Cos’è una città smart? È una città che rifonda il suo sistema produttivo sulle smart grids – le reti tecnologiche -, condivide le sue scelte con i cittadini per costruire una “democrazia della sostenibilità”, riduce le sue emissioni attraverso scelte amministrative e stimolando un cambio di mentalità. Reingegnerizza i suoi sistemi per consumare meno e far fronte alla carenza di risorse economiche. Una smart city è una rivoluzione culturale, che ha nelle amministrazioni locali gli attori di una messinscena globale con l’obiettivo di un minore impatto ambientale a parità di attività umane. È una vera azione “glocal”, un nuovo atteggiamento culturale globale che si applica localmente.
Il futuro delle città, insomma, non potrà non essere smart, ovvero intelligente, dato che oggi oltre il 50 percento della popolazione mondiale vive in agglomerati urbani. Ne hanno discusso oggi a Torino amministratori comunali, top manager di industrie ad alta tecnologia, direttori di centri di ricerca, chiamati a raccolta dall’Associazione nazionale comuni italiani e dalla Città di Torino per il convegno Le smart cities dell’Anci. Un evento fortemente voluto dall’assessore Enzo Lavolta, coordinatore del tavolo nazionale Anci sul tema, e dal sindaco Piero Fassino, che ha permesso di rilanciare il progetto su una prospettiva nazionale, forti del grande interesse di comuni grandi e piccoli a percorrere questa strada e della presenza “pesante” e decisiva del Governo, che stanzierà nei prossimi mesi un miliardo di euro per cofinanziare progetti smart. Questo contributo permetterà alle amministrazioni comunali italiane di costruire alleanze e mettersi ad un livello utile a raccogliere gli ulteriori finanziamenti previsti dall’Unione europea. Altissimo numero di presenze, sale del centro congressi Torino Incontra strapiene, diretta twitter seguitissima e ampiamente retwittata.
Aperto con i saluti di Lavolta, il convegno ha visto intervenire numerosi sindaci e vicesindaci. Per tutti, valga l’intervento del presidente Anci Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia, che ha esordito ricordando che “i sindaci sono abituati a lavorare e non lamentarsi. Attitudine che è un patrimonio del Paese. L’impegno dell’Anci si rivolgerà a un nuovo sforzo, quello di mettere in rete esperienze e competenze in modo da elaborare progetti condivisi e forti – ha sottolineato il sindaco – con il rafforzamento del tavolo già esistente. Un altro tavolo sta per essere formato per elaborare proposte sulla riforma fiscale da sottoporre al Governo”. I temi non sono così distanti: la necessità di risorse mette in luce il Patto di stabilità e – come riaffermato ancora una volta da Fassino e da Delrio stesso – di escludere dal Patto la spesa per investimenti. Tant’è che il presidente Anci chiede di “escludere dal Patto anche gli investimenti a venire promessi da Profumo; negli Stati Uniti il pil è stato sorretto da investimenti in tecnologia nelle PA: è un tema che ci deve far riflettere”. Ma soprattutto, ha concluso Delrio, “dobbiamo ricordare che il tema dell’innovazione tecnologica è tema di democrazia. La diffusione di servizi di rete, l’opportunità di interagire con le istituzioni sono possibilità di grande valore politico”, non dimenticando che e la partecipazione alle scelte da parte di tutti è una necessità di progetti come questo, dove l’innovazione nasce dall’esplicitarsi di bisogni reali e da idee che nascono dal confronto degli utilizzatori. Il convegno si è dimostrato un importante punto di partenza per un progetto-paese, come l’ha definito Delrio, che deve trovare dietro alle brutte pagine di storia degli ultimi tempi il coraggio di ripartire, meglio se da un progetto che ha nell’innovazione e nella difesa del patrimonio ambientale i suoi punti di forza.
Un prototipo interamente torinese, nato grazie a contributi europei e al supporto di Unicredit Banca. Questa mattina il sindaco, Piero Fassino, e l’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta hanno ricevuto nel Cortile d’Onore di Palazzo civico la Rete d’Imprese Amifevs composta da sei Pmi (Polimodel, Modarte, Ifevs, Istituto Ipm, Rossovivodesign e Integrare) e una grande impresa, Bitron, impegnate nella promozione della mobilità elettrica per lo sviluppo del territorio.
Torino, come semplicemente viene denominato il veicolo, è un prototipo di auto elettrica concepito per la mobilità urbana. È sviluppato con grande attenzione alla sicurezza e all’efficienza, con interni facilmente riconfigurabili per soddisfare le più diverse esigenze. Ha un’autonomia di 150 km con una batteria a litio-ioni di 11 kw e consuma 70 Wh al chilometro; la batteria è alimentata anche da celle solari ad alta efficienza per un’autonomia di 20km al giorno.
