L’anno scorso avevamo svelato gli spazi nascosti di un rifugio sotterraneo che giace sotto le mura di Palazzo Civico, un rifugio rimasto sepolto per decenni e ancora non agibile al pubblico.
Quest’anno in attesa che arrivi il 25 aprile, il fotoblog propone le immagini di un ex rifugio, il primo ad essere riaperto a torino e reso visitabile nel 1995. Il rifugio di Piazza Risorgimento.
Tra i 45 rifugi costruiti durante la seconda guerra mondiale dal Comune di Torino per proteggere la popolazione, almeno in minima parte, dai bombardamenti, questo è uno dei più grandi. Tre gallerie parallele lunghe circa 40 metri e larghe 4,5 collegate da otto passaggi e poste a una profondità di dodici metri, per una superficie complessiva di circa 700 mq.
In una geografia di rifugi cittadini che comprendeva una grandissima quantità di vere e proprie trappole, ricoveri di fortuna senza nessun vero sistema antibomba, si può dire che questo fosse uno dei più solidi e sicuri.
Fa parte della mappa dei luoghi della memoria diffusi in tutta la cittĂ che il memobus, il pullman della memoria tocca in un itinerario a tappe condito da eventi teatrali.
E per celebrare il 25 aprile qui nel rifugio la compagnia Itaca si esibirĂ in uno spettacolo che trasformerĂ gli spazi in teatro per tutto il week end a partire da venerdì 23 aprile. Per conoscere gli orari degli spettacoli e tutte le iniziative organizzate per il 25 aprile vi consigliamo di visitare il sito del museo diffuso all’indirizzo www.museodiffusotorino.it
Inaugurata nello spazio della galleria Verso Arte Contemporanea in via Pesaro 22, la mostra ” Blackfield”, personale dell’artista angloisraeliano Zadok Ben David. “Il primo incontro con i lavori di Zadok – hanno raccontato i tre galleristi – è avvenuto alla Biennale di Singapore del 2008. E’ stata una sorta di folgorazione attrattiva – hanno continuato – per la sua capacitĂ di miniaturizzare così matericamente il mondo botanico e riprodurlo fedelmente nel suo susseguirsi di elementi che sembrano animarsi da un suolo inerte come la sabbia.” Nelle sue opere, Zadok, unisce, in una potente simbiosi, reale e irreale, concreto e illusorio. Ben David col suo lavoro ha trasformato lo spazio della galleria in un’installazione sitespecific. Diecimila piante appartenenti a 90 specie diverse prese dai manuali di botanica – a Tel Aviv ne aveva allestiti 20mila – trascinano gli spettatori in un ordinato, ma allo stesso tempo caotico e illusionistico, mondo vegetale, contraddistinto da ritagli di fiori e alberi conosciuti, riprodotti – facendo riferimento alle immagini storiche – con un’incredibile accuratezza utilizzando le tecniche dell’incisione, della pittura e del disegno su acciaio inox.
“ Blackfield è l’incontro tra la favola della natura e l’illusione di un giardino che cresce in galleria” Con queste parole Zadok ha descritto l’installazione.
Un’installazione ricca di significati, un ponte di collegamento tra il piacere estetico, la natura e l’evoluzione. Nelle piante rappresentate lui vede concretizzare i suoi sogni, “tutto ciò è magnifico, eccitante e suggestivo” ha affermato. Ben David, che non si accontenta piĂą di regalare al mondo solo piante, sta collaborando con musei, gallerie, biblioteche e altre istituzioni per creare un paradiso architettonico: i suoi alberi potrebbero infatti creare una nuova foresta di cui l’installazione alla Verso ne è una parte. Le piante di Zadok, hanno fatto da sfondo al video del 1992 ” Blood Of Eden” di Peter Gabriel.
Dopo Torino, il giardino incantato si sposterĂ in Cina e in Corea. A giugno invece una sua installazione sarĂ ospitata al Castello di Racconigi. L’evento che fa parte del calendario di ContemporaryArt Torino Piemonte, sarĂ visibile fino al 26 giugno 2010.
fonte: TorinoClick
Anche i partigiani del Comune offrirono un significativo contributo alla lotta per la Liberazione di Torino.
Il loro sacrificio è stato ricordato questa mattina durante una cerimonia, a Palazzo civico.
deposizione corona Un’occasione di riflessone sui valori della Resistenza aperta dall’interevento del presidente del Consiglio comunale, Beppe Castronovo che ha sottolineato come la possibilità di dialogo e discussione, anche in Sala Rossa, sia tra le eredità importanti ricevute dalla Resistenza e dalla lotta al fascismo e che oggi deve essere difesa.
L’assessore Gianguido Passoni ha invece sottolineato come il fascismo sia nato in un contesto di regole. Quindi, ha aggiunto, come oggi sia importante che chi, attraverso la cultura e il rispetto delle regole, ricopre incarichi di governo rispetti, nella pratica, l’istituzione.
Al senatore Luciano Manzi del Consiglio nazionale dell’Anpi, ex comandante partigiano, il compito dell’orazione ufficiale, nella quale ha ricordato le tragiche pagine di storia attraverso le quali si è passati per costruire un’Italia libera e democratica.
“Di fronte ad una deriva autoritaria”, ha sottolineato, “bisogna ricercare l’unitĂ di tutti gli antifascisti”.
Al termine della cerimonia sono state deposte corone e omaggi floreali alle lapidi davanti al Palazzo Civico e in piazza Palazzo di CittĂ .
fonte: CittAgorĂ


