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Nov 29


Enrica Borghi – artista nota per essere stata tra le prime a utilizzare, per la creazione dei suoi lavori, materiale riciclato – è una delle protagoniste delle Luci d’Artista. La sua opera ‘Palle di Neve’ ricorda i gelidi fiocchi che
d’inverno fluttuano lenti nel cielo e, in questa edizione è allestita nella pedonale via Garibaldi.
Le palle, hanno una base sferica di polistirolo e sono di 3 dimensioni: 80, 100 e 150 cm. Molte bottiglie, tagliate a metà e sfrangiate sono state incastonate con il collo nel nucleo di polistirene e incollate con del
silicone. Per una curiosa coincidenza, dal 3 dicembre al 15 gennaio, Palazzo Madama, (piazza Castello al fondo di via Garibaldi), ospiterà l’allestimento di fine anno di Madama Knit -progetto che prevede incontri di lavoro a maglia nella splendida cornice della Grande Aula del Senato – in cui le oltre 300 iscritte hanno creato 20 abiti-armatura e oltre 500 accessori sotto la direzione artistica della stessa Enrica Borghi.

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Nov 10



Accolgono gli ospiti, servono il tè, lanciano frecce, suonano strumenti con grazia da oltre quattrocento anni.
Sono le Karakuri Ningyo, le bambole meccaniche giapponesi in mostra per la prima volta in Italia fino a domenica 18 dicembre nei sotterranei di Palazzo Barolo (via Corte d’Appello 20/ C). Due pezzi della collezione, invece, sono ospitati al Museo d’Arte Orientale (via San Domenico 11).

L’allestimento Karakuri. Bambole dal Giappone – Atto Secondo è giunto in Italia grazie all’Associazione Yoshin Ryu, in collaborazione con Japan Foundation e con l’Artcraft Museum di Inuyama nella prefettura di Aichi-Nagoya.

In Giappone le bambole da sempre sono un must have per bambine e adulti: sono le protagoniste dei giochi infantili, dei carri animati, ma anche oggetti di devozione e da collezione, tant’è che è possibile individuare decine di categorie diverse. Sono vere e proprie opere d’arte, molto amate dagli appassionati. Dai burattini antropomorfi, agli animali, all’oggettistica: per secoli gli artigiani giapponesi hanno sempre di più affinato le loro abilità creando veri capolavori per stupire il pubblico.
“Raffinate, quasi magiche, sono la sintesi perfetta di gusto estetico e ingegno meccanico del Sol Levante” sostengono gli organizzatori. La diffusione delle karakuri ningyo risale al 17° secolo (periodo Edo 1603-1868), quando la creazione di sofisticati ingranaggi in legno, molle, contrappesi in sabbia, mercurio o acqua ha consentito di realizzare capolavori di ingegneria con le sembianze di bambole, la cui naturale evoluzione e continuità è sfociata nella robotica nipponica.

Una mostra sulla meccanica, dunque, che si apre al futuro con i robot. Un esempio di questa arte moderna è il Wakamaru, il ritratto contemporaneo di un antico servitore di tè Karakuri, che si può ammirare nelle sale espositive di Palazzo Barolo (dal 4 all’11 dicembre i robot saranno in movimento).

Al rapporto bambole e robotica saranno dedicate alcune iniziative con esperti del Politecnico. A raccontare com’è stata tramandata nei secoli questa tradizione artistica e artigianale sarà, domenica 6 novembre alle 17, Shobei Tamaya IX, ultimo erede di una lunga tradizione familiare risalente al 1734.

L’allestimento propone percorsi didattici dedicati agli allievi delle scuole elementari, medie e superiori sugli usi e costumi del popolo giapponese. Un nuovo approccio per conoscere e confrontarsi con una cultura profondamente diversa da quella occidentale. È possibile prenotare una visita con dimostrazioni sul funzionamento (si potrà azionarne direttamente il movimento) di una Karakuri e del robot Wakamuru, telefonando al numero verde 800.911.549. Una quota dell’incasso sarà devoluta alla Croce Rossa giapponese per la sua attività a favore della popolazione colpita dal terremoto e dallo tsunami.

Informazioni mostra: www.bambolegiappone.it

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Nov 03


Con il numero di 160 gallerie, tra le migliori al mondo, di cui la metà straniere, anche quest’anno Artissima, nuovamente allestita all’Oval Lingotto, si colloca sulla scena nazionale e internazionale dell’arte contemporanea.
Il giro d’affari di questa edizione, secondo le previsioni del direttore Francesco Manacorda – crisi permettendo – potrebbe essere intorno ai 15 milioni di euro.

“Artissima 18, che di anno in anno è cresciuta di qualità e notorietà, si colloca in una settimana che registra con un’esplosione di manifestazioni – ha sottolineato il sindaco Piero Fassino durante la presentazione alla stampa – . Gli innumerevoli appuntamenti in calendario nelle prossime ore, da Meet design alla Notte delle arti contemporanee di sabato sera, alle diverse mostre in programma, non sono iniziative episodiche, ma la conferma che Torino è una grande capitale internazionale dell’arte contemporanea. Nel corso degli ultimi anni – ha proseguito, prima di cedere la parola all’assessore regionale, Michele Coppola -, il capoluogo ha assistito a una metamorfosi: da città industriale si è trasformata in una grande città plurale”.

Artissima 17 ha visto la partecipazione di oltre 48.000 visitatori e 1300 giornalisti accreditati.
Con l’edizione 2011, la rassegna intende rafforzare ulteriormente il livello di qualità e di internazionalità, evidenziando un nuovo slancio alla forte vocazione sperimentale che ha caratterizzato Artissima 2010, consolidandone il successo.
È stata riconfermata la sede dell’Oval, originale padiglione da taglio architettonico realizzato in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 e che con i suoi 20.000 mq illuminati naturalmente, si è mostrato un luogo di grande efficacia per ospitare la manifestazione. ” Stiamo raccogliendo quanto abbiamo seminato negli anni passati – ha affermato il direttore Francesco Manacorda che per l’edizione appena inaugurata ha ideato un format off ‘Artissima Lido’, nel quadrilatero romano, frequentato dalla zona giovanile nel centro storico”.
Lo spazio istituzionale che lo scorso anno ospitava ‘ Musei in mostra’ in questa edizione accoglie i progetti di Zonarte, la nuova iniziativa realizzata da sei dipartimenti educativi dei musei cittadini. “Un modo per coinvolgere i non addetti ai lavori – ha aggiunto Manacorda – e per coinvolgere i fruitori di arte del futuro”.

www.artissima.it

[fonte: Torinoclick]

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