Il sindaco ha ringraziato i presenti sottolineando che “questo alto livello di ricerca è un sostegno importante a un’idea di sviluppo ispirata dalla sostenibilità: con il progetto Smart City vogliamo cambiare il modo di consumare energia in questa città”. E l’assessore Lavolta ha evidenziato “la grande capacità del sistema produttivo locale di investire, nonostante l’attuale contingenza economica, nella ricerca di soluzioni concrete per affrontare il futuro”, ben evidenziata dalla “forte adesione al progetto Smart City da parte delle piccole e medie imprese”.
Un tema, questo, che in questi giorni si incrocia con il dato dei venti superamenti consecutivi dei livelli massimi di micropolveri. “Non possiamo risolvere da soli il problema – ha sottolineato Lavolta – la Regione ha, in materia, compiti di indirizzo, la Provincia di coordinamento. Ma il problema ha una dimensione più ampia, e in questo senso abbiamo accolto con soddisfazione la disponibilità del ministro Corrado Clini a incontrare le amministrazioni locali per stabilire provvedimenti di più ampia scala”.
“La mobilità sostenibile è un tassello di un più vasto piano di interventi strutturali che la Città sta attuando – ha proseguito il sindaco – nella prossima primavera la Commissione europea emetterà un bando a cui parteciperemo con un progetto di trasporto pulito delle merci, interamente basato sulla mobilità elettrica, che vedrà la collaborazione dei commercianti. Tutto ciò che permette di ridurre la congestione del traffico in città sarà perseguito: lavoriamo per dare ai torinesi un’aria più pulita”.
Infine, una domanda sulla vertenza Fiat. “Mi auguro che il nuovo Governo si impegni direttamente in un’opera di concertazione tra le parti sociali – ha sottolineato Fassino – di questo ho avuto modo di parlare con i ministri Passera e Fornero. Da parte nostra, metteremo in campo tutte le necessarie e possibili iniziative per favorire un rilancio del settore”. La presenza del prototipo alle spalle del sindaco era il segno dello scollamento tra il presente e un futuro ottenibile, si spera non soltanto auspicabile.
In piazza Vittorio Veneto son spuntati alberi e prati. Sotto il sole di mezzogiorno è stato presentato “Boscovittorio”, un’iniziativa che potrebbe riassumersi così: vi facciamo “assaggiare” per sei giorni una piazza allestita con un boschetto di faggi, aceri e platani, e vi mettiamo a disposizione, sempre in piazza, un bel po’ di prato, per dimostrare che più verde è possibile, anzi più bello, e pure più economico.
Il progetto è cresciuto grazie a sponsorizzazioni singolari: chi ha contribuito regalando la struttura di legno dove si svolgeranno le attività; chi fornendo banda larga agli hot spot dislocati in Piazza Vittorio con navigazione gratuita per 60 minuti; chi (gli esercenti di zona) offrendo ai cittadini – questa sera dalle 18 – un concerto sul prato di musica messicana dal vivo, oppure – sabato 16 luglio dalle 20 – invitando i cittadini a un originale e rinfrescante aperitivo “a piedi nudi”.
Da oggi a mezzogiorno, quindi, quando gli Assessori Lavolta e Curti (ambiente e arredo urbano) hanno battezzato ufficialmente “Boscovittorio”, parte una sei giorni di iniziative serrate rivolte a tutti, ma in particolare ai ragazzi e ai bambini dei centri estivi torinesi cui realtà come la Società italiana arbicoltori, o Scienza attiva – tra le altre -, insegneranno a diventare ‘paesaggisti per un giorno’: venerdì 15 e martedì 19 luglio i progettisti “in erba” riceveranno per l’occasione una bustina di semi in regalo. Oppure nel gioco-laboratorio “energia al bivio” (martedì 19, al mattino) potranno ripercorrere una tipica giornata dotati di un personale “borsellino dell’energia”: la sfida sarà arrivare a sera facendosela bastare. Uno scienziato del Cnr spiegerà loro che “Cos’è il global warming”, e ci sarà anche il bosco dell’intercultura, a cura del servizio civile giovani immigrati della Città (alcuni erano presenti già oggi, alla conferenza stampa). “Ma tutto questo non vuol essere un evento isolato – hanno ribadito i due assessori – ma un episodio. Queste stesse piante, a novembre, saranno piantate al Parco Colonnetti, e ogni cittadino potrà contribuire, nella misura in cui lo desidera, a costruire il bosco dei 150 anni che nascerà”.
Per maggiori informazioni: Fondazione Contrada Onlus, via Corte d’Appello, 16 cell 3203899465 tel 011.443.11.15/37859/23049



