Mar 14

“La prima volta che sono venuto a Torino ho pensato immediatamente che fosse una cittĂ cinematografica– ha detto questa mattina Ferzan Ozpetek il regista del film “Magnifica Presenza” presentato questa mattina alla stampa -. Sono passati gli anni e, com’è ormai noto, lo è diventata veramente! Io la amo molto. Trovo bellissimo poter uscire e camminare senza ombrello quando piove-. Mi attrae moltissimo anche il vostro grande gusto estetico”. Il film che uscirĂ nei cinema italiani fra due giorni e in quattrocento copie, verrĂ proiettato in anteprima a Torino domani sera alle 20,30 al Reposi per i lettori di TorinoSette (tutto esaurito in sala). Nel film, che scorre veloce per tutta la prima parte, si scopre un’atmosfere da ghost story. Un Elio Germano in gran forma veste i panni di Pietro, fornaio sforna-cornetti di notte e aspirante attore di giorno, che lascia la Sicilia per trasferirsi a Roma in cerca di fortuna (e provini). Affitta, per pura coincidenza, un grande appartamento nel quartiere di Monteverde, pagandolo meno del previsto ma scoprendo, pian piano che la pellicola scorre, di doverlo condividere con un compagnia di attori-fantasmi-ballerini (Beppe Fiorello, Margherita Buy, Vittoria Puccini, Cem Yilmaz), rimasti incastrati in quelle stanze a causa di un antico trauma (era il 1943 e a Roma era epoca di rastrellamenti). Gay dal cuor leggero, il garibaldino Pietro affronta ogni fallimento come un’occasione, ogni delusione come un’opportunitĂ . Meravigliosi i primi piani alle sue rughe sulla fronte, a quegli occhi e sopracciglia dall’incredibile potenza espressiva. “Magnifica Presenza” però nasconde nelle sue immagini un retrogusto decisamente amaro. Prima si concentra sull’instabilitĂ dei desideri di un “diverso” nel contesto sociale della popolata “cittĂ eterna”. Poi trasforma i suoi coinquilini-fantasmi da maghi del palcoscenico in personificazioni della memoria collettiva, ricordo di noti orrori bellici (“finzione” è la loro parola d’ordine, “realtà ” la contro-parola d’ordine…). Piacevoli e ben studiate le spigolature quasi-horror della prima parte quando l’appartamento si popola pian piano di presenze e i siparietti comici che coinvolgono Pietro e i suoi compagni di lavoro al forno. Meno comprensibile invece la surreale discesa nel covo delle trans-sarte, capeggiate da una diabolica Platinette. Azzeccato invece il personaggio di Ennio (Gianluca Gori), il poetico e malinconico travestito, fil rouge tra Pietro e Livia Morosini (Anna Proclemer) l’attrice che ha tradito la compagnia fantasma. Proclemer a cui il regista regala dei primi e primissimi piani nel dialogo rivelatore con Pietro, ma della quale rivela di aver dovuto tagliare – per la lunghezza – una scena di altissimo livello in cui recita in russo Puskin (gli appassionati potranno trovarla nel dvd) esprime, all’alba dei suoi 88 anni, un’intensitĂ ancora strepitosa. In tutto il film sono evidenti i riferimenti a Pirandello. “Certo! Anche il finale l’ho scritto e girato pensando a come lo avrebbe visto lui”, ha detto Ozpetek. Della trama ha invece spiegato: “Lo spunto arriva da un episodio reale: un mio amico circa 18 anni fa mi raccontava che mentre stava guardando la televisione aveva girato lo sguardo dal vide poichĂ© aveva visto una donna vestita in modo strano accanto a lui. Io l’ho preso in giro – ha continuato il regista -, ma poichĂ© continuava a vedere strane presenze in casa sua, una ragazza bellissima, una donna che si sdraiava a letto accanto e così via, dopo esserci documentati abbiamo saputo da alcune signore anziane che in quella casa, durante la seconda guerra mondiale, avevano vissuto una ragazza madre con sua figlia e si erano gettate dalla finestra durante un bombardamento. Inevitabile a quel punto iniziare a pensare. Ho quindi messo i tutti gli elementi insieme e proposto al produttore Domenico Procacci la sceneggiatura”. Il lungometraggio è prodotto da Fandango e Faros Film, con Rai Cinema e il contributo di Intesa San Paolo. (lc)
[Fonte: TorinoClick ]
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Mar 11

