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Apr 19


Al via la 27ma edizione del Torino GLBT Film Festival. Serata di festa e musica presso la sala 6 dell’UCI Cinemas Torino Lingotto.
Sulla moquette rossa della sala, sandali e calzini bianchi. Entrano così in scena il selezionatore e la madrina del Festival Angelo Acerbi e Chiara Francini, riprendendo il trailer del Film Festival.
Chiara Francini fiorentina, attrice rivelazione dell’anno alla 68a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con il Premio Biraghi, è tra i nuovi volti del cinema italiano e presto la vedremo nel nuovo film dei fratelli Vanzina, Buona giornata. A Torino nel doppio ruolo di madrina dell’intera manifestazione e giurata del Concorso lungometraggi.
E’ poi il momento del direttore del festival, Giovanni Minerba che, dopo i ringraziamenti istituzionali, ha passato la parola al Sindaco Piero Fassino per il saluto della Città. Presenti in sala inoltre l’Assessore alle Pari Opportunità Mariacristina Spinosa e L’Assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe.
E’ seguita la presentazione delle giurie. Fra i giurati, Fabio Canino che in tv ha partecipato a “Macao”, “Le Iene”, “Cronache marziane”, di cui era il conduttore, “Ballando sotto le stelle”, “Voci” e “Pink”, quest’ultime due su Gay.TV. In giuria anche Eric De Kuyper, scrittore, semiotico, critico e regista belga che affronta nelle sue opere tematiche quali il ricordo, la nostalgia, il melodramma e l’omosessualità, in modo innovativo e colto.
Ospite d’eccezione della serata, la cantante Arisa ha incantato con la sua voce le centinaia di persone presenti in sala.
Luci spente in sala. Il festival ha inizio.

Tutte le informazioni sul sito del Torino GLBT film Festival

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Apr 11


“Da Sodoma a Hollywood”
27° Torino GLBT Film Festival
19 – 25 aprile 2012
Torino, UCI Cinemas Lingotto e Multisala Cinema Massimo

Presentata la 27° edizione del Torino GLBT Film Festival – “Da Sodoma a Hollywood”, diretto da Giovanni Minerba, si svolgerà dal 19 al 25 aprile 2012 presso la Multisala Cinema Massimo.
L’evento speciale di inaugurazione avrà luogo presso la sala 6 dell’UCI Cinemas Lingotto la sera di giovedì 19 aprile.
Madrina della manifestazione sarà Chiara Francini, attrice rivelazione dell’anno alla 68a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con il Premio Biraghi. A Torino avrà un doppio ruolo perché farà parte anche della giuria del Concorso lungometraggi.
Ospite d’onore della serata di inaugurazione sarà Arisa, cantante, attrice, scrittrice, personaggio televisivo, che regalerà al pubblico del Festival grandi emozioni con un’esibizione a sorpresa per la quale ha dichiarato: «Ho accettato l’invito perché ho capito che è un Festival coraggioso e tutte le cose fatte con coraggio meritano rispetto e adesione».
La manifestazione comprende numerose sezioni, competitive e tematiche, con opere provenienti da tutto il mondo, film altrimenti “invisibili” per il pubblico e gli addetti ai lavori, oltre a incontri con registi e attori che presenteranno i film in sala.

La coproduzione belga e olandese Alle tijd (Time to Spare), di Job Gosschalk (2011), aprirà il Festival. Il film è un’agrodolce commedia degli errori, spiritosa e sagace, che affronta il tema dei ruoli codificati e ragiona sulle nuove forme di affettività, con un finale a sorpresa commovente e pieno di aspettative.
Concluderà il Festival Let My People Go! di Mikael Buch, commedia francese volutamente farsesca e kitsch in cui il regista gioca con gli stereotipi sul mondo gay e sul giudaismo, rifacendosi a maestri come Woody Allen e Wes Anderson. Carmen Maura, attrice feticcio di Pedro Almodovar, è la stralunata madre del protagonista.

Il comitato di selezione – composto da Fabio Bo (coordinatore artistico), Angelo Acerbi, Alessandro Golinelli, Christos Acrivulis e, da quest’anno, Silvia Novelli, dai consulenti Pierre Hombrebueno, Flavio Armone, Nancy K. Fishman e Simone Morandi, guidato dal direttore Minerba – conferma la volontà di indagare e proporre al pubblico film e tematiche, spesso scottanti e controverse, di grande attualità e interesse per l’intera società.
Il Festival propone tre sezioni competitive (Concorso lungometraggi, Concorso documentari, Concorso cortometraggi), sottoposte al giudizio di tre giurie internazionali.
Nel Concorso lungometraggi assegneranno il Premio Ottavio Mai: Antonella Gaeta, giornalista, sceneggiatrice e presidente dell’Apulia Film Commission; Chiara Francini; Eric de Kuyper, scrittore, semiotico, critico e regista belga; Fabio Canino, conduttore televisivo; Philippe Vallois, uno dei pionieri del cinema GLBT francese.
Nel Concorso documentari: Alessandro Rais, critico, storico del cinema, direttore della Filmoteca Regionale Siciliana e del Sicilia Queer Festival; Vittoria Castagneto, scrittrice e regista; Panayotis Evangelidis, scrittore, traduttore e filmmaker. Infine, nel Concorso cortometraggi, Luca Bianchini, scrittore e sceneggiatore; Vittoria Schisano, attrice; Chiara Pacilli, giornalista e regista.
Saranno inoltre attribuiti i premi del pubblico.

