La Notte Tricolore è alle porte ormai, e da domani le bandiere verdi bianche e rosse saranno le protagoniste dei palazzi, degli uffici e delle case di tutti i torinesi. Tre fasce colorate di ugual dimensione, definite come la bandiera nazionale dall’articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana: tre colori che rappresentano l’unitĂ del paese, come li aveva intesi anche Goffredo Mameli in una strofa dell’inno nazionale da lui composto: “…raccolgaci un’unica bandiera; una speme…” L’invito a tutti quanti, ribadito anche dal Sindaco nei giorni scorsi, è quello di esporre sui balconi, alle finestre e dovunque sia possibile una bandiera che celebri visivamente il 150° Anniversario dell’UnitĂ d’Italia.
In questa pagina del fotoblog della CittĂ abbiamo raccolto alcuni dei tricolori appesi e le vetrine tricolore in questi giorni in cittĂ .
Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, ospitato a Palazzo Carignano, è stato presentato questa mattina alla stampa dopo cinque anni di lavori in una veste completamente rinnovata.
“L’illuminazione, i colori delle sale, la cui scelta è stata effettuata in base a codici cromatici sempre riconducibili ai temi trattati, e l’utilizzo di contributi multimediali – ha spiegato il presidente del Museo, Umberto Levra, professore ordinario di Storia del Risorgimento nella FacoltĂ di Lettere e Filosofia dell’UniversitĂ di Torino – assicurano al visitatore un’esperienza unica nel suo genere”.
Il periodo storico risorgimentale è raccontato in chiave europea oltre che torinese, piemontese e italiana e le sale sono arricchite da filmati – visibili su schermi di grandi dimensioni – realizzati con immagini provenienti dalle piĂą importanti collezioni europee. Grandi tavoli interattivi consentiranno inoltre al visitatore di approfondire i temi sviluppati dai filmati.
Il nuovo allestimento offre la possibilitĂ di scegliere tra percorsi differenziati, a seconda del tempo a disposizione del visitatore e dell’interesse che ha per approfondire i temi presentati. Il pubblico avrĂ a disposizione delle audio e videoguide, realizzate – come spiegano gli organizzatori – con criteri di rigore scientifico e grande attenzione alla comprensione e fruibilitĂ dei contenuti storici.
Il percorso breve dura 45’ circa e descrive tre oggetti particolarmente significativi all’interno di ciascuna delle 30 sale. Lo standard, della durata di 90’ circa, è realizzato con gli stessi criteri del precedente, ma gli oggetti su cui si sofferma sono circa sette per sala, per un totale di 210.
L’ultimo, il più approfondito, è di circa due ore nelle quali sono commentati 288 oggetti, circa dieci per sala.
In totale saranno esposti circa 2.580 pezzi, scelti tra più di 50mila, per raccontare le tappe che hanno portato all’Unità Nazionale, in Italia come nei paesi europei che, sempre nell’Ottocento, hanno combattuto per liberarsi dal dominio straniero.
Il museo si inaugurerà , alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la massima autorità dello Stato, tra pochi giorni, il 18 marzo, in occasione delle celebrazioni per il Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, data in cui la città potrà riappropriarsi di uno dei suoi più importanti gioielli museali. “ Credo di interpretare il pensiero di tutti dicendo che la Città si trova di fronte a un momento straordinario – ha sottolineato con soddisfazione Fiorenzo Alfieri –è giusto entusiasmarsi per le cose che siamo riusciti a realizzare.
Dobbiamo individuare nel Museo del Risorgimento un ruolo centrale per i festeggiamenti, è – ha continuato – il tassello fondamentale” Spiega ancora che il perchĂ© delle prossime celebrazioni è spiegato bene proprio in nelle stanze del Museo, importante luogo di memoria.
La “messa in scena” è stata affidata all’architetto Richard Peduzzi, già Direttore dell’Accademia di Francia a Roma, che ha lavorato al progetto unitamente al suo staff sia per gli aspetti scenografici che per quelli di comunicazione.
Dal 20 al 31 marzo il Museo potrĂ essere visitato gratuitamente.
Il sito del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano
[fonte TorinoClick del 15/03/2011]
La crisi colpisce le famiglie: aumentano affitti e sfratti
L’intervento di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata realizzato da Atc presso l’area ex Nebiolo – dove su una superficie di 6mila metri quadrati tra via Como e corso Novara sono stati costruiti 160 alloggi di diverse metrature, garage e box auto – ha fatto da cornice alla presentazione del Rapporto 2010 dell’Osservatorio sulla condizione abitativa.
Giunto alla sua settima edizione, il Rapporto 2010 è un’analisi approfondita delle condizioni abitative e del mercato della locazione torinese che – grazie all’ausilio di tabelle e grafici – illustra le politiche pubbliche promosse dalla CittĂ e da altri Enti territoriali, oltre a tracciare un quadro aggiornato della situazione del patrimonio abitativo pubblico.
Il Rapporto – a cura dal Settore Bandi e Assegnazioni della Divisione Edilizia Residenziale Pubblica –, oltre a essere il risultato di un costante lavoro di analisi del territorio e delle dinamiche abitative, permette di ricostruire l’andamento storico di un indicatore prescelto, e rappresenta un sistema organizzato di dati e conoscenze utili ad orientare le future politiche pubbliche.
Il Rapporto mette anche in relazione le diverse fonti di dati per costruire un quadro coerente e aggiornato a fronte di alcune tendenze ormai consolidate, quali la riduzione dell’impegno finanziario dello Stato nelle politiche per la casa; l’apertura al mercato privato in mancanza di risposte da parte dell’edilizia sociale; la diversificazione e la crescita della domanda abitativa, e il passaggio di alcune competenze dalle Regioni ai Comuni – questi ultimi con una crescente carenza di risorse.
Emerge, da questa nuova edizione, la diffusa difficoltĂ delle famiglie a far fronte alla crisi economica. Come ha ricordato questa mattina l’assessore Tricarico: “Le richieste di sfratto nel 2010 sono state 3513, di cui il 91% per morositĂ . Abbiamo toccato un record – ha proseguito l’assessore – che non deriva dalla mancanza di volontĂ degli inquilini, ma dall’impossibilitĂ a pagare”. Tricarico ha poi insistito sulla necessitĂ di favorire la locazione delle case vuote che ci sono in CittĂ per dare risposte al fabbisogno abitativo dei torinesi. “Le case popolari non bastano, non siamo in grado di esaurire tutta la graduatoria delle persone che presentano la richiesta: occorre rendere conveniente il mercato dell’affitto”, ha spiegato. Per esempio, attraverso contributi alle famiglie e incentivando gli affitti, ma non solo. “C’è bisogno di una legge nazionale che favorisca la locazione, che riduca in maniera certa i tempi per il recupero dell’alloggio da parte dei proprietari, e di una legislazione regionale che favorisca gli inquilini”, ha concluso Tricarico.
[L’articolo completo è disponibile su TorinoClick del 14/03/2011]



