Si è spenta a Roma nel penultimo giorno del 2012, all’età di 103 anni.
Rita Levi-Montalcini, “una piccola signora dalla volontà indomita e dal piglio di principessa”, come l’aveva definita Primo Levi, è tornata per l’ultima volta a Torino, sua città natale.
Premio Nobel per la medicina nel 1986 per la scoperta del fattore di accrescimento delle fibre nervose, Rita Levi-Montalcini è stata salutata quest’oggi da migliaia di torinesi e dalle autorità locali e nazionali presso il Cimitero Monumentale di Torino, dove riposerà nella tomba di famiglia.
Per la festa di Ognissanti e per la Commemorazione dei defunti la Città promuove varie celebrazioni a partire dal 1° novembre.
Venerdì 2 novembre alle ore 9 nella cappella del Cimitero Monumentale, si è svolta la preghiera comunitaria alla presenza delle autorità civili, militari e religiose cittadine e delle rappresentanze delle associazioni combattentistiche. Alle 9.15 il corteo delle autorità e delle rappresentanze delle associazioni combattentistiche e della Resistenza – aperto dal Gonfalone civico da quello della Provincia e della Regione – ha proseguito all’interno del Cimitero Monumentale per un omaggio alle lapidi e ai cippi.
Sosta davanti alla Gran Croce, alla Lapide dei Caduti in Russia, alla Lapide in memoria degli Ebrei deportati, al Cippo della Deportazione, al Cippo ex Internati, al Campo della Gloria, al Cippo Caduti nella guerra di Liberazione, al Monumento alle Vittime Civili di Guerra, al Campo Caduti sul Lavoro, al Monumento Caduti dell’Aviazione, al Monumento agli Esuli Istriani e Dalmati, al Sacrario Militare.
Alla commemorazione ha preso parte il sindaco Piero Fassino.
In corso IV Novembre alle 11.30, davanti al monumento delle vittime di Nassirya, una cerimonia ha ricordato tutti i militari caduti in patria e all’estero. Presenti il vice Presidente del Consiglio Comunale Silvio Magliano, autorità civili, militari e religiose, le associazioni combattentistiche e d’arma e una rappresentanza delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato.
La commemorazione in Sala Rossa di questa mattina è stata una tra le più emozionanti delle tante iniziative legate alla Giornata della Memoria. La Sala era affollata con esponenti della Comunità ebraica torinese, ex deportati e associazioni della Resistenza, con una numerosa presenza di ragazzi a testimonianza della grande importanza di sensibilizzare le nuove generazioni sull’olocausto. Era presente anche Thomas Geve, autore dei disegni presentati nella mostra Qui non ci sono Bambini. Infanzia e deportazione, ospitata nel Museo Diffuso della Resistenza in corso Valdocco 4/a.
“La Giornata delle Memoria – ha dichiarato il Sindaco Piero Fassino – è stata istituita per ricordare e trasmettere la memoria della più grande tragedia che la storia dell’Umanità abbia conosciuto. Trasmettere la storia è essenziale perché ogni fenomeno, anche il più drammatico e più tragico come la Shoah, è esposto al decorrere del tempo, cioè al rischio dell’oblio, della dimenticanza, e noi non vogliamo dimenticare. Ricordare perché nessuno e nulla sia dimenticato, perché l’ebraismo, la sua cultura, è parte integrante della nostra storia e della cultura di questo Continente”.
“Le molte iniziative in programma per la Giornata della Memoria – ha sottolineato il Presidente del Consiglio comunale, Giovanni Maria Ferraris – sono occasioni per conservare il ricordo di questi orrendi e abominevoli fatti, offrendo spunti e testimonianze che ci aiutano a ricordare. Questa giornata vuole essere una presa di coscienza collettiva del fatto che l’uomo è stato capace di compiere questi crimini efferati contro l’umanità”.
Alla celebrazione, che ha avuto un prologo in mattinata al Cimitero monumentale, sono anche intervenuti Roberto Placido, Sergio Bisacca, Ferruccio Maruffi, Claudia De Benedetti e Thomas Geve.



