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Apr 22

Le prestigiose collezioni, le serre ed i laboratori scientifici
Quasi immutato nel tempo l’Orto Botanico si apre prospetticamente scandito dalla geometria delle aiuole convergenti sulle tre vasche, sulle sponde del Po e sulla sovrastante collina torinese.

La nascita…
La fondazione dell’Orto Botanico risale al 1729 con il Decreto emanato da Vittorio Amedeo II nel quale elevava l’insegnamento di materie botaniche già presente in Torino dal 1560, a dignità di cattedra destinata all’insegnamento della Botanica nell’Università torinese.
Fin dagli inizi nell’Orto Botanico furono coltivate piante medicinali la cui utilizzazione era finalizzata alla presentazione dei vegetali per il corso di Materia Medica. In seguito il giardino ospitò oltre alle piante spontanee raccolte in Piemonte, anche specie coltivate ottenute in scambio con analoghe Istituzioni di tutta Europa. Dalle prime 1.200 entità botaniche coltivate nell’Orto intorno alla seconda metà del’700, si passò alla fine dell’800, a circa 12.000.
Dopo il 1870 venne costruito l’attuale edificio che, dopo ripetuti ampliamenti, ospita Laboratori ed Aule.
Nel 1894 nacque l’arboreto e l’Orto raggiunse un’estensione di 30.000 mq.

Le serre…
Già all’origine le serre erano ampiamente sviluppate permettendo l’acclimatizzazione di specie esotiche e la coltura di piante di ogni provenienza. Ancor oggi esistono 4 serre di cui una totalmente dedicata a piante grasse sudamericane ed africane, e un’altra (del Consiglio Nazionale delle Ricerche) accoglie piante con micorrize (simbiosi tra funghi e radici) controllate.

Le collezioni: erbari, iconografie…
Dal settecento Torino è una delle principali sedi della Botanica Italiana; la documentazione scientifica delle sue prestigiose collezioni è di interesse essenziale: sono infatti conservati gli Erbari allestiti da Carlo Allioni (1728-1804), Ludovico Bellardi (1741-1826) e Giovan Battista Balbis (1765-1831) che dagli originali 40.000 esemplari raggiungono oggi la consistenza di ben 700.000, attualmente conservati nell’Erbario Torinese (il secondo d’Italia dopo quello di Firenze).
La storia delle piante studiate nell’Orto si ritrova non solo nelle opere pubblicate da questi botanici torinesi ma anche nei 65 volumi dell’Iconographia Taurinensis (in totale comprendono 7640 tavole acquarello da 4 Pittori che operarono dal 1752 al 1868).

Dall’Orto ai Laboratori scientifici…
A partire dalla seconda metà dell’800 si sviluppò a Torino la ricerca sperimantale nel campo della Biologia delle piante e prese origine una tradizione di microscopia strettamente legata alle scuole biologiche tedesche. L’Orto Botanico divenne Istituto ed Orto Botanico, nel 1983 fu trasformato in Dipartimento di Biologia Vegetale.
Dal ceppo originario si sono anche sviluppate istituzioni separate che lavorano in stretta collaborazione (Centro di Studio sulla Micologia del Terreno del Consiglio Nazionale Ricerche, fondato nel 1951 e Centro di Microscopia Elettronica dell’Università di Torino, fondato nel 1961). Più recentemente alcuni Laboratori della Sezione Botanica Speciale e di Fisiologia Biochimica del Dipartimento di Morfologia e Fisiologia Veterinaria hanno qui trovato la loro sede. Oggi le ricerche sperimantali riguardano campi che vanno dalla produzione in vitro di piante agrarie e forestali, alle colture cellulari, dalla biologia cellulare di funghi e micorrize alla fisiologia delle piante officinali (tra cui le famose mente piemontesi).
Parallelamente sono sviluppate ricerche di micologia sistematica, ecologica e medica; di sistematica, ecologia e fitogeografia delle piante del Piemonte e della Val d’Aosta; di ecologia dei licheni e di palinologia (studio dei pollini).
Come curiosità possiamo ricordare che da questi laboratori provengono i calendari pollinici (elenchi delle specie di pollini nell’atmosfera torinese come riferimento per la prevenzione delle allergie, non di rado pubblicati sul quotidiano La Stampa) e di dati sui danni micologici delle opere d’arte.
Supporto indispensabile a tutte queste attività è la Biblioteca ricca di oltre 50.000 volumi con 700 testate periodiche, comprendente, tra l’altro, un’importante collezione storica e la più importante collezione italiana di riviste e testi attuali di Biologia e Biotecnologia dei Funghi esistente in Italia.
Si può quindi dire che tutte le competenze di Biologia vegetale, dalla Storia della Botanica alle Biotecnologie, siano oggi rappresentate nei Laboratori dell’attuale Orto Botanico di Torino, che continua la sua antica tradizione di rilevanza internazionale.

Orto Botanico, viale Mattioli 25. Parco del Valentino

Per informazioni sugli orari e le modalità di visita consultare il sito web.

