Le celebrazioni per il 154° anniversario dell’Unità d’Italia, che si celebra ogni anno il 17 marzo, si sono svolte oggi a Torino in piazza Carlo Alberto: la Banda Musicale del Corpo di Polizia Municipale ha eseguito l’Inno Nazionale, il Sindaco e le autorità civili e militari hanno deposto una corona sotto al monumento della piazza.
Il 17 marzo, dal 2012 è divenuto festa nazionale, pur in giornata lavorativa.
E’ appena arrivato alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli direttamente dal Museo di Capodimonte il dipinto Madonna del Divino Amore di Raffaello, ed è già nel cuore di chi ha potuto ammirarlo.
L’opera è ricordata da Giorgio Vasari nella Vita di Raffaello fra le più belle eseguite dal maestro nel periodo romano: la sua autografia era stata messa in discussione dalla maggior parte della critica a partire dalla fine dell’Ottocento.
Sulla fortuna dell’opera aveva pesato non poco la presenza a Capodimonte di un grande disegno nella stessa scala della tavola proveniente dalla collezione di Fulvio Orsini, attribuito a Giovan Francesco Penni e ritenuto il cartone preparatorio al dipinto, cosa che ha indotto alcuni ad ascrivere all’allievo anche l’ideazione dell’opera: le indagini recentemente condotte hanno però chiarito senza più dubbi che si tratta di una copia su carta tratta dal dipinto e non di un cartone preparatorio per la sua esecuzione. L’intervento di restauro ha evidenziato la qualità delle stesure pittoriche e il buono stato di conservazione del dipinto, recuperandone il raffinato cromatismo e liberando il manto della Madonna da antiche ridipinture che ne falsavano il volume.
L’ambiente dov’è allestita l’opera è buio e avvolgente. Il netto cambio di luminosità , dalla luce alla penombra, induce l’occhio a riabituarsi e il quadro, unico oggetto illuminato nella sala, appare come una visione. La stuoia posta sul pavimento attutisce i passi, ovattando lo spazio. La Madonna del Divino Amore è poggiata in una nicchia, senza cornice, ai suoi piedi una base che distanzia, protegge e ricrea la sacralità di un altare. L’ambiente ha una forma a dodecagono, un poligono regolare con una matrice geometrica cara a Raffaello. L’inclinazione della parete su cui è esposto il dipinto richiama la leggera torsione del gruppo delle quattro figure principali, che sono ruotate di circa 15 gradi rispetto l’asse frontale di visione. Accedendo dal corridoio il visitatore si trova quindi il dipinto in posizione inclinata ma con il gruppo disposto frontalmente e nel portarsi davanti al quadro, sperimenta fisicamente questo stesso movimento di rotazione.
[fonte: TorinoClick]
La stagione 2015 delle mostre alla GAM di Torino prosegue con un protagonista d’eccezione: Amedeo Modigliani , uno dei maggiori interpreti della pittura del Novecento.
Intorno alla figura centrale di Modigliani la mostra presenta la straordinaria atmosfera culturale creata dalla “École de Parisâ€, la corrente che ebbe protagonisti alcuni artisti attivi nel primo dopoguerra che si raccolsero intorno a Montmartre e Montparnasse uniti dal desiderio di vivere in pieno il clima artistico e culturale di Parigi, creando una completa simbiosi tra vita e arte.
In mostra circa 90 opere racconteranno questa esperienza artistica †accanto a Modigliani, nomi eccezionali come Brancusi, Soutine, Utrillo, Chagall, Survage, Picasso †tra cui sessanta capolavori provenienti dal Centre Pompidou e da importanti collezioni pubbliche e private. La mostra è promossa da GAM e prodotta da Mondo Mostre Skira in collaborazione con il Musée National d’Art Moderne †Centre Pompidou di Parigi. La curatela scientifica è affidata a Jeanâ€Michel Bouhours, uno dei massimi studiosi di Modigliani e curatore del dipartimento delle collezioni moderne del Centre Pompidou di Parigi.
La mostra è costruita in cinque sezioni, che analizzano la vitalità parigina del periodo, con uno sguardo non solo alla pittura, ma anche al disegno e alla scultura in cui il protagonista, insieme a Modigliani, è Costantin Brancusi, nel cui atelier l’artista livornese lavorerà per molto tempo. Tra le opere esposte in questa sezione le celebri Principessa X e Mademoiselle Pogany III, accanto a una serie di fotografie originali che Brancusi stesso scattò ai suoi lavori.
Modigliani è quindi raccontato in mostra come il principale testimone della realtà cosmopolita della Bohème parigina, che ha segnato la sua indipendenza dai movimenti ufficiali delle avanguardie artistiche. Un particolare momento storico in cui, alla creazione dei capolavori, si affianca un’esistenza disordinata che lo portò a morte prematura.
Per maggiori informazioni: www.modiglianitorino.it



