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Sep 07


Parteciperanno a un viaggio premio a Seattle i tre studenti torinesi vincitori degli Amazon Innovazion Award 2017.
Questa mattina a Palazzo Civico si è svolto l’evento conclusivo con la premiazione degli studenti del Politecnico e dell’Università degli Studi di Torino vincitori dell’iniziativa organizzata da Città di Torino, Università, Politecnico e Amazon.
Ad aggiudicarsi il primo premio è stato il team composto da Mirko Raimondi, Virginio Giulio Clemente e Tommaso Ruffino, che ha sviluppato un sistema basato sull’integrazione del modello di consegna dell’azienda con altri soggetti esterni, con l’obiettivo di ottimizzare, velocizzare e rendere flessibili le consegne ai clienti finali, migliorando l’esperienza degli utilizzatori.
I componenti del gruppo classificatosi al secondo posto si sono aggiudicati ciascuno un Kindle e-reader, mentre il team terzo classificato è stato premiato con un Fire tablet per ciascun componente.
Gli Innovation Award sono un contest lanciato da Amazon in Italia in collaborazione con alcune università, con l’obiettivo di stimolare gli studenti a mettere in gioco le proprie conoscenze e la propria creatività elaborando idee e soluzioni originali e innovative, anche grazie all’uso di nuove tecnologie.
La seconda edizione si è svolta parallelamente in tre città: Torino, in partnership con il Politecnico e l’Università; Roma con l’Università di Tor Vergata; Milano, con il Politecnico. Nelle tre città hanno partecipato al contest complessivamente oltre 400 studenti.
L’assessore all’Innovazione Paola Pisano, nella sua introduzione all’evento, ha sottolineato come “L’Amazon Innovation Award 2017 rappresenta una sfida vinta per Torino: diventare una piattaforma abilitante per immaginare e testare nuove soluzioni ai problemi della città. Problemi concreti come la logistica dell’ultimo miglio sono stati analizzati da gruppi di studenti delle due Università, che con la loro creatività e le loro competenze hanno sviluppato soluzioni originali non solo con un approccio tecnologico ma anche sociale. Modelli sociali di innovazione, tecnologie e testing delle soluzioni sul nostro territorio sono gli ingredienti principali per sviluppare innovazione nella nostra Città”.

[Fonte: TorinoClick]

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May 09


La Città di Torino ha ricevuto oggi il premio Smart City, promosso da Smau e Anci Piemonte, per l’accordo stipulato tra Città e Poste italiane che ha avviato la possibilità di emettere certificati anagrafici attraverso gli sportelli postali. Ha ritirato il premio l’assessore al servizi Informativi, Stefano Gallo. Tra le innovazioni finaliste anche i Totem informativi sparsi per la città: stazioni telematiche dalle quali accedere ai servizi comunali, recuperare documenti e sbrigare pratiche. Il totem installato all’ipermercato Auchan di corso Romania sono stati distribuiti 5000 certificati in sei mesi. Altro progetto segnalato, il Cruscotto urbano: sviluppato dal CSI Piemonte, permette la ricostruzione di una fotografia aggiornata e puntuale del tessuto urbano, fondamentale per analizzare e interpretare i dati a supporto delle azioni di governo e pianificazione strategica della Città.
Nel corso della premiazione si sono succeduti numerosi interventi, che hanno sottolineato alcuni aspetti fondamentali della via italiana alla smart city: la necessità di fare sistema a livello nazionale tra imprese ed enti pubblici; la centralità delle persone più che delle tecnologie nella progettazione di nuove modalità di servizio; il tema della reingegnerizzazione delle procedure, ovvero della riscrittura dei modelli di erogazione dei servizi che si attengano a due priorità: il mantenimento degli standard (se non il loro miglioramento) e l’efficienza economica. In tempi di riduzione della spesa pubblica, questo tema rappresenta un’importante risposta alle esigenze dei Comuni di mantenere gli standard con una più risicata disponibilità di risorse.
Smart City Roadshow è un’iniziativa di Smau e Anci nata nel 2011 e declinata in un circuito di appuntamenti nei distretti italiani più dinamici e ricchi di imprenditorialità, dedicato agli amministratori locali, alle imprese del territorio e ai media. L’evento valorizza e mette a fattore comune le esperienze in corso da parte dei comuni piccoli, medi e grandi più all’avanguardia in tema Smart City, sfruttando la piattaforma Smau sul territorio per dar voce, da una parte alle esperienze delle aziende internazionali attive in progetti innovativi e dall’altra alle imprese e amministrazioni locali che hanno in corso progettualità virtuose in Italia.
Una città non può dirsi smart se non parte dalle persone. Lo fanno i promotori di Parloma, un sistema informatico che utilizza la tecnologia usata da Wii per produrre una comunicazione via internet a servizio delle persone sordocieche; lo fanno gli inventori di un portale (First Life): tra gli utenti che vivono in uno stesso quartiere condividono opportunità, segnalazioni, appuntamenti come in un social network ma in modalità di “realtà aumentata”. Entrambi i progetti sono vincitori di un contributo per la social innovation erogato dal Miur. Una città smart è orientata all’inclusione e alla possibilità per tutti di svolgervi un ruolo attivo. “Torino sta predisponendo un masterplan, Smile, che da settembre offrirà un modello di sviluppo condiviso su area metropolitana con le oltre 400 aziende coinvolte dalla Fondazione Smart City – ha annunciato Enzo lavolta, assessore all’Innovazione della Città di Torino – molte delle quali sono piccole imprese che chiedono un riconoscimento dello sforzo di ricerca compiuto al loro interno”.
È una modalità, quella della condivisione pubblico-privato, che è nata a Torino e cha ha permesso a TorinoWireless, che sta conducendo il processo di costruzione del masterplan Smile, di diventare punto di riferimento nazionale per i progetti condotti dall’Anci. “Si tratta di progetti collaborativi – ha affermato Mario Manzo di TorinoWireless – dove grandi imprese si mettono a disposizione di progetti comuni al servizio di piccole e medie imprese, sulla linea delle competenze e soprattutto in ambiti come lo smart building e l’inclusione sociale”.
Questo avviene a Torino e non altrove perché la città ha visto nascere, nella sua storia industriale, vocazioni mutiple: “Qui c’è un humus fertile – ha commentato in conclusione il sindaco, Piero Fassino – che consente di valorizzare questa larghissima presenza di start up e grandi aziende in settori strategici. La presenza di Smau in città permette di realizzare una sintesi per rilanciare il modello di città intelligente verso un’altra dimensione progettuale. Torino ha creduto nell’idea di smart city, ne ha fatto un asse strategico e ha fatto un tratto di strada importante in questi anni. Grazie alla ricerca di fondi attuata nel 2012 siamo presenti in 12 progetti finanziati dal Miur e siamo fiduciosi nella possibilità offerta prossimamente dai fondi europei. Ora stiamo consolidando e socializzando il lavoro fin qui fatto”.
Fassino ha anche rivendicato un ruolo importante della città nella costruzione di una strategia nazionale per le smart city. “Abbiamo fortemente voluto in sede Anci l’Osservatorio Cittalia per mettere a disposizione di tutti i comuni una struttura di supporto che permettesse a tutti di condividere una grande opportunità di rinnovamento. Riteniamo che Torino abbia offerto il modo di compiere un salto di qualità che avrà indubbi vantaggi per tutto il Paese”.

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