Tutte le informazioni sul sito del Torino GLBT Film Festival

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Mar 14


“La prima volta che sono venuto a Torino ho pensato immediatamente che fosse una città cinematografica– ha detto questa mattina Ferzan Ozpetek il regista del film “Magnifica Presenza” presentato questa mattina alla stampa -. Sono passati gli anni e, com’è ormai noto, lo è diventata veramente! Io la amo molto. Trovo bellissimo poter uscire e camminare senza ombrello quando piove-. Mi attrae moltissimo anche il vostro grande gusto estetico”. Il film che uscirà nei cinema italiani fra due giorni e in quattrocento copie, verrà proiettato in anteprima a Torino domani sera alle 20,30 al Reposi per i lettori di TorinoSette (tutto esaurito in sala). Nel film, che scorre veloce per tutta la prima parte, si scopre un’atmosfere da ghost story. Un Elio Germano in gran forma veste i panni di Pietro, fornaio sforna-cornetti di notte e aspirante attore di giorno, che lascia la Sicilia per trasferirsi a Roma in cerca di fortuna (e provini). Affitta, per pura coincidenza, un grande appartamento nel quartiere di Monteverde, pagandolo meno del previsto ma scoprendo, pian piano che la pellicola scorre, di doverlo condividere con un compagnia di attori-fantasmi-ballerini (Beppe Fiorello, Margherita Buy, Vittoria Puccini, Cem Yilmaz), rimasti incastrati in quelle stanze a causa di un antico trauma (era il 1943 e a Roma era epoca di rastrellamenti). Gay dal cuor leggero, il garibaldino Pietro affronta ogni fallimento come un’occasione, ogni delusione come un’opportunità. Meravigliosi i primi piani alle sue rughe sulla fronte, a quegli occhi e sopracciglia dall’incredibile potenza espressiva. “Magnifica Presenza” però nasconde nelle sue immagini un retrogusto decisamente amaro. Prima si concentra sull’instabilità dei desideri di un “diverso” nel contesto sociale della popolata “città eterna”. Poi trasforma i suoi coinquilini-fantasmi da maghi del palcoscenico in personificazioni della memoria collettiva, ricordo di noti orrori bellici (“finzione” è la loro parola d’ordine, “realtà” la contro-parola d’ordine…). Piacevoli e ben studiate le spigolature quasi-horror della prima parte quando l’appartamento si popola pian piano di presenze e i siparietti comici che coinvolgono Pietro e i suoi compagni di lavoro al forno. Meno comprensibile invece la surreale discesa nel covo delle trans-sarte, capeggiate da una diabolica Platinette. Azzeccato invece il personaggio di Ennio (Gianluca Gori), il poetico e malinconico travestito, fil rouge tra Pietro e Livia Morosini (Anna Proclemer) l’attrice che ha tradito la compagnia fantasma. Proclemer a cui il regista regala dei primi e primissimi piani nel dialogo rivelatore con Pietro, ma della quale rivela di aver dovuto tagliare – per la lunghezza – una scena di altissimo livello in cui recita in russo Puskin (gli appassionati potranno trovarla nel dvd) esprime, all’alba dei suoi 88 anni, un’intensità ancora strepitosa. In tutto il film sono evidenti i riferimenti a Pirandello. “Certo! Anche il finale l’ho scritto e girato pensando a come lo avrebbe visto lui”, ha detto Ozpetek. Della trama ha invece spiegato: “Lo spunto arriva da un episodio reale: un mio amico circa 18 anni fa mi raccontava che mentre stava guardando la televisione aveva girato lo sguardo dal vide poiché aveva visto una donna vestita in modo strano accanto a lui. Io l’ho preso in giro – ha continuato il regista -, ma poiché continuava a vedere strane presenze in casa sua, una ragazza bellissima, una donna che si sdraiava a letto accanto e così via, dopo esserci documentati abbiamo saputo da alcune signore anziane che in quella casa, durante la seconda guerra mondiale, avevano vissuto una ragazza madre con sua figlia e si erano gettate dalla finestra durante un bombardamento. Inevitabile a quel punto iniziare a pensare. Ho quindi messo i tutti gli elementi insieme e proposto al produttore Domenico Procacci la sceneggiatura”. Il lungometraggio è prodotto da Fandango e Faros Film, con Rai Cinema e il contributo di Intesa San Paolo. (lc)

[Fonte: TorinoClick ]

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