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Ott 31


Nella Circoscrizione 8 sono state inaugurate le Luci d’Artista 2018.
La cerimonia di inaugurazione, tenutasi nei locali messi a disposizione dalla Parrocchia San Giovanni e Maria Vianney, ha preso il via alle ore 18.30 con i saluti istituzionali. Sono intervenuti l’Assessora alla Cultura Francesca Leon, il Presidente della Circoscrizione 8 Davide Ricca e l’artista Tobias Rehberger autore dell’opera My Noon.
Presente anche il BiblioBus a cura del Servizio Biblioteche della Città.

Alle ore 19.00 nel cortile della scuola elementare Carlo Collodi, via Giulio Gianelli – Giardino Pietro Rava, con l’accensione dell’opera My Noon di Tobias Rehberger si sono illuminate in contemporanea tutte le altre installazioni, dando il via alla nuova edizione della rassegna.

Luci d’Artista, una vera e propria mostra d’arte contemporanea a cielo aperto – progetto della Città di Torino realizzato da IREN Energia Spa e Fondazione Teatro Regio Torino, con il sostegno di IREN, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Intesa Sanpaolo -, illuminerà le piazze e le strade di Torino fino al 13 gennaio 2019.

La ventunesima edizione vede allestite 23 opere d’arte contemporanea: 13 nella Circoscrizione 1 (l’area del centro) e 10 nelle altre sette circoscrizioni.

La rassegna, offre a cittadini e turisti scenari inediti grazie al contributo creativo di artisti di fama internazionale che hanno realizzato nel tempo un patrimonio significativo di opere luminose. È stata progettata nel 1997 con l’obiettivo di portare l’arte fuori dagli spazi istituzionali.

 

Elenco Luci d’Artista

31 ottobre 2018 – 13  gennaio 2019

Centro  città

  1. Cosmometrie – Mario AIRÒ – piazza Carignano
  2. Tappeto Volante – Daniel BUREN – piazza Palazzo di Città
  3. Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime – Nicola DE MARIA – piazza Carlina
  1. Il Giardino Barocco Verticale – Richi FERRERO – via Alfieri 6 – Palazzo Valperga Galleani
  1. L’energia che unisce si espande nel blu – Marco GASTINI – Galleria Umberto I – Opera permanente
  1. Migrazione (Climate Change) – Piero GILARDI – Galleria San Federico
  2. Cultura=Capitale – Alfredo JAAR – piazza Carlo Alberto – Opera permanente
  3. Luì e l’arte di andare nel bosco – Luigi MAINOLFI – via Carlo Alberto
  4. Il volo dei numeri – Mario MERZ – Mole Antonelliana – Opera permanente
  5. Concerto di parole – Mario MOLINARI – viale dei Partigiani (Giardini Reali)
  6. Vento Solare – Luigi NERVO – piazzetta Mollino
  7. Palomar – Giulio PAOLINI – via Po
  8. Noi – Luigi STOISA – via Garibaldi

Circoscrizioni: dalla 2 alla 8

  1. ‘L’amore non fa rumore’ di Domenico Luca PANNOLI – Chiesa San Luca, in via Negarville (Circoscrizione 2)
  1. Volo su… – Francesco CASORATI – area pedonale di via Di Nanni (Circoscrizione 3)
  1. ‘Illuminated Benches’ di Jeppe HEIN – piazza Risorgimento (Circoscrizione 4)
  2. ‘Ice Cream Light’ Vanessa SAFAVI – piazza Eugenio Montale (Circoscrizione 5)
  3. ‘Vele di Natale’ di Vasco ARE – piazza Foroni, zona mercato rionale (Circoscrizione 6)
  1. Ancora una volta – Valerio BERRUTI – via Giulia di Barolo – da piazza Santa Giulia a corso Regina Margherita (Circoscrizione 7)
  1. Amare le differenze – Michelangelo PISTOLETTO – piazza della Repubblica (Circoscrizione 7) – Opera permanente
  1. Piccoli Spiriti Blu – Rebecca HORN – Monte dei Cappuccini (Circoscrizione 8) – Opera permanente
  1. Luce Fontana Ruota – Gilberto ZORIO – Laghetto Italia ’61, corso Unità d’Italia (Circoscrizione 8) – Opera permanente
  1. My Noon – Tobias REHBERGER – cortile della scuola elementare Carlo Collodi, in via Giulio Gianelli (Circoscrizione 8)
Ott 31


Feeling different” celebra la differenza e la diversità: quella rispetto a se stessi e agli altri e quella rispetto ai canoni, alle norme e agli schemi. E’ il tema scelto quest’anno da Paratissima, che compie 14 anni ed Ã¨ adolescente, in piena trasformazione, pronta ad abbracciare l’evoluzione.

