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Nov 28


Bere l’acqua del rubinetto, acquistare detergenti alla spina, scambiare documenti in formato elettronico: ecco tre ottimi modi per ridurre la quantità dei rifiuti ed evitare di produrne di nuovi. Ma è possibile ridurre i rifiuti anche, ad esempio, allungando il ciclo di vita dei beni. Sono infatti tanti gli oggetti che ogni giorno possiamo non buttare scegliendo di barattarli, riusarli, riciclarli o donarli: abiti, accessori, utensili, computer, cellulari, elettrodomestici, mobili, libri, addirittura gli alimenti.
“Comportamenti e abitudini consapevoli e responsabili – ha spiegato l’assessore all’ambiente della Città di Torino, Enzo Lavolta – che la Città, aderendo con Amiat alla ‘Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti’ in programma dal 19 al 27 novembre 2011, intende promuovereâ€.

Buone pratiche, insomma: per incoraggiarle in piazza Madama Cristina laboratori, animazione, mercatini e giochi. Sono sufficienti pochi e semplici gesti – utilizzare gli oggetti di uso quotidiano il più a lungo possibile, o valorizzare i materiali di scarto attraverso la raccolta differenziata, in modo da reinserirli nei cicli produttivi – per modificare comportamenti sbagliati, e diminuire così la produzione di immondizia.

Alle ore 12 il clou della manifestazione: le performance dell’Associazione Culturale Tamra con le sue percussioni africane e dell’Associazione Culturale Cafè Neruda, alla presenza dell’assessore Enzo Lavolta.

Ma come incidere concretamente nel cambiamento delle abitudini dei cittadini? Ad esempio, bevendo l’acqua del rubinetto in alternativa a quella minerale chiusa nelle bottiglie di plastica, come Smat ha invitato a fare nel suo ‘Bar dell’acqua’, allestito per tutto il giorno in piazza Madama Cristina. Oppure, consegnando presso l’officina mobile ‘Tribù’ (della cooperativa sociale ‘Triciclo’), parti di bicicletta che altrimenti verrebbero buttate via: torneranno a correre lungo le strade. Chi ha un vecchio jeans, o un altro capo d’abbigliamento che non indossa più, potrà vederselo trasformare in una borsa dalle sarte delle Cooperativa Papili, La Rosa Blu o Ergonauti. In piazza Madama Cristina anche spazi dedicati al “Compro sfusoâ€, per fare la spesa senza imballaggi e ridurre sensibilmente la produzione di rifiuti da imballaggi di plastica.

Le buone pratiche riguarderanno anche il riciclaggio creativo, presentato da ‘Remida’; il compostaggio domestico e collettivo dalla Cooperativa E.R.I.C.A, e la sostenibilità ambientale (di cui si occuperanno i ricercatori di Ecologos). I ‘Giovani per Torino’ e le associazioni di giovani scout Gruppotorino 3 e Jonathan collaboreranno e daranno sostegno volontario alle varie azioni in tutti i settori della piazza per il buon esito dell’iniziativa.

All’evento hanno partecipato anche la Provincia di Torino, che promuove, insieme ad alcune aziende produttrici, la campagna sui pannolini riutilizzabili, e i centri per la Cultura Ludica “Walter Ferrarottiâ€, per l’Educazione all’Agricoltura-Cascina Falchera, facenti capo all’Istituto Torinese per un Educazione Responsabile della Città di Torino con i laboratori creativi e didattici dedicati ai più giovani. Presenti anche la Coldiretti di Torino, che ha insegnato ai bambini a trapiantare e invasare piantine di fiori con il compost, il Museo A come Ambiente con il laboratorio “L’impronta ecologica†e il Consorzio per il Sistema Informativo (Csi) che lancerà all’inizio della Settimana Europea un gioco on line sulla riduzione dei rifiuti (torinosmartcity.csi.it attivo dal 16 novembre).

“Le iniziative di sensibilizzazione per la settimana europea di riduzione dei rifiuti – spiega l’assessore Enzo Lavolta – puntano a incoraggiare comportamenti virtuosi e scelte d’acquisto oculate, che possono influenzare le catene produttive e distributive diminuendo il volume e la quantità dei rifiutiâ€. In questa direzione va anche il protocollo d’intesa per ridurre gli sprechi alimentari siglato lo scorso luglio dal sindaco Piero Fassino con Slow Food Piemonte e Valle d’Aosta e Last Minute Market. Sarà così possibile evitare che tonnellate di cibo finiscano in discarica per il solo fatto di non essere state vendute: vasetti di yogurt, confezioni di formaggio, casse di frutta e verdure. Alimenti in scadenza che non andranno sprecati e potranno invece essere consumati dalla famiglie in difficoltà e da chi bussa ogni giorno alle porte delle mense.

