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Dic 15


«Per Antonelli la Mole ha rappresentato l’opera della vita, il compendio del suo genio e l’esempio ultimo della sua modalità progettuale, dai burrascosi rapporti con i committenti alle continue modifiche dei disegni; una vita arsa dall’insaziabile bramosia di una perfezione più alta. Tanto che la Mole, nel tempo, ha superato lo stato di semplice edificio, per assumere quasi le sembianze di un essere animato, dotato di vita propria. e pertanto in costante divenire.» (da AA,A. Il diario fantastico di Alessandro Antonelli, Architetto, di Fabio Geda, Marco Magnone, Ilaria Urbinati, Espress 2012)

La Città di Torino in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e Espress Edizioni, ha organizzato una scalata vertiginosa sulla Mole Antonelliana per festeggiare l’anno Antonelliano nel 150° anniversario della firma del contratto per la costruzione dell’edificio simbolo di Torino. Alle ore 19, gli alpinisti Maurizio Puato e Renzo Luzi hanno iniziato la scalata dell’edificio simbolo della città, da terra fino alla stella sulla guglia della cupola. L’ arrampicata fino a quota 167 metri è durata 57 minuti, ripresa in soggettiva da actioncam frontali, è stata trasmessa sui maxischermo disposti in via Montebello e in piazza Castello, consentendo di ammirare in diretta il percorso degli scalatori e la bellezza dell’architettura della Mole. L’evento è stato accompagnato – per tutta la sua durata – da musiche e immagini proiettate sulla cupola (riproposte sugli schermi e sui palazzi di via Montebello), oltre che da disegni dell’artista Ilaria Urbinati, suggestive immagini di Puato e Luzi che scalano in vetta e fotografie dei partecipanti del workshop “Tutt’intorno alla Mole, la gente, Torino” (in mostra nella galleria del sito dedicato all’evento, www. espressedizioni.it).

La storia
La Mole Antonelliana, costruita nel 1863 su progetto di Alessandro Antonelli, era destinata a diventare il tempio della Comunità Israelita torinese. Il progetto originario subì numerose modifiche promosse dallo stesso Antonelli che, con l’inserimento della grande volta sormontata dall’elegantissima guglia, volle caratterizzare il monumento portandolo dagli originari 47 metri agli attuali 167 metri di altezza. La comunità Israelita cedette nel 1877 l’edificio, ancora in fase di costruzione, al Comune di Torino, che ne completò la realizzazione nel 1900, ponendone alla sommità una statua alta 4 metri, il Genio Alato; abbattuto da un violento nubifragio l’11 agosto 1904, venne sostituito con una stella di pari diametro. Nel corso degli anni si resero necessari possenti rinforzi di calcestruzzo armato realizzati, a partire dal 1931, dagli Ingegneri Pozzo, Gilberti e Albenga. Nel 1953 un altro violento nubifragio abbatté più della metà della guglia. I lavori di ricostruzione della cuspide si conclusero nel 1961 per le celebrazioni del centenario dell’Unità d’Italia, in occasione del quale fu inserito all’interno della grande aula un ascensore panoramico con dispositivo di sollevamento a funi. Sede un tempo del Museo Nazionale del Risorgimento e poi di mostre temporanee, è stato avviato nel maggio del 1996, per volontà della Città di Torino, il cantiere di recupero funzionale e di restauro dell’edificio per destinarlo a sede del Museo Nazionale del Cinema. Dal 20 luglio 2000 è sede del Museo Nazionale del Cinema.

Il restauro
Le scelte architettoniche connesse alla nuova destinazione dell’edificio a sede del Museo Nazionale del Cinema, si sono sviluppate avendo come finalità prioritaria il restauro conservativo della struttura antonelliana; i lavori sono stati finanziati dalla Città di Torino e dalla Regione Piemonte. In particolare, gli interventi effettuati nella Mole Antonelliana, edificio monumentale tecnologicamente tra i più complessi in Italia, hanno riguardato principalmente: il restauro architettonico e l’adeguamento funzionale della grande fabbrica antonelliana, dalla zona basamentale alla base della guglia; l’adeguamento dell’edificio alle leggi vigenti in materia di sicurezza antincendio e realizzazione di complesse opere impiantistiche e tecnologiche, indispensabili per una fruizione dei diversi livelli del monumento; la realizzazione di nuove ed importanti opere architettoniche e di collegamento interne (blocco scala, ascensori, rampa elicoidale sospesa all’interno della grande aula, nuovi livelli espositivi) necessarie per rendere agibili al pubblico i molteplici ambienti in cui si articola l’edificio e nei quali si distribuisce l’assetto museale; il restauro delle decorazioni ottocentesche interne e dell’impianto architettonico e decorativo che caratterizza la cupola e i prospetti esterni. Un ulteriore intervento di restauro e di messa in sicurezza del manto di copertura della cupola della Mole Antonelliana è stato eseguito dalla Città di Torino tra il 2009 e il 2011.

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Dic 13


In piazza Emanuele Filiberto, sopra le storiche ghiacciaie romane, è stata realizzata la scultura La Mole Antonelliana di ghiaccio. Una fredda e lunga giornata per gli artisti di cubetto che hanno concluso il loro lavoro a notte fonda.
La Mole Antonelliana di ghiaccio è alta 3,5 metri, è illuminata dall’interno con una luce bianca e presenta anche la Luce d’Artista che accompagna il monumento in questo periodo invernale.
Dal 19 dicembre, in piazza della Consolata sarà scolpito il classico Presepe di Natale. Ai cinque personaggi della Natività si aggiungerà, il 24 dicembre, la ‘statua’ del bambino.
L’ultimo intervento è previsto giovedì 27 dicembre in piazza Carlo Alberto qui, gli artisti di Harbin, città della Cina nordorientale gemellata con Torino, creeranno due muri di ghiaccio – alti circa 2,5 metri – che si trasformeranno, il 29 e 30 dicembre, in due Babbo Natale sui quali sarà inciso il nome di Torino, come sigillo finale posto a chiusura del ‘sentiero’. Il Sentiero delle Statue di Ghiaccio è realizzato dalla Città di Torino in collaborazione con la torinese ditta Cubetto.

Info sul Natale: www.nataleatorino.it

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Ott 21


La Federazione Italiana Canottaggio, il Comitato Italiano Paralimpico e la Società Canottieri Armida hanno organizzato la settima edizione della Regata nazionale riservata agli equipaggi maschili e femminili delle categorie adaptive.
In competizione atleti professionisti della Nazionale Paralimpica ed alcuni dei vincitori delle medaglie d’oro alle Olimpiadi Paralimpiche di Londra.
Rowing for Rio, due giorni di festa e di vera gara. La gara, svolta nel tratto del fiume Po tra il Ponte Isabella e la Società Canottieri Armida sulla distanza di 1.000 mt.
L’Adaptive Rowing – canottaggio di coppia o di punta destinato ad atleti portatori di una disabilità – è uno sport paralimpico. Il termine adaptive significa che l’equipaggiamento viene “adattato” per rendere possibile la pratica di questo sport.

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