Con oltre 350 artisti selezionati apre a Torino, nei suggestivi spazi dell’ex Caserma La Marmora di via Asti, dal 31 ottobre al 4 novembre, Paratissima Art Fair, la fiera internazionale degli artisti indipendenti. Precursore di una tendenza ormai diffusa, Paratissima, fin dalla sua prima edizione, ribalta il modello tradizionale di “fiera d’arte” lasciando spazio agli artisti, emergenti ma non solo, che hanno la possibilità di mostrare e promuovere il proprio lavoro in modo indipendente e alle gallerie d’arte che condividono lo spirito della manifestazione.

Sei sezioni occupano, ognuna, una palazzina dell’ex Caserma: NoPhoto, dedicata alla fotografia; N.I.C.E. – New Independent Curatorial Experience con le 6 mostre curate dai 12 allievi del corso per curatori; Kids, per i bambini e i ragazzi; G@P – Gallerie at Paratissima, destinata alle 12 gallerie d’arte selezionate; Bootique – Fashion & Design, inedita vetrina per la moda indipendente e il design contemporaneo; Crafters & Makers, indirizzata al mondo dell’handmade. Paratissima offre un’occasione di visibilità agli artisti emergenti che non trovano spazio nei circuiti “istituzionali” dell’arte e, allo stesso tempo, compie un’azione di talent scouting attraverso il riconoscimento di premi in denaro o opportunità espositive realizzate in collaborazione con vari partner o all’interno del circuito della manifestazione stessa. Tra questi, il Premio Azimut Capital Management e il PRS Talent Prize del valore, ciascuno, di 1.500 euro.

La visual identity della XIV edizione, per la prima volta, è stata affidata a un artista di Paratissima: l’illustratore Roberto Gentili.

www.paratissima.it

[Fonte: InPiemonteinTorino]

Ott 25


Gli antefatti, la nascita e la stagione iniziale e più felice della pittura macchiaiola, ossia il periodo che va dalla sperimentazione degli anni Cinquanta dell’Ottocento ai capolavori degli anni Sessanta, saranno i protagonisti della mostra che per la prima volta alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino valorizzerà il dialogo artistico tra Toscana, Piemonte e Liguria nella ricerca sul vero.

“I macchiaioli. Arte italiana verso la modernità”, organizzata e promossa da Fondazione Torino MuseiGAM Torino e 24 ORE Cultura– Gruppo 24 ORE, a cura di Cristina Acidini e Virginia Bertone, con il coordinamento tecnico-scientifico di Silvestra Bietoletti e Francesca Petrucci, vede la collaborazione dell’Istituto Matteucci di Viareggio e presenta circa 80 opere provenienti dai più importanti musei italianienti e collezioni private, in un ricco racconto artistico sulla storia del movimento, dalle origini al 1870, con affascinanti confronti con i loro contemporanei italiani.

L’esperienza dei pittori macchiaioli ha costituito uno dei momenti più alti e significativi della volontà di rinnovamento dei linguaggi figurativi, divenuta prioritaria alla metà dell’Ottocento. Fu a Firenze che i giovani frequentatori del Caffè Michelangiolo misero a punto la ‘macchia’. Questa coraggiosa sperimentazione porterà a un’arte italiana “moderna”, che ebbe proprio a Torino, nel maggio del 1861, la sua prima affermazione alla Promotrice delle Belle Arti. Negli anni della sua proclamazione a capitale del Regno d’Italia, Torino visse una stagione di particolare fermento culturale. È proprio a questo periodo, e precisamente nel 1863, che risale la nascita della collezione civica d’arte moderna – l’attuale GAM – che aveva il compito di documentare l’arte allora contemporanea.

