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Dic 12


Anche quest’anno Palazzo Madama offre ai visitatori la possibilità di un confronto ravvicinato con un grande capolavoro dell’arte italiana. Dopo la Madonna col Bambino di Michelangelo, il disegno esposto durante le festività natalizie del 2011, è ora la volta del Ritratto di Lionello d’Este dipinto da Antonio Pisano, detto Pisanello.

L’esposizione si lega al percorso sulla storia del ritratto pittorico allestito nelle sale espositive del museo in occasione della mostra dedicata a Robert Wilson, ed è finanziata con i fondi donati dai visitatori dello scorso anno. L’augurio è che l’iniziativa possa ripetersi in futuro come un viaggio per tappe alla scoperta di opere che hanno segnato la storia e grandezza della civiltà figurativa italiana ed europea.

La tavola è stata restaurata nel 2008 presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e proviene dalle raccolte dell’Accademia Carrara di Bergamo, ora chiusa per lavori di restauro e la cui riapertura è prevista per il 2014.

Il dipinto è tra le opere più celebri della pittura rinascimentale italiana e raffigura il marchese Lionello d’Este, signore di Ferrara dal 1441 al 1450. Fu realizzato in occasione di una sfida che mise a confronto Pisanello con un altro artista veneto del momento, Jacopo Bellini. L’idea della gara, celebrata dai letterati del tempo, documenta l’alta considerazione raggiunta dalle arti figurative nell’ambiente delle corti italiane del Rinascimento.

Il busto di profilo, simile ai ritratti delle monete imperiali romane, si delinea con fierezza contro lo sfondo blu scuro del cielo, in uno spazio reso più profondo dalla siepe di rose che gioca in funzione di quinta ravvicinata. La spalla marca il primo piano con un ricco broccato a fili d’oro e bordure di velluto su cui spiccano grandi bottoni perlacei. Il volto è contraddistinto dall’impasto prezioso del colore, accarezzato dalla luce che si dirama in sottilissime ombre a definire i tratti essenziali, quasi incisi, della fisionomia.

Oltre che per i dipinti Pisanello è celebre per l’attività come medaglista e per i suoi disegni con studi dal vero di personaggi e animali, in cui eccelle per un senso di analisi e di curiosità naturalistica che verrà superata solo da Leonardo da Vinci.

La mostra è resa possibile grazie al generoso contributo dei visitatori che l’anno scorso hanno donato oltre 16 mila euro. Anche quest’anno in museo verrà posizionata un’urna per il contributo dei cittadini, per raccogliere i fondi che finanzieranno la mostra dell’anno prossimo e contribuiranno a sostenere Palazzo Madama.

PALAZZO MADAMA Museo Civico d’Arte Antica
Corte Medievale – Piazza Castello, Torino
Ingresso libero. Orario : 10-19, chiuso lunedĂŹ

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Dic 07


È stato inaugurato il nuovo Centro regionale Grandi ustionati dell’ospedale CTO dell’Azienda CittĂ  della Salute e della Scienza di Torino (diretto dal dottor Maurizio Stella). Il Centro fu inaugurato nel 1968 e successivamente sottoposto a lavori di adeguamento strutturale nel 1986 e nel 2003; venne chiuso alla fine del 2008 per essere completamente ristrutturato.
L’attività del Centro fu poi allocata temporaneamente al terzo piano della torre degenze, mentre l’attività chirurgica è stata finora assicurata dal Blocco Operatorio di Chirurgia Plastica sito al 2° piano.
Attualmente il reparto accoglie, in numero massimo, 8 pazienti.
Alla base della decisione di rivedere completamente la progettazione del Centro vi era l’evidenza dell’inadeguatezza strutturale della sede storica: allocazione impropria della sala operatoria, mancanza di spazi idonei alla terapia intensiva, assenza di locali e percorsi separati per pulito e sporco, obsolescenza delle apparecchiature e degli impianti, insufficiente dotazione di posti letto. Tali considerazioni furono poste come propedeutiche alla ridefinizione del requisito funzionale/strutturale del nuovo reparto.

Il progetto di ristrutturazione è stato sostenuto dalla Compagnia di San Paolo e dalla Regione Piemonte; la realizzazione è stata curata dallo Studio Sulmona e Vitali. Tra il 2006 ed il 2008, la Compagnia di San Paolo ha stanziato fondi per 4,5 milioni di euro, sia per la ristrutturazione del Centro Grandi Ustionati sia per la Banca della Cute del presidio ospedaliero CTO. Con questo contributo, la Compagnia ha permesso di adeguare la risposta del Centro, riferimento regionale per tali patologie, alle esigenze cliniche che si manifestano dalla fase di ricovero fino al completamento della fase riabilitativa, ottimizzando così la cura e l’assistenza a questi pazienti. L’intervento ha inoltre consentito l’accreditamento del Centro e della Banca della Cute come strutture di eccellenza nazionale in questo settore.

Il nuovo Centro Grandi Ustionati comprende:
• un’area per 4 pazienti in terapia intesiva, accolti in camera singola, dotata di opportune apparecchiature di supporto e monitoraggio e di due locali per medicazioni;
• un’area per 8 pazienti in terapia semi-intensiva, accolti in camere singole o doppie con servizi, dotate di apparecchiature di monitoraggio e di un locale per medicazioni. Questo settore comprende anche un locale per fisioterapia;
• un reparto chirurgico isolato, ma collegato ai due settori di degenza;
• un blocco di studi medici e una stanza per il medico di guardia, adiacente alla struttura.
Tutti i settori sono completati da opportuni locali di supporto, centrali di controllo e locali magazzino. I percorsi dei pazienti, del personale, dei visitatori e dei materiali sono stati definiti appropriatamente.

