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Ott 19


Questa mattina è stato intitolato un nuovo giardino per ricordare Gino Bartali “Campione del ciclismo e Giusto tra le Nazioni”. Il Giardino si trova in piazza Cavalcanti, poco distante dal monumento dell’eterno rivale e amico Fausto Coppi.
All’intitolazione, decisa dalla commissione Toponomastica della Città, il presidente del Consiglio comunale Fabio Versaci ne ha ricordato la carriera da professionista, il dualismo con Coppi e l’impegno profuso negli anni della Seconda guerra mondiale a favore degli ebrei. Un numero interminabile di giorni passati a portare, con la bicicletta, documenti falsi da Assisi a Firenze per aiutare gli ebrei ad avere una nuova identità e poter espatriare. Attività che nel maggio del 2005 gli è valsa la medaglia d’oro al valor civile e che viene ricordata nella targa del giardino che recita “Gino Bartali – Campione del ciclismo e Giusto tra le Nazioni”.Presente all’intitolazione anche Giacomo Bertagni, nipote di Bartali, che ha sollecitato i giovani a non dimenticarne il nonno quale esempio di sport, di vita che merita di essere ancora raccontato ai bambini nelle scuole.

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Ott 09


Sabato  e domenica Torino hanno rivissuto l’emozione di Portici di Carta, al suo decimo anniversario. Edizione dedicata al grande Umberto Eco, scomparso lo scorso 19 febbraio. Oltre 120 librai, editori e bouquinistes “hanno invaso” con due chilometri di bancarelle via Roma, piazza San Carlo e piazza Carlo Felice.

Novità principale della decima edizione è stata l’iniziativa “Un libro per ri-costruire”, promossa dalla Città di Torino insieme alla Protezione Civile: acquistare un libro a Portici per donarlo e ricostruire le biblioteche dei paesi marchigiani colpiti dal sisma.  Su ogni libro acquistato e donato è stato incollato uno sticker con la scritta “Un libro per ricostruire” in modo che, una volta consegnato nelle aree colpite, rimanga il ricordo di questo gesto di solidarietà dei torinesi. Nei due giorni, i libri offerti hanno alimentato un’installazione “work in progress” del Dipartimento educazione del Castello di Rivoli. La “torre libraria” è stata poi consegnata simbolicamente ai terremotati domenica alle 19, durante una cerimonia in piazza San Carlo con collegamenti con le zone terremotate.

Ma Portici di Carta è anche un modo concreto di avvicinare il pubblico alle librerie e al gusto del leggere, nel ritrovare un autore amato e nello scoprirne altri, grazie anche al centinaio di incontri, eventi, spettacoli e iniziative fra l’Oratorio San Filippo, il Corner Bambini, il Palco di Piazza San Carlo, il Gazebo e i Giardini Sambuy con le animazioni del Centro Interculturale della Città di Torino.

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Ott 06


In mattinata il vicepresidente vicario del Consiglio Comunale, Enzo Lavolta, ha scoperto una targa ed intitolato un giardino della circoscrizione 2, in ricordo di Walter Ferrarotti.
L’area verde è compresa tra le vie Monfalcone, Rovereto, Negri, Osoppo e Valentino.
Ferrarotti, (18-5-1935, 16-12-2007), è stato docente, pedagogista, e dirigente dei servizi educativi del Comune di Torino.
In decenni di lavoro per la Città, Ferrarotti ha lasciato un’impronta indelebile nella costruzione della sua rete di servizi educativi e assistenziali, contribuendo a farne un modello virtuoso a livello europeo.
Alla sua memoria, viva e cara a molti amministratori pubblici, insegnanti, pedagogisti, educatori dei servizi educativi e assistenziali del Comune, la Città aveva già intitolato il Centro di Cultura Ludica di via Fiesole, una delle sue innumerevoli “invenzioni” pedagogiche, come pure, per esempio, le strutture educative per ragazzi con disabilità gravi, “La scuola in ospedale” ( presso l’ospedale “Regina Margherita”), “Crescere in città”, “Estate ragazzi”, “la Scuola adotta un monumento”.

Alla cerimonia hanno preso parte l’assessora all’istruzione, Federica Patti, il presidente della Federazione italiana scuole materne, Redi Sante Di Pol, la preside dell’Istituto superiore Flora, Antonietta Faoro, di cui anche Ferrarotti fu a lungo preside, Pierluigi Camera, amico di un’intera vita, la nipote Virginia Fornengo, la figlia Monica Ferrarotti, e Luisa Bernardi, presidente della Circoscrizione 2.

Tra la piccola folla di bambini delle vicine scuole elementari e medie, accompagnati dai loro docenti, molti amici, la moglie di Ferrarotti, signora Ada, gli ex assessori comunali, Vinicio Lucci, Giuseppe Bracco, Paola Pozzi.

Lavolta ha ricordato il ruolo centrale del pedagogista “nella genesi del sistema torinese di servizi per l’infanzia” e, evocandone “la profonda cultura e l’immensa originalità”, ha messo in luce uno dei paradigmi fondamentali del suo pensiero e della sua modernità: l’attenzione alla relazione tra ciò che viene insegnato e la vita fuori dalla scuola. Sul punto Lavolta ha citato Ferrarotti “si tratta di accertare quanto influisca direttamente(l’insegnamento) sul vissuto extrascolastico e, alla fine del ciclo di studi, quanto gli apprendimenti servono concretamente nel mondo del lavoro”.
Una pedagogia che ha precorso i tempi, la sua – ha sintetizzato Lavolta – ed una scuola “che deve insegnare ad aprire gli occhi sul mondo”.

L’assessora Federica Patti, ex insegnante, oggi titolare delle deleghe al sistema educativo municipale, ha testimoniato della consistenza nel suo assessorato “di una grande cultura educativa, radicata fin dagli anni ’60”, ed ha auspicato il rilancio “di una nuova stagione che faccia emergere tutte le potenzialità dei servizi educativi”.
Redi Sante di Pol ha messo invece l’accento sulla grande attenzione dedicata dal pedagogista alla formazione degli insegnanti, che nell’esplicare la loro creatività, diceva Ferrarotti, “non devono avere l’alibi della burocrazia”.
Antonietta Faoro ha ricordato Ferrarotti come “una luce calda, limpida, propulsiva, che apriva le intelligenze e le appassionava”. Lui, uomo di fede, ha ricordato, diceva “la scuola non produce scarti”.
Da Gianluigi Camera, compagno di scuola all’” Istituto Regina Margherita” amico di Ferrarotti sin dal 1949, è stato offerto un ricordo più intimo che ha messo in evidenza una figura di grande eclettismo culturale e creativo: l’amore per la natura, per la musica, per la poesia, l’insaziabile desiderio di esplorare il mondo: “il paradiso – diceva Ferrarotti – è una strada che non finisci mai di percorrere”.

Infine la famiglia. La nipote Virginia ha letto una poesia di Ferrarotti tratta dalla sua raccolta editata col titolo “La mia vita incomincia dove finiscono le strade battute”. La figlia Monica ha testimoniato soprattutto del suo struggente amore per la natura e del legame, da Ferrarotti a lungo indagato, che essa aveva con la conoscenza di sé e l’educazione.

Ha chiuso gli interventi, prima della scopertura della targa da parte di Enzo Lavolta, la presidente della Circoscrizione. Luisa Bernardini ricordando che “la memoria è matrice del futuro”, si è detta orgogliosa del giardino e colpita dalla passione che parole e fatti della vita di Ferrarotti testimoniano, e dalla sua capacità di trasmetterli.