[fonte: Torino Turistica]

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Mar 30



È toccato all’artista Luciana Littizzetto ricoprire il ruolo di madrina per il varo dei nuovi battelli Valentina II e Valentino I in omaggio ai due natanti sostituiti, anche se la show girl torinese li avrebbe battezzati Jolanda e Walter.  Felice di essere la madrina – poiché nessuno, fino ad oggi, le ha mai chiesto di fare neanche il testimone di nozze – con piglio sicuro ha lanciato la bottiglia di spumante italiano contro il natante, mentre andava l’inno nazionale suonato dalla banda della Polizia Municipale.
A festeggiare i nuovi bateaux mouche il Sindaco della Città, Sergio Chiamparino, l’assessore al Commercio e al Turismo, Alessandro Altamura, l’assessora alla Viabilità e Trasporti, Maria Grazia Sestero e i vertici GTT con il Presidente Francesco Brizio e l’Amministratore Delegato Roberto Barbieri.
I battelli, inizieranno a solcare le acque del Po dal prossimo 9 aprile. Il servizio  sarà attivo tutti i giorni. Gli orari varieranno con modalità stagionale e, dall’ 11 giugno al 10 settembre, il sabato saranno svolte corse anche in orario serale.
Sono 78 i posti a sedere e 22 quelli in piedi, con due servizi igienici, di cui uno dedicato alle persone disabili. Tutti i posti a sedere hanno in dotazione le cuffiette per l’audioguida in 5 lingue: italiano, francese, inglese, tedesco e spagnolo; un commentario storico culturale di Torino, che non dimentica di descrivere anche il panorama cui si gode dal battello.
I natanti possono essere noleggiati per matrimoni, feste e ricorrenze.

Percorsi: la tratta di navigazione si allunga fino a Italia ‘61 in prossimità del rinnovato Museo dell’Automobile.
Tariffe  hop on/hop off:  ovvero, si sale e si scende liberamente per l’intera giornata; in omaggio l’audio guida multilingue
Murazzi – Borgo Medioevale  o Borgo Medioevale – Italia 61 (Andata e Ritorno):
dal lunedì al venerdì  4 euro; sabato, domenica e festivi  6 euro
Murazzi – Italia 61 (Andata e Ritorno):
dal lunedì al venerdì  6 euro; sabato, domenica e festivi  9 euro
Corse semplici
Solo 1 tratta: dal lunedì al venerdì  2.50 euro; sabato, domenica e festivi  4 euro
Intero percorso: dal lunedì al venerdì  4; sabato, domenica e festivi  6 euro
Sono previste riduzioni per gruppi, over 65 e studenti.

Informazioni
Servizi turistici GTT: 011 5764733
e-mail: servizituristici@gtt.to.it
www.gtt.to.it

[fonte: TorinoClick]

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Gen 19



Ricordate la veranda del ristorante San Giorgio al Borgo Medievale?
Lo spazio coperto di fronte al Po, a fianco del salone grande rimarrà solo più nella nostra memoria. Grazie ai lavori di messa a norma dell’ex ristorante, edificato dalla società in accomandita semplice di Giorgio Gallo e Albertina Bosco, la copertura verandata, che è appena stata buttata giù, ha rivelato delle bifore nascoste e reso ben leggibile la facciata verso la collina.
La parte sottostante invece sarà trasformata in una sorta di terrazza alberata all’aperto, come prevedeva il progettato dell’architetto Alfredo D’Andrade alla fine dell’Ottocento, sulla quale saranno collocati i tavolini di un bar.
I locali del San Giorgio vennero annessi al Borgo Medievale, nato nel 1884 come Sezione di Arte Antica dell’Esposizione Generale Italiana di Torino per riprodurre un borgo feudale del XV secolo, solo dopo la seconda guerra mondiale, nel 1954.
La sospensione dell’attività all’interno del San Giorgio risale al gennaio 2004. L’anno successivo i titolari dell’esercizio, trovandosi in difficoltà finanziarie, hanno dichiarato fallimento. I locali del ristorante, distribuito su due piani e arredato con armature, stendardi e mobilio in stile medievale e le sottomurazioni erano bisognosi di una messa a norma. È stato a questo punto che il Comune di Torino, proprietario del complesso, al fine di tutelarlo, ha dato avvio ad una gara per la ristrutturazione, vinta dallo studio dell’architetto Ferdinando Fagnola.
Il progetto era pronto, ma dopo le Olimpiadi, visti i problemi economici dell’Amministrazione, non è stato possibile dare il via ai lavori.
La Città ha poi pensato di inserire i restauri del Borgo all’interno della richiesta di finanziamento per le celebrazioni del 2011. Altro buco nell’acqua. Dallo Stato è arrivato un sussidio che ha coperto solo la prima tranche dei lavori, quella dedicata a Parco Dora. Il Comune aveva comunque deliberato un cofinanziamento di 2milioni e 800mila euro che è stato estrapolato e utilizzato per l’intervento, tutt’ora attivo, sul complesso “ex ristorante San Giorgio”. A novembre, essendo aumentati i problemi di stabilità di alcune parti importanti del Borgo, la Città ha ripreso in mano il progetto dell’Architetto Fagnola e iniziato a mettere in atto una parte dello stesso (la seconda parte sarà a carico del gestore che, attraverso una gara, diventerà il nuovo conduttore del locale).
I lavori comprenderanno la messa in sicurezza, il recupero e restauro di alcuni parti decorative e la sottomurazione per le murature portanti rovinate dal tempo del Ristorante, delle Case Ozegna, Mondovì, Pinerolo, Borgofranco, Chieri, Malgrà (edifici che prendono il nome dalle cittadine da cui D’Andrade ha ripreso e duplicato alcuni elementi), del Chiostro e dell’allestimento di un bar con dehor.
La fine delle attività è prevista per ottobre 2011.

[fonte: TorinoClick]

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