A intessere un proficuo dialogo con la pittura macchiaiola è la prestigiosa collezione ottocentesca della GAM, che favorisce un’inedita occasione di studio. In questa prospettiva un’attenzione particolare viene restituita ad Antonio Fontanesi, nel bicentenario della nascita, agli artisti piemontesi della Scuola di Rivara (Carlo Pittara, Ernesto Bertea, Federico Pastoris e Alfredo D’Andrade) e ai liguri della Scuola dei Grigi(Serafino De Avendaño, Ernesto Rayper), individuando nuovi e originali elementi di confronto con la pittura di Cristiano BantiGiovanni Fattori, Telemaco SignoriniOdoardo Borrani,protagonisti di questa cruciale stagione artistica.

Il percorso

Il percorso prenderà il via con il racconto della formazione dei protagonisti, necessario per far apprezzare a pieno il contributo innovativo dei macchiaioli all’interno della storia dell’arte. Dalle opere di pittori e maestri accademici di gusto romantico o purista, come Giuseppe BezzuoliLuigi MussiniEnrico PollastriniAntonio CiseriStefano Ussi, ai giovani futuri macchiaioli come Silvestro LegaGiovanni FattoriCristiano BantiOdoardo Borrani: attraverso il confronto delle opere sarà evidenziata la loro educazione tradizionale, rispettosa dei grandi esempi rinascimentali.

A punteggiare la mostra è la partecipazione delle opere scelte alle prime Promotrici di Belle Arti e alla prima Esposizione nazionale di Firenze del 1861; sullo sfondo è la visita all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1855, che fu un avvenimento decisivo per i giovani macchiaioli, suscitando grande curiosità ed emulazione nei confronti della nuova visione “oggettiva” e diretta. In questa cornice, sarà presentato al pubblico il dialogo che sospinse alcuni artisti tra Piemonte, Liguria e Toscana a condurre le ricerche “sul vero”. Furono anni di sperimentazione in cui le ricerche sul colore-luce, condotte en plein air, crearono un comune denominatore tra pittori legati in gruppi e cenacoli, di cui l’esempio più noto fu quello dei macchiaioli toscani.

Si affronta quindi la sperimentazione della macchia applicata al rinnovamento dei soggetti storici e di paesaggio, con opere degli anni Cinquanta e dei primi Sessanta, durante i quali talvolta gli amici si trovavano vicini a dipingere lo stesso soggetto da angolature di poco variate, così da evidenziare il loro percorso comune e il proficuo dialogo intessuto in quegli anni di profondi mutamenti non solo artistici, ma politici e culturali in senso ampio.

A seguire si propongono le scelte figurative dei macchiaioli dall’Unità d’Italia a Firenze capitale e gli ambienti in cui maturò il linguaggio macchiaiolo: dalle movimentate estati trascorse a Castiglioncello, nella tenuta di Martelli, ai più pacati pomeriggi autunnali e primaverili a Piagentina, nell’immediata periferia fiorentina, ove gli artisti si erano ritirati a lavorare al riparo dalle trasformazioni della Firenze moderna, accentuate dal 1865 dal suo ruolo di capitale dell’Italia unita.

L’ultimo capitolo del viaggio affianca alle opere l’esperienza cruciale di due riviste: il «Gazzettino delle Arti del Disegno», pubblicata a Firenze nel 1867, e l’«Arte in Italia», fondata due anni dopo a Torino e che accompagna le vicende artistiche italiane sino al 1873. Sulle colonne del «Gazzettino» Martelli, Signorini e altri critici presentano il loro sensibile e acuto spirito di lettura nei confronti delle espressioni contemporanee europee e la consapevolezza di una ulteriore svolta evolutiva della pittura, che si lascia alle spalle il pur glorioso linguaggio della macchia, che, a quel punto, mostrava di aver compiuto il suo ruolo innovatore. Un impegno sul fronte della critica destinato idealmente a proseguire sul mensile «L’arte in Italia», rivista che contribuì al rinnovamento dell’ambiente artistico piemontese con personalità come Giovanni Camerana, tra i più lucidi sostenitori delle ricerche sul vero condotte da Fontanesi e dalla Scuola di Rivara. Ciò che la mostra restituisce è quindi l’occasione non solo per ammirare capolavori assoluti della pittura macchiaiola, ma permetterne una migliore comprensione sottolineando il dialogo che ha unito gli artisti divarie parti d’Italia nella ricerca tesa alla modernità.

Per informazioni www.gamtorino.it

[Fonte: GAM Torino]