Il PalaRuffini di Torino ha incoronato Ilaria Salvatori regina della prova individuale della “Coppa del Mondo di fioretto femminile – Trofeo Inalpi” di Torino, regalandole anche il suo quarto successo in Coppa del Mondo.
La Salvatori si è imposta per 15-10 sulla polacca Sylvia Gruchala in un assalto in cui ha saputo gestire al meglio fino alla fine il vantaggio acquisito a partire dal 4 a 2. “E’ sempre una bella sensazione vincere un titolo in Italia” ha affermato la Salvatori al termine della gara.
La trentatreenne di Frascati, allenata dal maestro Fabio Galli e tesserata per l’Aeronautica Militare, ha in carriera un bronzo olimpico a squadre, quello conquistato a Pechino 2008, tre ori nelle prove di Coppa del Mondo oltre a quattro argenti e otto bronzi, tra i quali quello di Torino lo scorso anno.
Nel duello di semifinale con la giapponese Kanae Ikehata, diretta a bordo pedana dall’ex c.t. azzurro Andrea Magro ora in forza alla nazionale del Sol Levante, la Salvatori si è imposta per 11/10 al minuto supplementare.
La polacca Sylwia Gruchala è invece approdata in finale a spese della russa Viktoria Nikichina per 7/6 al minuto supplementare.
Domenica 11 marzo l’Italia conquista anche l’oro a squadre nella prova di “Coppa del Mondo fioretto femminile Trofeo Inalpi”. Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca, Arianna Errigo e Ilaria Salvatori si sono imposte sulla Corea (Hyun Hee Nam, Hee Sook Jeon, Hye Sun Lee, Ha Na Oh) per 45 a 27 in uno scontro condotto con autorità fin dall’inizio.
La vittoria è arrivata nell’ultimo assalto portato avanti dalla Vezzali sulla Nam, numero 3 del mondo e punta di diamante della formazione coreana, a 48 secondi dalla fine della nona frazione.
Il Dream Team azzurro aveva esordito facilmente al mattino su Singapore per 45-17, poi sul Giappone con il punteggio di 45-25.
In semifinale ha poi superato la Polonia, gestendo al meglio il vantaggio per tutta durata dell’assalto chiuso per 45/29.
Alla semifinale, invece, la Corea è giunta grazie alla vittoria sulla Francia per 42-30.
E proprio la Francia è stata protagonista dello scontro clou nei quarti della parte bassa del tabellone, con il successo a sorpresa sulla favorita Russia per 37-36.
Sconfitte dalla Corea, le francesi si sono poi riscattate nella finalina per il terzo e quarto posto in cui ha conquistato il bronzo sulla Polonia.
fonte: www.fencingcuptorino.com
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Mar 09

Torino e il grande basket: questo binomio, sempre spettacolare e vincente, regala venerdì 10 e sabato 11 marzo a tutti gli appassionati dieci partite di altissimo livello. Per la prima volta sotto la Mole verrà giocato il girone di qualificazione alle finali della Challenge Cup di basket in carrozzina. A rappresentare il nostro paese la HB Torino che nella prima gara ha affrontato e battuto per 76 a 69 i russi dei Falcon Mosca e successivamente alle 18,00 incontrerà gli olandesi del RBVM. Sabato la sfida con i belgi del St.Jan Knesselare e i bosniaci del Sana Sanski Most. I torinesi giocheranno in entrambe le giornate al palazzetto della Sisport Fiat in via Olivero 40 alle 11.15 e alle 18.
La vincitrice del girone accederĂ direttamente alla Final Eight che si terrĂ a Seveso dal 26 al 29 aprile 2012. Ogni anno la Federazione Internazionale del basket in carrozzina organizza tre competizioni definite Euroleague 1,2,3. A queste possono partecipare le squadre di club europee che hanno raggiunto i posti migliori nel proprio campionato nazionale. Ciascuna Euroleague è articolata in diversi gironi eliminatori che si svolgono in alcune cittĂ del continente. Questi determinano l’accesso alla finale di una delle tre EuroCup e ciascun risultato ottenuto dalle squadre partecipanti andrĂ a determinare un ranking europeo. L’entusiasmo per aver ottenuto il girone di qualificazione alle finali della Challenge Cup sono nelle parole dell’assessore allo Sport Stefano Gallo: “Pochi giorni dopo essere stato a Bruxelles per candidare Torino a Capitale Europea dello Sport 201- 5 sono stato contattato dagli organizzatori di questo evento. Il mio assessorato ha lavorato nei migliori dei modi e siamo riusciti a regalare a tutti gli appassionati un’altra grande manifestazione. La CittĂ di Torino è sempre stata molto vicino agli sport paralimpici e in particolare al basket in carrozzina. Mi piacerebbe – ha concluso Gallo – che Torino possa diventare un centro su cui la Federazione Europea possa convogliare altre importanti manifestazioni.
HB Torino Basket dal 2010 gioca nella Serie A1 di basket in carrozzina. Nata per assicurare ai giovani disabili motori la possibilità di superare i problemi legati alla loro condizione fisica attraverso la passione per la pallacanestro, è riuscita oggi a dotarsi anche di una seconda squadra che gioca la Serie B interregionale.
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