Altissima affluenza al Palasport Olimpico di Torino dove il 16 e il 17 marzo si tiene IOLAVORO, la manifestazione per favorire l’incontro tra chi offre lavoro e chi è alla ricerca di un impiego nei settori Turistico-Alberghiero-Ristorazione-Benessere, della Grande Distribuzione Organizzata e delCommercio.
IOLAVORO H è invece il servizio specialistico che permette alle aziende di selezionare personale appartenente alle categorie protette avvalendosi anche del supporto del Servizio Inserimento Mirato Disabili del Centro per l’Impiego di Torino. Durante la manifestazione l’Associazione Italiana Paralisi Spastica attiverà inoltre un servizio di consulenza rivolto ai candidati, per aiutarli nella redazione del curriculum e nell’orientamento. Maggiori informazioni sul sito di IOLAVORO e nel comunicato stampa di IOLAVORO H(.pdf – 461 Kb).
I partecipanti alla manifestazione potranno usufruire di uno sconto sulle tariffe dei mezzi pubblici. Per acquistare i biglietti è necessario essersi iscritti on line ad IoLavoro e presentarsi all’Ufficio Servizi Turistici di GTT nell’atrio della stazione di Porta Nuova (lato via Sacchi). Maggiori informazioni nel comunicato stampa dedicato.
In contemporanea con l’inaugurazione delle mostre “Strangers: Tra Informale e Pop dalle collezioni GAM” e “Giuseppe Mazzola e l’eleganza neoclassica”, a tre mesi dalla scomparsa, i laboratori didattici della GAM sono stati intitolati a Giovanna Cattaneo Incisa, già Presidente dell’Istituzione GAM dal 1997 al 2002 e Presidente della Fondazione Torino Musei dal 2003.
STRANGERS: Tra Informale e Pop dalle collezioni GAM, a cura di Riccardo Passoni
Exhibition Area
La volontà della GAM di Torino di valorizzare le proprie collezioni, concretizzata negli ultimi due anni con l’esposizione del patrimonio secondo un ordine tematico a rotazione, prosegue idealmente con la mostra temporanea dal titolo Strangers, ordinata da Riccardo Passoni negli spazi dell’Exhibition Area del primo piano del museo. Oltre ad offrire ai visitatori l’opportunità di scoprire un importante segmento per lo più sconosciuto della ricca collezione del museo, la rassegna permette di approfondire la storia della politica di acquisizioni, in questo caso di arte “stranieraâ€, che negli anni ha permesso di annoverare la GAM tra i primi musei d’arte moderna e contemporanea in Italia e tra i più conosciuti in Europa.
Il museo, che mantenne una natura fortemente radicata al territorio almeno fino agli anni Venti del Novecento, solo nel secondo dopoguerra si aprì ad una visione internazionale, grazie all’intensificarsi di una campagna di acquisizioni rivolta non solo all’arte nazionale. È proprio da questo periodo che parte l’analisi per la scelta delle 60 opere in mostra.
Tra il 1951 e il 1961 vengono organizzate a Torino 7 mostre dal titolo Pittori d’Oggi. Francia Italia, e da queste rassegne confluiscono in collezione importanti lavori di artisti internazionali. Con la fine della guerra riprende inoltre la consuetudine di acquisire opere alle Biennali di Venezia, e da importanti gallerie e collezionisti privati, che in quegli stessi anni si inseriscono in un tessuto culturale in continuo fermento. Il primo acquisto davvero ardito del museo alla Biennale risale al 1954: Scultura di silenzio “Corneille†di Hans Arp del 1942.
Le altre sezioni presentano i linguaggi artistici internazionali che dalla metà degli anni Cinquanta e fino agli anni Settanta hanno caratterizzato le annessioni alla GAM: la consistente presenza Informale (con opere di André Masson, Wols, Roger Bissiere, Hans Hartung e Pierre Soulages), le ricerche ottico-geometriche di Beverly Pepper fino al nucleo di arte Pop americana, giunto in museo grazie ai notevoli acquisti degli anni Sessanta che comprende il capolavoro di Andy Warhol Orange Car Crash del 1963 e undici serigrafie di autori americani come Roy Lichtenstein, James Rosenquist, Tom Wesselmann, o inglesi come Allen Jones, e Peter Phillips. Sempre al principio degli anni Sessanta entra in collezione anche un’interessante opera di Picasso. La fitta politica di esposizioni temporanee che caratterizza gli inizi degli anni Settanta ha portato all’acquisizione di opere di Anna Eva Bergman e Gerard Schneider e delle fotografie di Irving Penn. In anni recenti il patrimonio della GAM ha continuato ad accrescersi, anche grazie al notevole impegno, ormai decennale, della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, che ha permesso negli anni Novanta di colmare diverse lacune presenti in collezione, ad esempio Jean Fautrier, o comunque di arricchire nuclei di opere già presenti (come Karel Appel e Asger Jorn).
