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Giu 07


Flor13, da oggi a domenica 9 giugno, porta un centinaio di espositori provenienti da tutta italia nel “salotto buono” di Torino: via Carlo Alberto, che grazie alla Camera di Commercio si sta trasformando in una strada verde elegante e moderna, con nuovi arredi urbani e installazioni floreali. Il progetto Turin Verd, infatti, ha l’obiettivo di trasformare, attraverso il concorso dei privati, e dei commercianti l’asse della via nella green street di Torino, prevedendone la progressiva naturalizzazione.
Scenario consono, dunque, per la mostra mercato promossa da Nuova orticola che offre uno sguardo creativo sulla floricoltura e sul mercato, offrendo molti spunti per arredare il proprio giardino o l’appartamento con gusto e ricerca della novità. L’evento si chiuderà domenica sera.
Si apre anche il Giardino Birago, un allestimento realizzato all’interno del cortile della sede istituzionale della Camera di commercio di Torino, al numero 16 di Via Carlo Alberto. La selezione Giardino Birago esplora soluzioni e scenari futuri, nell’ambito delle attrezzature per l’esterno: spazio dunque a prototipi e serie limitate di progettisti e artigiani, oltre che di imprese del territorio volte alla sperimentazione e alla ricerca tecnologica ed espressiva.
Nella corte juvarriana verrà poi allestito un “giardino del Vermouth”, un giardino cioè in cui sono coltivate tutte le piante per la produzione del vermouth.
Progettato dallo Juvarra, il settecentesco Palazzo Birago è uno dei più interessanti esempi di architettura barocca nel cuore della città. Per la facciata, l’atrio e il cortile il tempo si è fermato, quasi tutto rimane come è stato concepito da Filippo Juvarra. Proprio il cortile testimonia la straordinaria fantasia dell’artista, che ha ideato l’effetto scenografico e teatrale d’insieme, grazie alla struttura curvilinea delle pareti: la facciata sul cortile, curata ed equilibrata, conserva ancora oggi il ricercato effetto “trompe l’oeil” voluto dall’architetto.
Giardino Birago è aperto sabato e domenica dalle 9 alle 19. www.to.camcom.it/giardinobirago

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Giu 07


Dedicato a Giancarlo Pajetta lo spazio verde di via Tripoli all’angolo con via Boston. Nel corso di una cerimonia avvenuta questa mattina, alla quale hanno partecipato Giovanni Maria Ferraris, presidente del Consiglio Comunale, Carlo Bajardi, presidente dell’Associazione ex Consiglieri regionali, Giancarlo Quagliotti e Piero Aceto, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione ex Consiglieri comunali, è stata ricordata l’importante figura dell’uomo politico. All’ omaggio che Torino riconosce a un uomo di forte integrità morale, esponente di primo piano della Lotta di Liberazione, per tutto il secondo dopoguerra protagonista della vita politica italiana e internazionale, parlamentare della nostra città e dirigente del Partito Comunista Italiano, hanno anche preso la parola l’ex sindaco Diego Novelli e la figlia Gaspara Pajetta. A introdurre la cerimonia, alla quale erano presenti gli alunni delle V della Elementare Casalegno e della Violeta Parra, è stato il presidente Ferraris che ha voluto ricordare come Paletta preferisse essere chiamato ‘Nullo’, pseudonimo assunto durante gli anni Trenta, il periodo dell’esilio in Francia, piuttosto che ‘Ragazzo rosso.

Nato a Torino il 24 giugno 1911 in una famiglia benestante, fin da ragazzo espresse le sue idee antifasciste. Studente del Liceo d’Azeglio – insieme a Vittorio Foa, Norberto Bobbio, Leone Ginzburg – si formò leggendo i classici del movimento operaio e i pensatori contemporanei e avendo tra i suoi maestri Augusto Monti.

Con Torino aveva un legame fortissimo. La sua infanzia si svolse in Borgo San Paolo: la mamma Elvira era insegnante elementare alla Santorre di Santarosa. Per essersi iscritto al Partito Comunista fu espulso da tutte le scuole d’Italia e nel 1927, ancora minorenne, conobbe per la prima volta la durezza del carcere, esperienza che ripeterà dal 1933 al 1943, condannato dal regime fascista per “cospirazione”. Svolse un’intensa attività di scrittore e di giornalista e fu più volte direttore dell’Unità e di Rinascita, incarico che esercitava con curiosità intellettuale e passione. Uomo garbato, di grande ironia e meticoloso sul lavoro, Pajetta ha dato molto alla città di Torino e, oggi il capoluogo piemontese, gli ha reso omaggio con l’intitolazione di questo giardino di Santa Rita. Per Diego Novelli, che ha ricordato l’amico fraterno, Pajetta non fu né amendoliano, né riformista, solo “comunista”. La cerimonia si sciolta con l’intonazione di Bella Ciao, da parte del folto gruppo di bambini.

