La seconda giornata del 59° raduno nazionale dei bersaglieri si apre con uno degli appuntamenti più importanti di queste tre giornate.
Alle 9,30 appuntamento ai giardini Lamarmora dove è stato commemorato il Capitano nei Granatieri Guardie Alessandro Ferrerro della Marmora, Fondatore del corpo dei bersaglieri.
Dopo la trasferta di giovedì a Biella dove si sono svolte alcune iniziative per ricordare Alessandro La Marmora, fondatore dei Bersaglieri, il Raduno nazionale entra nel vivo.
Alle ore 10 l’arrivo del Medagliere nazionale in via Garibaldi angolo con via Milano che, accompagnato da un corteo di radunisti, entra in Piazza Castello.
Qui, alla presenza delle autorità civili e militari si svolgerà la cerimonia dell’Alzabandiera.
Per la Città di Torino presente con la fascia Tricolore l’Assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe. Presente anche Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino.
Successivamente, il medagliere nazionale dei Bersaglieri viene portato in Municipio dove ad accogliere le autorità militari sono presenti l’Assessore Maria Cristina Spinosa e il neo Presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Maria Ferraris.
Nel pomeriggio, presso il museo di Scienze naturali, di via Giolitti 36, l’inaugurazione della mostra Alberto La Marmora geografo e scienziato. Quattro fratelli generali per l’Italia unita. In serata non può mancare l’appuntamento musicale in piazza San Carlo, infatti, alle 20.30 si tiene un concerto con tre fanfare di cappelli piumati.
Il Raduno proseguirĂ per tutto il fine settimana.
Sabato alle 9,30 la deposizione di una Corona ai Monumenti dei Bersaglieri (Giardini Lamarmora in via Cernaia), nel pomeriggio alle 14,30 la gara ciclistica “Trofeo nazionale del bersagliere ciclista” e alle 17,30 presso il campo sportivo “G. Nebiolo” al parco Ruffini un saggio ginnico.
Domenica il giorno clou della manifestazione. Alle 8,00 i bersaglieri si ritroveranno i piazza Vittorio Veneto da dove, alle 10,00, partirĂ la sfilata lungo via Po, piazza Castello, via Roma, piazza San Carlo con termine in piazza CLN.
Alle 13,30 circa l’ammainabandiera in piazza Castello che chiuderà il 59° raduno nazionale dei bersaglieri.
Se sul finire degli anni ’70 del secolo scorso la Transavanguardia proponeva modelli di superamento alla sterilitĂ delle neoavanaguardie ormai consumate su temi iperconcettuali, all’inizio di questi anni gli artisti di Transafricana propongono modelli alternativi, di recupero del sentimento del reale, della vita, rifiutando la corsa verso la globalizzazione estetica che pervade ormai tutta l’arte occidentale.
Come un grande pachiderma addormentato, l’Africa si risveglia da un sonno ancestrale e irrompe con grande forza ed energia nella storia dell’arte contemporanea internazionale, rivalutando la magia della vita e la sacralitĂ dell’arte.
Citando Paul Klee, Achille Bonito Oliva afferma che “l’arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile”. Progetto e casualitĂ creativa si intrecciano simultaneamente nell’opera, portata a bilanciare con la complessitĂ dell’arte l’insufficienza di una realtĂ schematica e riduttiva. L’arte procura stordimento e nello stesso tempo conoscenza, una perdita di senso ed anche un suo accrescimento, tramite il disorientamento di una pratica che, per definizione, tende a ribaltare la comunicazione sociale, posta normalmente sotto il segno dello scambio unilaterale ed economico.
Sulla base di questo assioma il curatore ha scelto i 6 artisti provenienti dal continente piĂą antico, l’Africa, ognuno di loro opera all’interno di una consapevolezza culturale, fortemente ancorato alle sue radici ed utilizza un linguaggio fatto di segni che lo stesso artista conosce molto bene e pertanto non cerca di domarlo, semmai di assecondarlo secondo procedimenti che implicano l’idea di progetto e di scelta. Il risultato invece viene lasciato ai suoi esiti liberi, fuori da qualsiasi attesa o preveggenza. Non è infatti l’artista ad essere preveggente, ma il linguaggio che cova dentro di sĂ© immagini e risultati inusitati. L’artista conosce la tecnica della sopraffazione attiva del linguaggio che si basa sullo stordimento dei procedimenti creativi, abbassamento automatico delle tecniche compositive.
E’ questa la differenza tra arte africana e occidentale.
L’arte africana prima di quella contemporanea occidentale si è affrancata dalle servitĂą contenutistiche e cerca sempre il movimento della forma capace di trasfigurare ogni tema e portare sulla soglia del linguaggio ogni empito e slancio. Il linguaggio diventa il filtro attraverso cui passano segni, simboli e significati che vengono come vivificati e nello stesso tempo rielaborati nel passaggio della forma.
L’arte in questo senso trova il valore della spiritualitĂ in se stessa, in quanto trasfigura ogni dettato visivo in un segno nuovo capace di dare durata e fissitĂ esemplare all’istante e al transeunte. L’arte è sacra perchĂ© realizza il miracolo di dare durata all’impossibile durata della vita.
L’artista africano è dunque artefice, opera sui materiali depositati dentro la sua coscienza, nel magma della sua sensibilitĂ che affronta la prova elaborata dell’opera, del risultato compiuto, il solo capace di garantire e di garantirgli lo statuto demiurgo.
TRANSAFRICANA
a cura di Achille Bonito Oliva
17 giugno – 16 ottobre 2011
chiusura estiva 1 agosto – 31 agosto
Inaugurazione 16 giugno 2011 h 18.00
Fondazione 107, Via Sansovino 234 Torino
giovedì – domenica 14.00 – 19.00
Ingresso 5,00 euro – 3,00 euro ridotto (dai 13 ai 18 e over 65)
Ingresso gratuito sino ai 12 anni e per i possessori di Abbonamento Musei Piemonte
Per informazioni:
www.fondazione107.it
info@fondazione107.it
tel. 011 4544474



