Più di milleduecento studenti delle scuole medie superiori hanno affollato il Palavela di Torino per assistere agli allenamenti della squadra di azzurra di Coppa Davis. I primi scendere in campo sono stati il ligure Fabio Fognini e il bolognese Simone Bolelli che, ai recenti Australian Open, hanno disputato assieme il doppio giungendo in semifinale. Dopo circa quarantacinque minuti di scambi è stata la volta di Andreas Seppi e Paolo Lorenzi.
Per omaggiare i loro ospiti, i giocatori hanno lanciato verso le tribune alcune palline e i cappellini della Davis. I ragazzi fortunati che sono riusciti nell’impresa di prenderli al volo hanno avuto poi la possibilità di scendere dalla tribuna e farsi fare la foto insieme al proprio beniamino corredato dall’autografo dell’atleta.
Per realizzare il campo da gioco sono state utilizzate trenta tonnellate di lapilli vulcanici, duecentocinquanta quintali di sotto-manto composto da polveri di mattoni e argilla e millecinquecento chili di terra rossa.
La prossima tappa di avvicinamento a questa importante competizione internazionale, assente da Torino da ben trentadue anni, è in calendario per giovedì 31 gennaio, alle ore 12, quando le due squadre saranno ricevute in sala Rossa a Palazzo Civico per il sorteggio ufficiale del match.
Venerdì 1 e domenica 3 febbraio gli incontri inizieranno alle 14, mentre sabato 2 alle 16.
Per le due giornate dei singolari sono stati venduti quasi tutti i biglietti, per il doppio sono ancora disponibili alcuni tagliandi ma bisogna affrettarsi.
Domenica 27 gennaio, Giornata della memoria, istituita per non dimenticare quell’immane tragedia dell’umanità che è stato l’Olocausto. Nella ricorrenza del 27 gennaio 1945, data in cui vennero liberati i prigionieri del campo di concentramento di Auschwitz e il mondo comprese la ferocia di cui era stato capace il genere umano, saranno commemorate le vittime del nazismo e del fascismo. Auschwitz, Birkenau, Bergen- Belsen, Dachau, Mathausen, Ravensbrück, sono alcuni dei luoghi che evocano nella memoria collettiva il dolore universale per quelle generazioni del Novecento spazzate via dalla aberrazione del nazismo.
Nella nostra città – il cui tributo di sopraffazione e dolore fu notevole con oltre millecinquecento vittime – un ampio programma di manifestazioni, per ricordare quanti sono stati perseguitati, annientati nell’identità , umiliati nei campi di deportazione e uccisi nelle camere a gas. Alle 9.30 al Cimitero Monumentale, in corso Novara 135, si è tenuta la celebrazione in ricordo dello sterminio del popolo ebraico, degli internati militari e di tutti i deportati nei campi nazisti. Alle 11, nella Sala del Consiglio, a Palazzo Civico, si la celebrazione ufficiale della Giornata con un intervento dello storico torinese Bruno Maida sul tema della persecuzione dell’infanzia ebraica in Italia (1938 – 1945):”La Shoah dei bambini”.
Alle 15.30 nel cortile del Museo Diffuso, in corso Valdocco 4/A è stata inaugurata la “panchina rosa triangolare”, progettata da Corrado Levi, in ricordo delle vittime omosessuali nei campi di concentramento.
Agli appuntamenti della giornata hanno partecipato il Sindaco e le autorità cittadine.
Il campo di concentramento di Auschwitz fu, insieme al campo di sterminio di Birkenau, il centro del sistema concentrazionario creato dai nazisti in Polonia. Le immagini fissate sulla pellicola da Bruna Biamino raccontano più di tanti testi. L’entrata di Auschwitz, le torrette di guardia e il filo spinato, i luoghi della morte, la desolazione delle baracche, il senso di solitudine e abbandono che cela gli orrori del nazismo e il tragico destino delle vittime dell’olocausto. Non sono le fotografie scattate dai liberatori, che raffigurano le enormi distese di corpi scheletrici mostrando la reale portata dell’orrore dei campi di sterminio. Sono immagini apparentemente più serene, che riescono però a svelare quella terribile “banalità del male†descritta da Hannah Arendt.
Questi scatti fotografici, sollecitando attraverso le immagini la nostra coscienza storica, ci consentono di “visitare†Auschwitz per ciò che è stato e che non deve essere dimenticato.
Luogo: Museo Civico d’Arte Antica e Palazzo Madama
Prezzo: gratuito



