Che notte!
Sotto una pioggia battente non si è arrestata la voglia di festa della città .
Da piazza San Carlo a piazza Carlo Alberto, sotto la Mole o in piazza Castello, ovunque una marea umana come ai tempi delle olimpiadi.
Chi cercava riparo sotto i portici, chi con lâombrello, ma tutti con una unica voglia, festeggiare insieme il 150° anniversario dellâUnitĂ dâItalia.
Buon compleanno Italia!
La prima tappa delle celebrazioni del 150° dellâUnitĂ dâItalia sono le Officine Grandi Riparazioni, le Officine dâItalia.
Presenti praticamente tutte le autoritĂ , il Sindaco Sergio Chiamparino, il Presidente della Provincia Antonio Saitta, gli Assessori della Regione Coppola e Giordano. Madrina dellâevento è stata Miss Italia, Francesca Testasecca vestita del tricolore nazionale.
Presenti i curatori delle mostre: Barberis, Biffi Gentili, Giovanni De Luna e Riccardo Luna, Alberto Vanelli, Anna Martina, lâAssessore alla Cultura della CittĂ Fiorenzo Alfieri e il Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Castronovo.
Alle OGR di via Castelfidardo in scena 3 mostre sullâItalia e gli italiani: Fare gli italiani, Stazione Futuro, Il futuro nelle mani.
Fare gli Italiani – 150 anni di storia nazionale
Il percorso espositivo è costruito per riflettere sul lungo processo di formazione dellâidentitĂ nazionale: verranno messi in luce i fattori che hanno favorito lâaggregazione, ma anche gli elementi che, in alcune fasi, lâhanno frenata.
La lettura che i curatori della mostra, Walter Barberis e Giovanni De Luna, hanno inteso offrire della storia italiana è quella di una progressiva integrazione di spazi, realtà , appartenenze inizialmente separate e conflittuali.
Nel percorso espositivo, i momenti piĂš significativi vissuti dallâItalia unita verranno raccontati allâinterno di una serie di isole tematiche, attraverso le quali il visitatore potrĂ acquisire una visione complessa e profonda dei movimenti, meccanismi e fenomeni di lungo periodo che hanno condizionato la storia del Paese.Tra queste: il mondo contadino, la scuola, la Chiesa, i movimenti migratori, la prima guerra mondiale, la seconda, i partiti di massa, la mafia, lâindustria e, ancora, i consumi, i trasporti, i mezzi di comunicazione di massa.
Stazione Futuro – Qui si rifĂ l’Italia
PiĂš che a uno spazio museale, Stazione Futuro somiglia a unâofficina-laboratorio, allâinterno della quale il visitatore può affrontare un percorso dai caratteri inediti. La mostra, infatti, è stata concepita come uno strumento di conoscenza, sperimentazione e condivisione: un percorso interattivo e âpartecipatoâ che richiama i processi collettivi attraverso i quali spesso, ai giorni nostri, si crea innovazione, soprattutto nellâambito del software e della ricerca scientifica.
Gli spazi della mostra sono organizzati intorno a una serie di elementi architettonici di forma cubica, di dimensioni stabilite sulla base della cosiddetta serie di Fibonacci (cubi dallo spigolo di un metro, due, tre, cinque, otto e tredici metri). Gli oggetti e i prototipi esposti, insieme a filmati tradizionali, infografiche, video in 3D, ologrammi e strumenti per la visualizzazione di realtĂ aumentate, sono disposti allâinterno e allâesterno di queste strutture e formano con esse una sorta di âCittĂ delle ideeâ, contraddistinta dalla presenza di piazze e suddivisa in diverse isole tematiche, visitabili secondo percorsi fluidi e non prefissati.
Unâesperienza affascinante, attraverso la quale i visitatori possono intravedere uno scorcio realistico dellâItalia che sarĂ .
Il Futuro nelle mani. Artieri domani
La mostra, curata da Enzo Biffi Gentili, si ispira direttamente alle esposizioni internazionali dellâindustria e del lavoro che Torino ha ospitato nel 1911 e nel 1961. Uno dei molti âprimati italianiâ è lâaver compreso per tempo la necessitĂ di un nuovo e diverso lavoro âfatto ad arteâ – hand made e insieme mind made. Ă proprio a Torino, anzi, in occasione del centenario dellâEsposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna del 1902, che questo modello produttivo è emerso con tutti i suoi caratteri e le sue potenzialitĂ , facendo parlare dellâintelligenza delle mani come dellâindirizzo che, piĂš di altri, avrebbe garantito una prospettiva occupazionale alle nuove generazioni, offrendo allâintero sistema Italia un nuovo orizzonte verso il quale indirizzare il proprio sviluppo.
La mostra vuole essere una vetrina di tutto ciò che di nuovo e originale è oggi offerto dallâartigianato di eccellenza del nostro Paese; e al contempo un richiamo, quasi unâesortazione a riflettere, âoltre che sulle prospettive economiche e occupazionali offerte dal settore, anche sullâalto valore qualitativo, estetico ed esistenziale dei lavori fatti ad arteâ.