Il nuovo Centro è dotato di una capienza maggiore di posti letto e di una articolazione moderna degli spazi lavoro, che ne favoriranno un incremento di attività. Ciò risulta opportuno sia per venire incontro al bacino di utenza regionale, che talora non trova pronta disponibilità di letti, sia per far fronte alle frequenti richieste di ricovero provenienti da altre Regioni.
Anche in caso di macroemergenze, la disponibilità di un maggiore numero di letti si dimostrerà preziosa. Negli ultimi anni, nei casi di piÚ elevata richiesta di ricovero in caso di disastri da incendi avvenuti nella regione (Fossano, Thyssen-Krupp, San Germano Vercellese) o sul territorio nazionale (Viareggio, Milano), si è palesata una scarsità di letti.
Inoltre, va sottolineato che, mentre la numerosità dei pazienti ustionati non è variata significativamente nell’ultimo ventennio, è tuttavia aumentata la prevalenza nel gruppo dei pazienti di età superiore a 65 anni, che attualmente raggiungono il 34% della casistica. Tali pazienti, particolarmente complessi e fragili, potranno nel nuovo Centro, più articolato e attrezzato, avere una risposta assistenziale più adeguata alle loro esigenze.
Non va poi trascurato il rilevante problema sanitario e sociale rappresentato dal progressivo incremento di patologie cutanee necrotizzanti infettive, che necessitano dell’ambiente di cura del nuovo Centro Ustionati e che precedentemente si riusciva ad accogliere con estrema difficoltà.

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Dic 05


Nella magia del Natale tutto è possibile, anche la comparsa, nelle piazze di Torino, di sculture di ghiaccio. Monumenti storici, pupazzi, alberi, simboli della città e un presepe glaciale faranno la loro apparizione per tutto il mese di dicembre all’interno del programma natalizio promosso dalla Città di Torino.
Gli scultori del ghiaccio in piazza Castello hanno presentato LO SCUDO, stemma della CittĂ  di Torino e incipit della loro produzione.
Gli artisti realizzeranno una serie di opere (uniche) negli angoli più attraenti della città. Prenderà vita un sorprendente “Sentiero delle Statue di Ghiaccio”, seguendo il quale, si scoprirà una città immaginaria fatta di luce e solida trasparenza. Il 12 dicembre si inaugurerà, in piazza Emanuele Filiberto, sopra le storiche ghiacciaie romane, uno dei simboli più celebri della città: la Mole Antonelliana riprodotta con led luminosi tricolori. Il 19 dicembre in piazza della Consolata sarà scolpito il classico Presepe di Natale. Ai cinque personaggi della Natività si aggiungerà, il 24 dicembre, la ‘statua’ del bambino.
L’ultimo intervento è previsto giovedì 27 dicembre in piazza Carlo Alberto.
Gli artisti di Harbin, cittĂ  della Cina nordorientale gemellata con Torino, creeranno due muri di ghiaccio – alti circa 2,5 metri – che si trasformeranno, il 29 e 30 dicembre, in due Babbo Natale sui quali sarĂ  inciso il nome di Torino, come sigillo finale posto a chiusura del ‘sentiero’.
Il Sentiero delle Statue di Ghiaccio è realizzato dalla Città di Torino in collaborazione con la torinese ditta Cubetto.

La collezione di Luci d’Artista 2012-13 si arricchisce di un’installazione. Nel cortile di Palazzo Reale è stata infatti inaugurata l’opera BWINDI LIGHT MASKS, progetto artistico di Richi Ferrero.
L’installazione, presentata in anteprima a Francoforte nell’ambito di Luminale 2010 e nel giugno 2011 al Jerusalem Festival of Light – in un allestimento particolarmente evocativo all’interno della caverna di Zedekiah -, dopo essere stata allestita nel centro di Eindhoven, dal 10 al 17 novembre 2012, per la settima edizione del Glow Forum of light & Architecture 2012 (Festival di arte e luce) torna a Torino in occasione della XV^ edizione di Luci d’Artista.
Quaranta maschere identiche, provenienti dal Bwindi National Park, nel cuore più remoto dell’Africa nera, sono collocate come piccoli monoliti nello spazio buio della fabbrica abbandonata, simili ad antichi reperti in terracotta in un cantiere archeologico.
Il rito prende vita quando la luce artificiale muta i cromatismi delle maschere dando vita ad una danza ferma, sostenuta dai suoni bi-vocali dei Tuva (Asia centrale), che a sua volta esegue un dipinto d’ombre. Una ritualità nuova prende forma attraverso archetipi antropologici universali: la maschera africana da sempre tramite tra l’uomo e il soprannaturale, i canti armonici tipici della tradizione sciamanica dei Tuva e la luce. L’aspetto più interessante di questo rito senza tempo sta proprio nel legame tra luce e suono, spesso presente nelle culture antiche nelle quali il senso della performance religiosa è dato dal farsi sostanza del suono, che richiama la luce divina per stabilire un contatto tra questa e l’uomo.

Come ogni sera inoltre i pompieri hanno aperto la finestra del calendario dell’Avvento creando un piccolo spettacolo per il pubblico di grandi e piccini presenti in piazza.

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