Mar 20

Erano almeno 3.000 le persone giunte in piazza Castello per comporre il Tricolore umano, evento che celebra il “Meno 1” al 150° dell’Unità d’Italia.
Un meteo piĂą rassicurante avrebbe sicuramente facilitato a riempire una piazza Castello in festa e macchiata di verde, bianco e rosso.
Un intero pomeriggio di festa per l’Italia, con i saltimbanchi, giocolieri e mimi della Scuola di Circo FLIC e con l’Orchestra di Ritmi Moderni Arturo Piazza che ha anche intonato “Fratelli d’Italia”.
Le macchie bianche verdi, bianco, rosse si sono riunite fino a comporre “un’unica bandiera”, come recita il nostro inno nazionale.
Con questo appuntamento il Comitato Italia 150 chiude la settimana di festeggiamenti del ”Meno 1”, il conto alla rovescia che ci separa dal 2011.
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Mar 19

Può una biologa – o quasi tale – amante dell’etologia, improvvisamente riscoprirsi artista? Se la storia è quella di Jessica Carroll, sì. Il percorso e la ricerca compiuta negli anni dall’autrice delle sculture che “nuotano, volano e cantano”, si possono “leggere” nelle sue opere – disegni, acqueforti, sculture in marmo, bronzo, resina e plexiglas – in mostra sui muri dell’ipogeo della Chiesa Bizantina di San Michele Arcangelo in via Giolitti 44.
Abbiamo incontrato Jessica Carroll in pieno allestimento mostra. Parla spesso di natura, perchĂ© è innamorata, come sottolinea, di quel mondo fatto di volpi, merli, anguille e soprattutto api. Sono proprio gli insetti operosi e instancabili per eccellenza ad aver attratto l’attenzione dell’artista nel suo periodo torinese: “Mi sono trasferita a Torino nel 2005 – ha detto – Qui il mio lavoro si è arricchito del dialogo fra natura e tecnologia: l’ape diventa operaia”. Il legame tra l’insetto e la capitale operaia (Fiat) è inevitabile. Non a caso la Carrol ha privilegiato la cittĂ industriale per eccellenza per portarlo avanti. “Ho scelto la capitale piemontese come patria d’adozione – ha raccontato – forse perchĂ© è la piĂą nordica delle cittĂ italiane, date le mie origini napoletane-scozzesi, ma soprattutto perchĂ© nel clima culturale e artistico ho trovato il mio humus ideale”. Le sue opere sono ricche di rimandi. La pianta esagonale della cripta, che ospita la maggior parte delle opere, ad esempio, richiama la forma delle cellette dei favi.
L’alveare è una delle architetture naturali che l’artista ritiene tra le piĂą interessanti, tant’è che lo ripropone in materiali diversi: marmo bianco, plexiglas e ceramica smaltata. “Mi piace pensare alla possibilitĂ di un ritorno alla purezza – spiega – lo stesso lavoro sull’opacitĂ e sulla trasparenza parte da un’affascinante teoria evoluzionistica per cui tutte le creature viventi all’inizio erano trasparenti perchĂ© non avevano necessitĂ di entrare in relazione le une con le altre, man mano che hanno cominciato a moltiplicarsi e a incontrarsi hanno iniziato a opacizzarsi”.
La mostra, curata da Francesco Poli e realizzata con il sostegno della Regione Piemonte e della Fondazione Crt e il patrocinio di Provincia e Comune di Torino, resterĂ aperta al pubblico, a ingresso libero, fino al 9 maggio con orario continuato dalle 10 alle 19. Per informazioni: 011-19568332.
fonte: TorinoClick
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Mar 17

Un viaggio iniziato a Lecce il 19 febbraio e che si conclude a Torino, alla stazione ferroviaria di Porta Nuova, dal 18 al 21 marzo.
Un viaggio sulla falsariga di quelli che gli emigranti italiani del sud hanno compiuto dal 1900 in avanti, alla ricerca del lavoro e della prosperitĂ che mancava nelle terre d’origine.
La mostra “Migranti. Dal passato al presente: storie, volti, voci di Puglia” racconta proprio loro, i migranti italiani del secolo ventesimo.
E’ possibile visitarla sul treno in cui è stata allestita, alla stazione di Porta Nuova, fino al 21 marzo: aperta dalle 9 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30), è ad ingresso gratuito.
Informazioni sul sito www.migrantipuglia.it
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