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Mag 24


Resteranno ancora qualche giorno, presumibilmente fino a metà giugno, poi le 660 pecore del pastore Menzio partiranno verso gli alpeggi dove trascorreranno i mesi più caldi dell’estate. Qualcuno si sarà sorpreso nel vederle pascolare al Parco della Colletta, qualcun’altro meno perché la loro presenza nei parchi cittadini risale ormai all’aprile del 2007 quando, per la prima volta in Italia, 4 parchi cittadini ospitarono sperimentalmente una mandria o un gregge di animali al pascolo. Le pecore sono tornate anche quest’anno e, anzi, il maltempo e le piogge dell’ultimo mese che hanno agevolato la crescita dell’erba le hanno costrette agli straordinari. Così dopo essere state al Parco della Colletta, e essere poi passate per fare il loro lavoro al Parco della Confluenza, ci sono ritornate per fermarsi ancora un paio di settimane.

Ma il Parco Colletta e quello della Confluenza non sono gli unici a beneficiare di questa iniziativa: in questi giorni un altro gregge è al pascolo nel parco Piemonte a Mirafiori Sud, mentre al Parco del Meisino (sull’altro lato della confluenza Po-Stura) con le pecore ci sono una sessantina di bovini.

Una modalità di mantenimento delle superfici a prato quella che utilizza le pecore che, nel rispetto delle caratteristiche naturalistiche, dà un valido supporto per lo sfalcio dell’erba, il contenimento delle malerbe e, nel contempo, per la concimazione del terreno (le deiezioni di questi animali, infatti, per loro natura sono rinvigorenti per i prati, a differenza di quelle canine). Ma le ricadute sono anche di tipo economico consentendo alle casse della Città un risparmio di circa 30mila euro e senza dimenticare che lo sfalcio dell’erba fatto dagli operatori con le macchine e il successivo trasporto dell’erba in discarica avrebbero avuto un costo “ecologico” in termini di produzione di Co2 e utilizzo di energie non rinnovabili.

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Mag 21


Sono tornati in azione questa mattina, graziati dalla pioggia che però ha poi ripreso a cadere nel primo pomeriggio, i volontari di “Torino Spazio Pubblico”, il progetto varato dall’amministrazione comunale nello scorso dicembre e che intende valorizzare il contributo spontaneo e gratuito dei cittadini per la tutela e la promozione del bene comune e dell’interesse generale favorendo così anche la convivenza civile, la partecipazione e la coesione sociale.
L’appuntamento era al giardino dedicato ai Caduti nei Lager Nazisti di corso Moncalieri, angolo ponte di corso Vittorio Emanuele, per un intervento di pulizia e ripristino. Supportati dagli uffici dei Settori Arredo Urbano, che cura e coordina l’iniziativa, e Verde Gestione, i volontari provvederanno – l’intervento si protrarrà per più martedì – a ripulire dai rifiuti la passeggiata lungo il fiume, alla potatura di siepi e cespugli e all’asporto delle ramaglie.
Singoli o già riuniti in associazioni e gruppi come il comitato “Quattro zampe in centro” e “Le mamme dei Giardini Cavour”, sono oltre 70 i volontari che hanno aderito all’iniziativa, ma a fine mese si pensa che supereranno il centinaio. Le attività di questi “volontari civici”, raggruppati in piccoli gruppi a seconda della provenienza geografica (corso Racconigi, San Salvario, Mirafiori Sud) sono principalmente concentrate sulla cura degli elementi di arredo urbano presenti in città.
L’obiettivo è di riuscire a realizzare quella minuta manutenzione che, se effettuata con il ricorso a soggetti imprenditoriali sarebbe antieconomica, contribuendo quindi, in un’ottica di riduzione dei consumi e rispetto dell’ambiente, al recupero di strutture ancora utilizzabili con modeste riparazioni.
Tra i prossimi interventi in programma la pulizia del vecchio canale di corso Appio Claudio (nella circoscrizione 4) conosciuto come “Bealera della Pellerina” e risalente almeno al 1563, quando Torino divenne la capitale del Ducato di Savoia e subì imponenti trasformazioni urbanistiche. Il canale portava acqua ad alcuni mulini e fucine, i cui magli, o martinetti, erano azionati dall’energia idraulica. Nella seconda metà dell’800, lungo il corso del canale sorsero anche numerose industrie, soprattutto alimentari (Talmone, Caffarel, Metzger).

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Mag 20


“In/CUBO” è un portale cubico che vuole accompagnare i cittadini, rendendoli partecipi e protagonisti, nella riflessione sull’inquinamento dei nostri consumi quotidiani. Il fiume Po è incorniciato da un’arcata di imballaggi di scarto: un pronostico, racchiuso nel titolo, che rischia di avverarsi se non si rispetterà il paesaggio che ci circonda.

In/CUBO fa parte di River Eyes Torino, un progetto di comunicazione ambientale che ha l’obiettivo di stimolare i cittadini alla riflessione sul valore sociale e naturale dei fiumi della città e sul loro stato di salute odierno. River Eyes Torino nasce dalla necessità di rappresentare attraverso il linguaggio dell’arte uno dei simboli naturali della Città di Torino – il fiume – ricollocandolo al centro dell’immaginario dei cittadini e facendolo divenire spunto di riflessione sul passato industriale e sul presente di potenziale Smart City della città.

In/CUBO è un’opera del collettivo PLinTO, in collaborazione con la Circoscrizione 8 e con il contributo di SMAT.

Maggiori informazioni sul sito di RiverEyes Torino

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