edizione di Todays Festival. Sold out in prevendita tutti gli abbonamenti interi per i 3 giorni, così come tutti i biglietti giornalieri della prima giornata del festival venerdi 25 agosto, oltre ad alcuni workshop ToLab.

Due i palchi principali del festival: il grande prato verde di sPAZIO211, palcoscenico a cielo aperto ideale per raccogliere, accudire e dare ossigeno alla quintessenza della produzione musicale indipendente di prima classe su scala mondiale, e, a pochi passi, il secondo grande palco all’interno della piazza semicoperta, fulcro evocativo dell’ex Industria Nazionale Cavi Elettrici Torino Incet sorta alla fine del XIX secolo e abbandonata nel 1968, protagonista di un ampio intervento di recupero urbano che salvaguarda il valore testimoniale dell’edilizia industriale di inizio Novecento.

L’ex Incet è stato il luogo della notte. In collaborazione con Varvara Festival, un puzzle di suoni e immagini.

Al Parco urbano verde Aurelio Peccei, realizzato e riconosciuto come il primo parco d’Italia totalmente ecosostenibile, delimitato dall’adiacente complesso Docks Dora, la musica si è fusa con l’arte in produzioni esclusive e site specific capaci di attraversare i confini fra le diverse discipline.

Todays è un progetto della Citta di Torino realizzato da Fondazione per la Cultura Torino con il contributo di Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, e con il contributo del bando nazionale S’Illumina – copia privata per i giovani e la cultura – della S.I.A.E. Societa Italiana degli Autori ed Editori e del Ministero dei Beni e delle Attivita Culturali e del Turismo, nella sezione iniziative culturali in aree periferiche cittadine che favoriscono la creatività di giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori. Partner dell’edizione 2017 e Intesa Sanpaolo nell’ambito del progetto della Città di Torino Tutta Mia la Città.

Nelle immagini del fotoblog la serata di apertura del Festival che ha visto esibirsi allo spazio 211 la regina indiscussa del rock PJ Harvey – unica data italiana, una delle più importanti cantastorie in circolazione, unica vincitrice di due Mercury Music Prize.

Prima di PJ Harvey si sono esibiti la talentuosa ventenne Alice Bisi, in arte Birthh e l’ imprevedibile, obliquo, provocatore, irriverente, profondo, diretto, sincero il cantautore Giovanni Truppi.

Ha chiuso la serata l’artista tra i più attesi dell’anno, il ragazzo della generazione selfie con il cuore all’indie rock degli anni ’90 Mac Demarco, romantico chansonnier irriverente e sognatore impenitente.

Alle ore 23 l’ex-cattedrale industriale immersa nel parco verde PECCEI è stata la scenografia teutonica delle avveniristiche geometrie sonore e visuali di Byetone, fondatore della storica label Raster-Noton, esteta della computer music, in un’anteprima italiana gratuita ed esclusiva in collaborazione con il festival Ambienti Digitali.

Dopo la mezzanotte nell’ ex fabbrica INCET elettrificata dal Varvara Festival si sono esibiti gli artisti: Max Cooper, Shed, A Made Up Sound e Dbridge.

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May 17


Mercoledì 17 maggio con lo spettacolo gratuito “Jass. Ovvero quando il jazz parlava siciliano” di Franco Maresco e Claudia Uzzo all’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto ha preso il via la prima edizione di NARRAZIONI JAZZ, il nuovo festival culturale orientato alla mescolanza di linguaggi, alle produzioni originali con anteprime ed esclusive.

Narrazioni Jazz esordisce collaborando fin dall’inaugurazione con un importante evento culturale torinese col quale condivide l’apertura: il Salone Internazionale del Libro di Torino. Il Festival, infatti, si svolgerà in modo parallelo e intrecciato, da mercoledì 17 a domenica 21 maggio, armonizzandosi con le esigenze della Fiera e contribuendo, nello stesso tempo, alla diffusione della rassegna in città attraverso il programma ‘Jazz per la Città 2017’ e ‘Torino Jazz Night/Oltre i confini della notte’ che, per l’intera serata di sabato 20 maggio, porterà musica e letteratura nelle piazze, per le strade, nelle sale da concerto e nei locali.