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Giu 04


E’ giunto a termine il progetto Un PO di mamme vanno a scuola. Alfabetizzazione e cittadinanza per donne non comunitarie a Torino, il percorso di apprendimento della lingua italiana ed educazione alla cittadinanza rivolto a mamme delle bambine e dei bambini non comunitari che frequentano gli asili nido e scuole dell’infanzia comunali nelle Circoscrizioni 5, 6 e 7.

Trecento sono state le donne iscritte alle lezioni provenienti dal Marocco (la percentuale più alta 65%) Nigeria, Egitto, Tunisia, Perù, Costa d’Avorio, Senegal, Cina, Pakistan, Filippine, Sudan, Albania, Somalia, Moldavia, Congo, Mali, Togo, Afghanistan.
I corsi – articolati in tre moduli base, intermedio, e avanzato – di cinquanta e cento ore sono iniziati a novembre e si sono conclusi il 31 maggio.

Il 52% delle donne è arrivata in Italia tra il 2006 ed il 2010; il 28% ha raggiunto il nostro Paese prima del 2006 e il 20% dopo il 2010. Sotto il profilo anagrafico il gruppo più numeroso è quello compreso tra i 30 e i 39 anni (46%).

Questa mattina alla Galleria d’Arte Moderna Mariagrazia Pellerino, Assessore alle Politiche educative Città di Torino ha consegnato gli attestati di frequenza alle “studentesse” che hanno portato a termine i corsi (oltre il 70% delle iscritte). Nelle prossime settimane saranno portati a compimento i percorsi di accompagnamento per quante intendono proseguire livelli superiore di conoscenza della lingua italiana o del conseguimento del diploma conclusivo del primo ciclo di studi rilasciato dai Centri Territoriali Permanenti (Ctp) Gabelli e Parini.

Alcune hanno spontaneamente deciso di ringraziare l’Amministrazione Comunale e quanti hanno collaborato alla realizzazione del corso. Josephine, una delle allieve, ha raggiunto il tavolo dei lavori emozionata. E’ rimasta in piedi “per onorare l’iniziativa” e per ringraziare l’insegnante Alessia per l’accoglienza e il calore che ha dimostrato.

Il progetto ha favorito, oltre alla conoscenza della storia e del patrimonio cittadino, la formazione di gruppi nel quartiere. In ogni Circoscrizione sono stati realizzati incontri con le donne italiane, condotti da docenti e mediatori culturali. Ne è nato un confronto sui temi della famiglia, dell’educazione e del rapporto con i figli e la scuola.

“Il progetto – ha sottolineato Mariagrazia Pellerino – si è rivelato una felice intuizione alla luce dei risultati prodotti in termini di confronto tra donne migranti e donne native che hanno avuto occasione di scambiare il loro punto di vista anche sulla genitorialità e non solo sulla conoscenza della lingua e la cultura italiana. Spero, inoltre, che questa esperienza abbia consentito di creare delle reti di relazioni tra di voi, per ricostruire a Torino quei legami lasciati a casa, che sappiamo essere molto forti nelle vostra cultura”.

“Questa iniziativa – ha continuato Pellerino – apre una nuova riflessione sulle politiche dell’integrazione che devono avere anche uno sguardo di genere. Non si possono immaginare le stesse azioni per uomini e donne perché abbiamo competenze, capacità e opportunità diverse. Ben venga quindi una declinazione al femminile che consentirà un maggiore agio anche nelle politiche di integrazione scolastiche. Sarà questa la chiave per consentire al programma di continuare a trovare risorse anche in futuro”. Molte le donne che non hanno potuto iscriversi al corso e sperano di farlo il prossimo anno.

Il progetto è stato promosso dai Servizi Educativi della Città, in collaborazione con il Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale (Meic), la Cooperativa sociale Progetto Tenda, l’Ufficio Pastorale Migranti, la cooperativa TerreMondo, l’associazione Formazione ’80 e i Ctp Gabelli e Parini. L’iniziativa è stata finanziata dal Fondo Europeo per l’Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi 2007 – 2013, Azione 1 – Formazione linguistica ed educazione civica.

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