“Le politiche pubbliche – conclude l’assessore all’Ambiente del Comune di Torino – possono fare molto, ma ciò che può fare la differenza è il comportamento consapevole di tutti i cittadini. A noi il compito di promuoverlo, anche attraverso le utili iniziative della Settimana europea per la riduzione dei rifiutiâ€.

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Nov 25


Laura Morante, nella veste di “madrinaâ€, ha condotto insieme al direttore Gianni Amelio la serata di apertura del 29° Torino Film Festival, al Teatro Regio.

Sul palco, Sergio Castellitto, Penelope Cruz ed Emile Hirsch, regista e attori protagonisti del film Venuto al mondo le cui riprese sono in corso a Torino proprio in questi giorni.
Del cast di Venuto al mondo presenti anche Margaret Mazzantini, autrice del libro da cui è tratto il film, e gli attori Adnan Haskovic e Saadet Aksoy.
Moltissimi gli attori, i registi e gli addetti ai lavori che hanno accettato l’invito di Gianni Amelio a partecipare alla serata: fra gli altri Valeria Golino, Valeria Solarino, Carolina Crescentini, Luciana Litizzetto, Charlotte Rampling, Alina Marazzi, Daniele McVicar, Keith Carradine e il regista giapponese Sion Sono, a cui è dedicata la sezione monografica Rapporto Confidenziale.

Ad aprire il festival è stato L’arte di vincere/moneyball di Bennett Miller, interpretato da Brad Pitt e Philip Seymour Hoffman. Basato sul libro di Michael M. Lewis, Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game, L’arte di vincere (Moneyball) racconta la vera storia di Billy Beane, allenatore degli Oakland Athletics.

Il programma completo del festival è online all’indirizzo www.torinofilmfest.org

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Nov 24


A Palazzo Reale, fino al 26 febbraio 2012, si potrà visitare la grande mostra fotografica “l’Italia e gli Italianiâ€, frutto del lavoro di nove fotografi della Magnum, una delle maggiori agenzie del mondo.
La missione fotografica, che si è articolata nel corso di sei mesi, è stata affidata a Christopher Anderson, Harry Gruyaert, Mark Power, Mikhael Subotzky, Donovan Wylie, Richard Kalvar, Bruce Gilden, Alex Majoli, Paolo Pellegrin.
L’esposizione, di oltre 400 scatti selezionati, non intende riproporre la ricostruzione nostalgica dei paesaggi, delle prospettive e delle vedute oramai inesorabilmente perdute, ma dare immagine alla vita dell’Italia e degli italiani nel 2011, offrendo un’occasione di riflessione sulla contemporaneità.
Ha inoltre l’obiettivo di raccontare un Paese che si è sempre presentato come un insieme eterogeneo di molti e diversi elementi, dove la storia e la contemporaneità si intrecciano, convivono, si oppongono, dove la tradizione si confronta con l’innovazione, le strutture urbanistiche con le nuove richieste sociali, il paesaggio con l’industria in un susseguirsi continuo di coerenze e contraddizioni, armonie e dissonanze.
Il viaggio fissa nella memoria un’immagine del paesaggio naturale e di quello artificiale, di luoghi e persone. Si tratta di un racconto che si snoda attraverso quelli che potremmo definire i depositi della memoria come i borghi, le città, le piazze, le biblioteche e i nuovi luoghi d’incontro; le relazioni e le abitudini degli italiani; il presente e il divenire; le marginalità sociali e le solidarietà; la ricerca e le menti.
“La mostra realizzata in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia – ha affermato il sindaco Fassino intervenendo all’inaugurazione – contribuisce in questo fine 2011 a completare con efficacia il quadro degli eventiâ€. Fassino ha inoltre ricordato che quest’anno Torino è stata visitata da 7 milioni di turisti, mentre oltre mezzo milione sono stati i visitatori delle mostre alle Ogr e quasi altrettanti hanno raggiunto la Reggia di Venaria, dove peraltro sono ancora in corso due esposizioni importanti come quella per il ritratto di Leonardo da Vinci e quella sui 150 anni di moda italiana. “Sono numeri che confermano – ha sottolineato Fassino – come oggi Torino sia una città dalle molte vocazioni: industriale, certo, ma anche universitaria con gli oltre centomila studenti di cui 15 mila stranieri, finanziaria con le due più importanti fondazioni bancarie italiane, e ancora artistica e culturale”.

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