Il jazz – riconosciuto come “la più libera tra le musiche” (Eduardo Galeano) – nel 2017 festeggia un compleanno importante: i 100 anni della registrazione del primo disco 78 giri di musica jazz. A inciderlo fu Nick La Rocca, siciliano di seconda generazione nato a New Orleans. Una ricorrenza che Stefano Zenni, direttore Artistico di Narrazioni Jazz, ha voluto celebrare con un evento di grande qualità.

Franco Maresco ha colto l’occasione per raccontare la storia dei musicisti siculo-americani immigrati in America e del loro fondamentale apporto alla nascita del jazz. Dall’incontro fra la tradizione musicale della minoranza nera – con i suoi gospel, le marcette militari e i canti di lavoro nei campi – e quella siciliana fatta di musica da banda, opera lirica e reminiscenze arabe, nascerà la miscela esplosiva che prenderà il nome di jass. Lo spettacolo, scritto da Claudia Uzzo e da Franco Maresco, uno dei più importanti registi indipendenti del cinema e del teatro italiano, racconta una storia che parte da Palermo e, attraversando l’Oceano sul piroscafo Florio, giunge a New Orleans: la storia di Nick La Rocca e del ruolo che i musicisti siculo-americani hanno avuto per il jazz.

Una rappresentazione multimediale, che mescola diversi linguaggi (video, fotografie, interventi recitati, il clarinetto di Gabriele Mirabassi e il piano di Salvatore Bonafede) per raccontare un episodio davvero importante. Negli Stati Uniti nomi quasi sconosciuti come Nick La Rocca (al secolo Domenico La Rocca), Vincent Rose (Vincenzo Cacioppo), Pete Rugolo (Pietro Rugolo), Joe Venuti (Giuseppe Venuti) e giganti come Frankie Laine (Francesco Paolo Lo Vecchio), Tony Scott (Anthony Joseph Sciacca), Louis Prima e Frank Sinatra, lasciarono un segno indelebile nel firmamento della musica del Novecento. Nel racconto di Maresco e Zenni non mancheranno riferimenti alla cosiddetta Mano Nera e a Cosa Nostra, che allora dominava incontrastata diversi settori, tra cui il mercato del contrabbando illegale di alcool e il giro dei bar clandestini; i goodfellas si infiltrarono ben presto anche nel business della musica, divenendo spesso agenti e produttori di affermati artisti italoamericani. Anche il cinema occupa un ruolo essenziale all’interno di questo denso affresco: dai film dei primi anni ’10, che avevano per oggetto il cliché dell’italiano violento e rissoso, sino alle grandi maestranze italoamericane negli anni d’oro.

“Narrazioni Jazz è un festival del tutto nuovo: nella collaborazione con il Salone Internazionale del Libro, nel concentrarsi sul rapporto con le altre arti, nelle modalità di coinvolgimento organizzativo e artistico del territorio – afferma Stefano Zenni, direttore artistico della rassegna -. È un festival fatto di eccellenze nazionali e internazionali che, tra produzioni originali ed esclusive affronta, tra le altre cose, due temi chiave del jazz: l’eredità della schiavitù e la natura multietnica di una musica plurale. Per questo Narrazioni Jazz è saldamente legato, in chiave artistica, spettacolare e critica, al nostro mondo contemporaneo”.

Il programma completo e tutte le informazioni sul sito www.narrazionijazz.it

Apr 18


Nel Foyer del Teatro Regio è stato presentato Narrazioni Jazz.
A raccontare la rassegna la Sindaca Chiara Appendino, il direttore artistico Stefano Zenni , l’assessora alla cultura Francesca Leon e il direttore del Salone Internazionale del Libro, Nicola Lagioia.
Per info sul programma: www.narrazionijazz.it

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