GIUSEPPE MAZZOLA E L’ELEGANZA NEOCLASSICA, a cura di Piera Giovanna Tordella
Wunderkammer
La Wunderkammer della GAM, lo spazio dedicato all’esposizione del patrimonio grafico del museo, presenta a partire dal 16 marzo 2012 i preziosi disegni di Giuseppe Mazzola (Invozio di Valduggia 1748–Milano 1838). La selezione dei fogli, tutti appartenenti al Gabinetto Disegni e Stampe della GAM, pone in risalto gli esemplari di maggiore bellezza, rappresentativi dei filoni cui l’artista si è dedicato: temi sacri, soggetti mitologici e letterari. L’esposizione a cura di Piera Giovanna Tordella, docente di Storia del disegno e dell’incisione grafica presso l’Università di Torino, presenta i risultati di un’indagine che, seguendo una direttrice da tempo portata avanti dalla curatrice, pone l’attenzione sulla relazione tra stile e tecnica; ovvero su come la cifra linguistica determini in Mazzola, anche attraverso la selezione degli strumenti esecutivi, la dimensione espressiva. Cosa abbia significato, ad esempio, l’adozione di un certo medium grafico o ancora l’uso di una particolare preparazione della carta. Un’attenta analisi è dedicata inoltre all’andamento del tratto e a come esso si sia modificato dopo il 1804 quando, a causa dell’amputazione dell’avambraccio destro, l’artista iniziò ad utilizzare la mano sinistra. Ad accomunare i quindici fogli esposti in Wunderkammer è la ricerca volta ad un’ideale di bellezza che trae linfa dalla tradizione classica, coniugando grazia e armonia. L’acquisto degli splendidi disegni in mostra è avvenuto nel 1990 grazie alla Fondazione De Fornaris: una decisione che ha permesso di mantenere unito il fondo appartenuto ai discendenti in linea materna dell’artista. Un nucleo che, accanto a quello oggi conservato nella Pinacoteca di Varallo, permette di restituire buona parte dell’attività grafica dell’artista valsesiano. L’appuntamento in Wunderkammer intende quindi essere anche un omaggio alla lungimirante e generosa attività promossa dalla Fondazione De Fornaris nei suoi trent’anni di attività , un impegno che ha permesso di continuare ad arricchire anche il patrimonio grafico del museo. E per proseguire lungo questa linea è opportuno segnalare che la Fondazione ha disposto un generoso contributo per il biennio 2011-2012 destinato a sostenere il progetto, curato da Virginia Bertone, di costruzione e apertura al pubblico del Gabinetto Disegni e Stampe della GAM.
“Il futuro dell’umanità e la nostra stessa vita quotidiana sono sempre più legati alla capacità di utilizzare le enormi potenzialità delle conoscenze acquisite e delle moderne tecnologie. Apparteniamo a quella parte del mondo che ha il costo del lavoro più alto, ma che possiede anche un più ampio bagaglio di conoscenze, di ricerca e di innovazione. Possiamo quindi competere sempre di più investendo su prodotti ad alto valore aggiunto, con un maggiore contenuto tecnologico. Torino è in questo senso avvantaggiata: abbiamo una forte tradizione industriale e una competitività sostenuta dalle conoscenze tecnologiche. Qui c’è la parte intelligente della produzione. Si produce ideazione, ricerca, sperimentazione e la robotica è un’eccellenza mondiale del nostro territorioâ€.
Lo ha detto il Sindaco di Torino, Piero Fassino, ricevendo oggi a Palazzo Civico gli studenti dell’Itis Avogadro vincitori della sfida tra team di scuole europee ed americane “Zero Robotics-Spheresâ€. Al centro della competizione vi era la programmazione di un robot installato stabilmente nella stazione spaziale orbitante per la “cattura†di elio3 dagli asteroidi. I giovani torinesi sono stati, insieme ai compagni di gara di altre due scuole berlinesi, i più veloci ed efficienti e si sono meritati il primo posto a pari punteggio con gli sfidanti americani. L’iniziativa è promossa dal Mit di Boston e da quest’anno ha coinvolto gli istituti europei con il coordinamento del Politecnico di Torino.
“Crediamo così tanto a questa idea di sviluppo ad alto contenuto scientifico – ha aggiunto il Sindaco – che abbiamo promosso il progetto Torino Smart City per la realizzazione di una città sostenibile, grazie all’apporto delle moderne tecnologie, coinvolgendo 400 aziende con progetti finalizzati al risparmio energetico, alla mobilità sostenibile, al miglioramento ambientale, all’innalzamento dei servizi per il cittadinoâ€.
(mm)



