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Lug 12


Presso la libreria Coop di piazza Castello è stato presentato il libro“Quando hanno aperto la cella. Stefano Cucchi e gli altri” di Luigi Manconi e Valentina Calderone.
Alla presentazione con gli autori hanno preso parte il Sindaco Piero Fassino, Paola Bragantini, Presidente della Circoscrizione 5, Don Luigi Ciotti, Ilaria Cucchi, Lucia Uva e Cira Antignano.
“Un libro su chi muore in condizione di privazione della libertà. In carcere o in caserma, in un Cie o in un Ospedale psichiatrico giudiziario, durante un fermo per strada o sotto trattamento sanitario obbligatorio. Di conseguenza è un libro sulla qualità della nostra democrazia e sul rapporto tra cittadino e stato di diritto” commentano Valentina Calderone e Luigi Manconi.
Tra i relatori Ilaria, la sorella di Stefano Cucchi, Lucia Uva, madre di Giuseppe, 42 anni, arrestato ubriaco a Varese, la sera del 14 giugno 2008, e deceduto il giorno dopo all’ospedale.
Dall’altro lato Cira Antignano, madre di Daniele Franceschi, il 36enne di Viareggio, morto nel carcere di Grasse in Francia il 25 agosto 2010.

Tredici vicende dolorose che abbiamo rimosso e che è invece doveroso raccontare, ricordare.

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Lug 12

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L’arcivescovo Cesare Nosiglia è stato ospite a Palazzo Civico questa mattina. Si tratta della prima visita ufficiale nella sede dell’Amministrazione comunale da quando monsignor Nosiglia è alla guida della diocesi torinese. Giunto a Palazzo di Città questa mattina qualche minuto prima delle undici, il successore del cardinal Severino Poletto ha trovato ad accoglierlo il sindaco Piero Fassino e il presidente del Consiglio comunale, Giovanni Maria Ferraris.
Qualche parola di benvenuto e, dopo un breve colloquio privato nell’ufficio del primo cittadino, si è svolto l’ incontro in Sala Rossa con gli assessori e i consiglieri comunali.
Davanti ai membri dell’assemblea municipale, l’arcivescovo Nosiglia ha detto che la sua presenza in Sala Rossa deve essere considerata anche come “un gesto di piena disponibilità a far sì che le comunità cristiane possano collaborare con tutte le altre componenti della società con spirito aperto al dialogo, al corretto confronto delle diverse posizioni religiose e non, culturali e politiche di cui è espressione autorevole il Consiglio comunale”.
VolontĂ  di confrontarsi e collaborare non sono certo una novitĂ  per i rapporti tra Chiesa torinese e amministrazione civica. “I campi su cui la Chiesa e le istituzioni ormai da tempo hanno avviato nella nostra cittĂ  un proficuo impegno di collaborazione sono molteplici – ha ricordato Nosiglia – e riguardano aspetti molto sentiti e vissuti dalla gente: la famiglia, il lavoro, i giovani, l’educazione e la cultura, i poveri, gli immigrati.”
Collaborazione senza preclusioni. “La Chiesa – ha aggiunto l’arcivescovo – intende far parte e offrire il suo specifico contributo in questa alleanza, mettendosi in dialogo con tutti senza preclusioni: uomini di cultura e di scienza, della politica, del mondo del lavoro e di ogni realtĂ  umana e religiosa, per valorizzare insieme ciò che di buono, di bello, di giusto e di vero ognuno porta con sĂ© e orientare il proprio impegno verso il bene comune.”
Collaborazione nei fatti. “Ho chiesto al signor sindaco – ha detto ancora Nosiglia – di agevolare opportuni tavoli operativi di consultazione e di progettualitĂ  concreta nei molteplici ambiti che vedono impegnati nella cittĂ  il Comune, le parrocchie e tante realtĂ  religiose, civili e culturali, una sorta di “cabina di regia” che permetta di non disperdere le forze, non frammentare le risorse disponibili e mantenere un raccordo stabile anche per affrontare eventuali emergenze, come sta avvenendo per la questione dei nomadi e degli immigrati”.
Collaborazione per sfruttare le mille risorse della cittĂ , è quanto ha evidenziato nel suo discorso il sindaco Piero Fassino. “Serve mettere in campo energie, intelligenze, saperi, competenze, esperienze e buone pratiche. E – ha sottolineato il primo cittadino nel suo intervento – questo significa mettersi in relazione con le tante articolazioni professionali, civili, sociali, religiose di cui la societĂ  torinese è ricca. E fare ricorso a quel giacimento di generositĂ , amore per il prossimo, spirito di servizio civico che è costituito dal volontariato, dal no profit, dal terzo settore. E in tale contesto prezioso e irrinunciabile è il contributo che giĂ  oggi viene – e sempre di piĂą potrĂ  venire – dalla Chiesa, dal mondo cattolico, dalle tante espressioni di impegno sociale, civile, associativo che traggono ispirazione dalle ragioni della fede”.
“Siamo nella cittĂ  dei Santi Sociali – ha ricordato Fassino – , la cittĂ  in cui uomini illuminati scelsero di scendere in strada per dedicare se stessi al fianco degli ultimi, dei piĂą umili. E il 200° anniversario dei San Giovanni Bosco, che festeggeremo nel 2015, sarĂ  l’occasione per rivisitare e restituire alla memoria collettiva della cittĂ  un periodo cruciale della storia di Torino e il ruolo essenziale che vi svolse il cattolicesimo sociale. Siamo nella Torino che lungo tutto il Novecento seppe accogliere e integrare chi venne qui a cercare lavoro e dignitĂ  e che oggi – ha sottolineato il sindaco – deve accogliere con la stessa apertura di cuore e di mente chi venendo da lontano ricerca qui le ragioni di una dignitĂ  di vita o chi è costretto alla fuga o all’esilio dai tremendi conflitti del nuovo millennio”.
Un appello alla collaborazione nel nome del bene comune è venuto infine dal presidente del Consiglio comunale, Giovanni Maria Ferraris, che ha invitato a “superare gli steccati e le divisioni che troppo spesso insidiano i partiti e la dialettica politica, rischiando così di far perdere di vista il fine ultimo e supremo del nostro agire”. “AffinchĂ© i buoni propositi si traducano in buone azioni – ha evidenziato Ferraris – è necessario che la partecipazione politica sappia riscoprire la sua piĂą autentica e primaria vocazione al bene comune.”

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