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Mar 05


“Just the woman I am”, non è solo una semplice corsa, è molto di più. A partire dal sostegno che ogni iscritto dà alla ricerca universitaria sul cancro ai momenti di festa e aggregazione che già un anno fa hanno fatto sì che piazza San Carlo diventasse un’enorme onda rosa.

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Mar 02


La quinta edizione di Biennale Democrazia avrà luogo a Torino da mercoledì 29 marzo a domenica 2 aprile 2017 e, con il titolo USCITE DI EMERGENZA, ospiterà una riflessione sulle crisi del nostro tempo, alla ricerca delle risposte necessarie, ma anche di nuove strade da percorrere e di possibilità inedite.

Biennale 2017 sarà dunque dedicata a una delle parole più evocate nel linguaggio politico contemporaneo: emergenza. Ai suoi usi e ai suo abusi. A ciò che questo termine nasconde e a ciò che manifesta. Alla sua capacità di segnalare l’insorgere imprevisto di un problema, di un’eccezione, di un allarme. Ma anche di trasfigurare, come una maschera, le realtà e i corpi che ne sono toccati: il corpo dei migranti, il pianeta aggredito dall’uomo, le città “sotto assedio”, le economie in dissesto, le nuove povertà, le aree del mondo dove dilaga la guerra. In condizioni di incertezza radicale, d’altra parte, a mutare è la politica stessa, che invoca decisioni subitanee, rapidità d’azione, mutamento dei codici. Anche da qui, l’accresciuta importanza di conoscere, di distinguere, di giudicare come si decide e cosa si decide. “Emergere”, infine, è il manifestarsi di qualcosa che era celato alla vista e, quindi, il presentarsi di opportunità inedite e di occasioni di cambiamento, la possibilità di nuovi inizi.

L’emergenza può essere una realtà incontestabile, oppure un inganno. Un’occasione da cogliere, oppure un falso allarme. In un caso e nell’altro, le sfide che oggi abbiamo davanti sono le stesse: uscire dallo stato di una paralizzante necessità, restituire ai cittadini possibilità di scelta, sperimentare nuove forme di azione comune. Sono queste le “uscite di emergenza” alle quali Biennale Democrazia 2017 guarderà con particolare interesse.

Tutte le informazioni sul sito di Biennale Democrazia

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Mar 01


La mostra espone per la prima volta in Italia 95 opere di 95 artisti calligrafi giapponesi, 62 sho – calligrafie vere e proprie – e 21 ventagli, 11 opere intagliate su legno, una grande opera di sette metri raccolta a libro. Il percorso di visita costituisce un’occasione rara per apprezzare diverse tipologie di lavori dei più autorevoli artisti giapponesi di calligrafia contemporanea.

Spicca tra i maestri Usuda Tosen insignito del premio più importante in questa forma d’arte, il “Mainichi Shodo Kensho”, e considerato un luminare soprattutto per la tecnica dell’intaglio sul legno.

Accanto a lui, Yanagisawa Kaishu, ideatore e disegnatore del logo del campionato mondiale di calcio Corea/Giappone del 2002, Nagai Oshu, maestro di calligrafia, di cerimonia del tè e di ikebana, Inoue Kyoen, importante maestra di calligrafia e tra le poche donne ad aver avuto riconoscimenti a livello nazionale, nota soprattutto per la sua opera ispirata al Monte Fuji.

In Oriente come in Occidente, viviamo ormai in società dove le parole non si scrivono quasi più: si digitano. E se disgrafia o agrafia di ritorno sono in agguato per le poche lettere del nostro alfabeto, possiamo solo immaginare la dimensione del problema per lingue come il cinese e il giapponese, che richiedono di memorizzare migliaia di caratteri e di saperli scrivere tratto dopo tratto. Parlare di calligrafia nel XXI secolo assume quindi il valore inedito di una riscoperta, la riscoperta del piacere del segno scritto in un mondo che – se le tendenze degli ultimi decenni continueranno – rischia in un futuro non troppo distante di non saper più scrivere a mano.

In Oriente la calligrafia – shodō, “via della scrittura” – è considerata una forma d’arte vera e propria; anzi, è Arte per eccellenza insieme a pittura e poesia, in quanto le tre forme

espressive non possono essere completamente disgiunte l’una dalle altre. Tradizionalmente esse sono i mezzi attraverso cui l’artista (letterato, colto, elitario) dà voce al proprio sentire o – in maniera contraddittoria solo per le nostre menti occidentali – annulla il proprio io e lascia che la Natura trovi espressione sulla carta o sulla seta attraverso il suo cuore e la sua mano, il pennello e l’inchiostro. Il carattere dō viene usato in numerose occasioni per contraddistinguere la pratica di un’arte che richiede un impegno costante e che in diversi modi può assumere le caratteristiche di un “percorso” che conduce, tramite un perfezionamento tecnico, a un affinamento interiore dell’individuo.

Il MAO ha avviato da tempo un programma di mostre temporanee per approfondire tematiche che non sono presenti nelle esposizioni permanenti e per presentare al pubblico altri aspetti della straordinaria ricchezza e originalità delle culture orientali. In questo programma non poteva mancare un’esposizione sulla calligrafia giapponese.

Questa mostra rivela come la “via della scrittura” sia ancora viva e vitale in Giappone, rivisitando la tradizione in senso contemporaneo e quindi più accessibile anche a un pubblico occidentale.

Giovedì 2 marzo, ore 14.30

Workshop di calligrafia giapponese

Con i maestri Usuda Tosen e Yanagisawa Kaishu

In occasione del primo giorno di mostra SHODO – L’INCANTO DEL SEGNO, il MAO e ViaggioinGiappone presentano un workshop dedicato a neofiti ed esperti, tenuto da due dei maggiori artisti calligrafi giapponesi, un appuntamento straordinario realizzato per la prima volta in Italia.

L’appuntamento è a ingresso gratuito.

Dato il numero ristretto di posti a disposizione, la prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni 0114436927/8

MAO Museo d’Arte Orientale Via San Domenico 11, Torino

www.maotorino.it

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