preload
Apr 22


Per celebrare i 70 anni della Liberazione la CittĂ  di Torino apre, dopo i lavori di restauro, il rifugio antiaereo realizzato negli anni ’40 a 12 metri sotto il cortile d’onore. Il rifugio era tecnicamente avanzato, poteva ospitare 50 dipendenti garantendo un’alta qualitĂ  dell’aria grazie a un sistema di ventilazione forzata.

“La Resistenza ha consentito agli italiani di vivere in democrazia, in una società dove la solidarietà e la giustizia, l’affrancarsi dalla povertà culturale e il rispetto reciproco sono valori fondanti. Abbiamo il dovere di riflettere su quelle giornate, del sacrificio umano di un’intera generazione che si ribellò al nazifascismo e trasferirne la conoscenza, perché soltanto trasmettendo memoria possiamo evitare che ciò che è accaduto possa ripetersi. L’Amministrazione comunale insieme agli altri Enti Locali e a una molteplicità di enti, associazioni, scuole e strutture museali ha organizzato in occasione del settantesimo anniversario della Liberazione un calendario nutrito di eventi, proiezioni, dibattiti per rendere omaggio a quegli uomini e a quelle donne fermamente convinti di costruire una società più giusta. A loro ci rivolgiamo con un sentimento di gratitudine – hanno spiegato il sindaco Piero Fassino e l’assessore comunale al Patrimonio Gianguido Passoni, alla presentazione del programma del 25 aprile e alla visita al rifugio antiaereo nei sotterranei del Municipio, che sarà aperto in questi giorni alla cittadinanza e alle scolaresche -. Abbiamo il dovere di fare modo che questi valori continuino a presiedere e a ispirare la nostra vita. Questi appuntamenti sono uno strumento didattico per le generazioni più giovani che non hanno conosciuto quegli eventi ma anche per le persone più mature, che a volte hanno scordato la tristezza e la crudeltà di quelle giornate. Una consapevolezza che è utile avere ben chiara nella mente specialmente in un momento storico molto complesso come quello attuale”.

“La nostra cittĂ  è stata bombardata ben quaranta volte tra il 1940 e il 1945, pagando un prezzo carissimo in termini di vite umane. Oltre alle fabbriche, le bombe hanno colpito case, edifici storici, monumenti e vetrine. Rendere fruibili questi ricoveri, come il rifugio di Palazzo Civico – ha sottolineato Gianguido Passoni – è un modo per onorare la memoria dei caduti, per ricordare a tutti noi quanto è spaventosa la guerra e quanto sia privilegiata la nostra generazione rispetto a quelle che ci hanno preceduto”.

Torino celebra la Liberazione con un nutrito calendario di eventi. Momento ufficiale sabato 25 aprile mattina al cimitero Monumentale dove, per dare maggior significato all’anniversario, la deposizione delle corone sarĂ  seguita dall’intervento del sindaco, Piero Fassino, e del presidente emerito della Corte Costituzionale, Gustavo Zagrebelsky. Quello preparato per il settantesimo anniversario del 25 aprile è un calendario di celebrazioni con musica, spettacoli, dibattiti, e la tradizionale fiaccolata, in programma la sera di giovedì 23 aprile.

Tutte le iniziative legate al 25 aprile in cittĂ  alla pagina www.comune.torino.it/25aprile

L’edizione speciale del fotoblog di luglio 2009 alla scoperta del rifugio prima del restauro.

Taggato con:
Apr 22


Un tratto pedonale di corso Carlo Luigi Farini, compreso tra via Niccolò Tommaseo e lungo Dora Siena, adiacente al Campus Luigi Einaudi è stato intitolato questa mattina a Ottavio Mario Mai, regista sceneggiatore, attore, scrittore e poeta italiano. La dicitura sulla targa recita: “ Viale Ottavio Mario Mai regista e attivista per i diritti degli omosessuali”. Erano presenti e sono intervenuti il presidente del Consiglio, Giovanni Porcino, Luca Cassiani, Emanuele Durante, Gianni Minerba e il sindaco Piero Fassino. Il primo cittadino ha ricordato come l’intitolazione a Ottavio Mario Mai sia un atto dovuto, di giusto riconoscimento per una persona che si è battuta per il diritto a vivere il proprio orientamento omosessuale senza vergogna. “ Torino – ha detto Fassino – è una città che ha il merito di essere all’avanguardia per quanto riguarda il rispetto dei diritti delle persone. Qui è nato il Festival del Cinema LGBT ed oggi a trent’anni dalla sua nascita è diventato un evento culturale a livello internazionale. Il viale Ottavio Mario Mai è un atto giusto per riconoscere un ruolo fondamentale per affermare il diritto di uguaglianza e assume un grande valore il fatto che sia di fianco all’Università dove passeranno molti studenti che potranno ricordare quello che ha fatto Ottavio nelle sue battaglie. Questa inaugurazione arriva a pochi giorni dal 25 aprile ovvero il giorno dei festeggiamenti della liberazione, di uomini liberi, per questo motivo assume un valore simbolico importante”.
Nel 1977 Ottavio Mario Mai con il suo compagno Gianni Minerba ha militato del F.U.O.R.I. ( fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano), associazione attiva negli anni settanta dedita alla lotta per i diritti degli omosessuali e nel Partito Radicale.
Nel 1985 Mai e Minerba collaborano con la Rai 3 Piemonte girando alcuni filmati riguardanti l’omosessualità, un tema scottante per l’epoca ma anche un evento importante rispetto agli standard del servizio radiotelevisivo pubblico.
L’anno successivo , insieme a Minerba, l’idea di fondare il primo festival internazionale cinematografico con tematiche omosessuali: “ Da Sodoma a Hollywood”. Manifestazione che quest’anno compie trent’anni e che ha cambiato la sua denominazione in “ TGLFF Torino Gay & Lesbian Film Festival”, ormai considerata la massima rassegna di film a tema omosessuale in Europa e fra le più importanti nel mondo.

Taggato con: