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Mar 19

 


A più di ventiquattro ore dall’assalto terroristico al museo del Bardo, in cui un torinese ha perso la vita, una persona è rimasta ferita e un’altra risulta dispersa, si continua a vivere in clima fatto di sconcerto, incredulità, tristezza e grande preoccupazione per le notizie certe e per quelle, altrettanto drammatica, che non hanno trovato ancora conferma.
Una vacanza divenuta di colpo e inaspettatamente tragedia. Difficile farsene una ragione anche per chi, a Palazzo Civico, condivide lo stesso ufficio e otto ore al giorno e con quel collega o quella collega di scrivania che si è preso niente di qualche di riposo per una breve vacanza.
A Palazzo Civico i contatti con la Farnesina e l’ambasciatore italiano in Tunisia sono continui. L’ultimo aggiornamento sulla situazione lo fornito alle 14 il sindaco Piero Fassino, incontrando i giornalisti in sala Congregazioni, trasformata da un giorno e una notte in sala stampa per l’unità di crisi allestita in Municipio: “L’attività di supporto e monitoraggio dell’Amministrazione Civica sulla tragedia è continua. Sono stati sei i torinesi coinvolti nel sequestro. Uno è tra gli assassinati. Ci sono un ferito e un disperso. L’attività è concentrata ora nella ricerca della dipendente dispersa e per facilitare le attività di ricerca sono partiti per la Tunisia i famigliari delle persone decedute e ferite, accompagnate da un nostro funzionario. A Palazzo Civico si sono mantenuti i rapporti con le famiglie e le informazioni che arrivavano direttamente ai parenti dai torinesi in crociera sono state trasmesse alla Farnesina e all’ambasciata italiana a Tunisi”.
” E’ stato decretato il lutto cittadino – ha poi spiegato il sindaco-. Sugli edifici pubblici sono esposte ovunque le bandiere abbrunate e ho invitato i torinesi a sospendere le attività e a osservare domani alle 12 un minuto di silenzio. La conferenza dei capigruppo di Palazzo Civico ha inoltre deciso che lunedì alle 12.30 si riunirà in seduta straordinaria il Consiglio Comunale, aperto alla cittadinanza, per manifestare la vicinanza alle famiglie e il cordoglio per le vittime. Ho anche scritto una lettera, pubblicata sul sito del Comune, rivolgendomi ai colleghi dei dipendenti coinvolti nell’attacco“.
Torino in queste ore si sta mobilitando. Il sindaco ha invitato per stasera alle 20.30 la cittadinanza e tutte le forze sociali alla manifestazione che si svolgerà in piazza Palazzo di Città, sotto il municipio, per testimoniare la netta condanna del terrorismo. Parteciperanno i consoli di Tunisia e di Francia e concluderà il sindaco Fassino, che ha invitato i primi cittadini del territorio a venire a Torino e a organizzare nelle prossime ore azioni di sensibilizzazione nei rispettivi comuni. Analoghe manifestazioni si svolgeranno in tutta Italia. A Novara nel tardo pomeriggio è previsto un sit-in: “Il Sindaco di Roma Ignazio Marino – ha sottolineato Fassino – mi ha annunciato la vicinanza della comunità capitolina e una manifestazione che si svolgerà nei musei civici, che come si è visto sono luoghi di cultura, come il Museo del bardo, presi di mira dai terroristi“.
“Questa mattina ho incontrato il segretario dell’ONU e i principali dirigenti dell’Organizzazione che sono riuniti a Torino. Ban Ki-moon mi ha espresso la solidarietà dell’ONU alla nostra Città perché la lotta al terrorismo è una priorità. Anche l’ambasciatore di Tunisia ha Roma mi ha manifestato il cordoglio del suo popolo“.
In questi giorni in città sono programma molti eventi sportivi legati all’Anno europeo dello sport: alle società in gara è stato chiesto di portare il lutto al braccio come farà anche il Torino impegnato questa sera in Europa League. A margine della conferenza stampa l’assessore allo sport Stefano Gallo ha annunciato che domenica tutti gli appuntamenti sportivi in programma in città inizieranno con un minuto di silenzio.
Domani alle 18 nella chiesa della Consolata l’arcivescovo monsignor Nosiglia celebrerà una messa in suffragio delle vittime.
Il gruppo di croceristi è ripartito da Tunisi verso Palma di Maiorca:”Rientreranno domani a Torino con un volo charter e verranno accolti dall’amministrazione“.
“I dati su morti e feriti sono ancora in fase di verifica – ha concluso il sindaco-. A Tunisi ci sono 3 funzionari della Farnesina impegnati nella ricerca di eventuali cittadini italiani ricoverati nelle strutture di soccorso“.
Le attività di monitoraggio e di sicurezza in città erano già in vigore prima dell’attentato: ”E’ evidente che le autorità di sicurezza valuteranno nuove iniziative anche in vista dei futuri eventi che Torino ospiterà”.

La lettera del Sindaco ai dipendenti della CittĂ .
Aggiornamenti e notizie su Torinoclick e sui profili Facebook e Twitter della CittĂ .

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Mar 19


“Esprimo il cordoglio e la vicinanza a Torino e all’Italia per la perdita di vite umane nell’attacco terroristico in Tunisia”. Lo ha dichiarato il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.
Il Sindaco di Torino Piero Fassino lo ha ringraziato per la solidarietà espressa all’inizio dei lavori del retreat Onu in corso di svolgimento a palazzo Reale.

Il 19 e 20 marzo, per la quarta volta dopo le edizioni del 2007, 2008 e 2012, la Città di Torino ospita l’”Annual UN Retreat 2015”, il Seminario annuale presieduto dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e riservato agli alti dirigenti dell’ONU che si riuniscono per analizzare e pianificare le future strategie dell’organizzazione.

I lavori del vertice, organizzato dallo United Nations System Staff College di Torino in collaborazione con gli Enti locali, si concentreranno sui temi dello sviluppo, pace e sicurezza, giustizia e diritti umani, in vista delle importanti tappe che porteranno alla definizione dell’Agenda Post-2015.

“Si tratta di un incontro estremamente importante – ha sottolineato il Sindaco di Torino Piero Fassino – in un momento segnato da focolai di crisi e conflitti che investono ormai varie aree del mondo, anche vicinissime a noi, e dove all’Onu viene richiesta una presenza sempre piĂą concreta e immediata per la pace, la sicurezza e la stabilitĂ  internazionale. La scelta di Torino rappresenta un riconoscimento per la CittĂ  e per il ruolo che le Nazioni Unite assegnano alle sue organizzazioni che qui hanno sede”.

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Mar 18


Un grande evento per la cittĂ  di Torino.
Si tratta di viaggio articolato, approfondito, affascinante, suggestivo nel mondo dell’artista Tamara de Lempicka, simbolo di eleganza e trasgressione, indipendenza e modernità.
Ospitata dal 19 marzo a Torino in Palazzo Chiablese vede esposte oltre 80 opere dell’artista, in un percorso tematico che presenterà al pubblico i lavori più iconici e noti della Lempicka e al tempo stesso di conoscere nuovi aspetti della sua vita e del suo percorso artistico.
L’esposizione – che successivamente andrà all’Hungarian National Gallery di Budapest – è curata da Gioia Mori. “Diversi sono gli aspetti evidenziati in questa nuova esposizione – scrive la curatrice -, dal taglio inedito, che presenta una Lempicka più intima e segreta, con alcune sorprese ancora custodite nei “mondi” di Tamara, una mostra da esplorare come se si viaggiasse in universi paralleli”, e dove è evidenziato il rapporto con i grandi fotografi della sua epoca, e lo studio costante dell’arte del passato, creando così attraverso la commistione di “antico” e “moderno” uno stile unico e inimitabile”.
Lo sguardo ammaliante della Ragazza in verde, accoglie il visitatore entrando. Eccezionale prestito del Pompidou di Parigi, è il quadro che decreta il pieno riconoscimento ufficiale dell’artista, acquistato nel 1932 dallo Stato francese per essere esposto nella sezione polacca del rinnovato Jeu de Paume.
Il percorso si apre con la sezione I mondi di Tamara de Lempicka: un’esplorazione attraverso tutte le case in cui ha vissuto tra il 1916 e il 1980, tra l’anno del suo matrimonio a San Pietroburgo e l’anno della morte a Cuernavaca. I luoghi sono messi in relazione con la sua evoluzione artistica: dagli acquerelli del periodo russo, alla ritrattistica degli anni Venti realizzata nei suoi ateliers parigini, alle opere dipinte a Beverly Hills nella grande villa coloniale di King Vidor progettata dall’architetto Wallace Neff, a quelle degli anni Quaranta che rispecchiano gli arredamenti e il gusto della casa di New York. Questo sguardo nell’intimità delle sue stanze esplora anche i mondi culturali di riferimento, facendo emergere inediti rapporti, come quello tra il dipinto Strada nella notte e le foto di Kertész e Brassaï, che restituiscono la medesima stupefazione di questi rifugiati dall’Europa dell’Est nella città “delle luci”, per tutti loro luogo di elezione.
La seconda sezione, Madame la Baroness, Modern medievalist, prende il titolo da un articolo dei primi anni Quaranta uscito negli Stati Uniti, dove si parlava del suo virtuosismo tecnico espresso soprattutto nelle nature morte, primo genere in cui l’artista si cimenta fin dall’età adolescenziale e che raggiunge livelli eccelsi negli anni Quaranta. Tra le opere esposte, La conchiglia uno straordinario trompe-l’oeil del 1941, e alcuni dipinti dedicati alle mani, in cui la Lempicka riprende un soggetto al quale alcuni fotografi – Kertész, Kollar, Dora Maar – avevano dedicato particolare attenzione negli anni Venti-Trenta, qui messi a confronto con i quadri. La terza sezione, The Artist’s Daughter (titolo di un articolo americano del 1929), presenta quei dipinti dedicati alla figlia Kizette che le portarono i maggiori riconoscimenti: tra le opere esposte, Kizette al balcone, premiato nel 1927, e La comunicanda, premiato nel 1929, prestiti del Pompidou e del museo di Roubaix.
Donna dalla natura ambivalente, a una condotta trasgressiva coincide un’insospettabile attenzione per la pittura “devozionale”: Madonne e santi, sono i dipinti riuniti nella quarta sezione, Sacre visioni: dalla Vergine col Bambino del 1931, del Musée des Beaux-Arts di Beauvais, alla Vergine blu del 1934 di collezione privata, a un d’après della Sibilla libica, sacra figura pagana, ripresa dalla Cappella Sistina di Michelangelo, al quadro preferito dalla Lempicka, La madre superiora del museo di Nantes.
La quinta sezione, Dandy déco, racconta il costante rapporto della Lempicka con il mondo della moda, nato già nel 1921 quando faceva l’illustratrice per alcune prestigiose riviste. Qui si trovano molte delle più note icone della Lempicka, da Le confidenze del 1928, alla Sciarpa blu del 1930, allo straordinario Ritratto di Madame Perrot con calle del 1931-1932: tutti gli abiti indossati dalle modelle di queste opere sono stati identificati da Gioia Mori come desunti da vere creazioni di moda, realizzate dagli stilisti preferiti della Lempicka, da Lucien Lelong a Marcel Rochas alla Maison Blanche Lebouvier. La ricchissima sezione della moda presenta anche le foto realizzate per un’attività parallela svolta dall’artista fin dagli anni Trenta: quella d’indossatrice, immortalata dai massimi fotografi di moda, da d’Ora a Joffé a Maywald. Inoltre, la sua “cultura dell’apparenza” – che ne fa la massima espressione di dandysmo declinato al femminile dell’epoca déco – è riassunta in uno spazio allestito come una “vetrina del lusso” anni Trenta, un tripudio di cappelli firmati Descat, Schiaparelli e altri stilisti, e gioielli di Cartier, Van Cleef & Arpels, Mauboussin: ovvero, quegli “accessori” indispensabili per l’eleganza di allora, provenienti da importanti collezioni private.
Nella sesta sezione, Scandalosa Tamara, si affronta il tema della Coppia: da quella eterosessuale ripresa dal Bacio di Hayez, qui esposto in una versione ad acquerello prestata dalla Veneranda biblioteca ambrosiana di Milano, messa a confronto con un d’après della Lempicka, alle coppie lesbiche messe in relazione con alcuni documenti fotografici di Brassaï e Harlingue sui locali per sole donne dell’epoca. Campeggia in questa sezione il dipinto La prospettiva del 1923, prestito del Petit Palais di Ginevra, primo quadro apprezzato e citato dalla critica del tempo.
La settima sezione – Le visioni amorose – racconta attraverso eccezionali nudi la delicata attenzione riservata a uomini e donne da lei amati: in mostra, l’unico Nudo maschile da lei dipinto, e poi tutte le donne desiderate, con capolavori come La sottoveste rosa, La bella Rafaëla, Nudo con edifici, Nudo con vele. Per la prima volta si espone anche la principale fonte pittorica dei suoi nudi: il dipinto Venere e Amore di Pontormo, in una versione cinquecentesca di manierista fiorentino. Dalla ripresa dell’antico la Lempicka approda allo studio della moderna fotografia di nudo: gli scatti di Laure Albin Guillot e Brassaï rendono evidente la sua ricerca sulle pose e sull’illuminazione da studio fotografico.

Maggiori informazioni sul sito www.mostratamara.it

[fonte: TorinoClick]

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