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Il Musée d’Orsay e il Musée de l’Orangerie di Parigi, che custodiscono la collezione più ricca al mondo dell’opera di Renoir, per quattro mesi si privano di sessanta capolavori dando vita a una straordinaria rassegna che testimonia i momenti più significativi del percorso pittorico dell’artista. La curatela della mostra è affidata a Sylvie Patry, Conservatore Capo presso il Musée d’Orsay, e a Riccardo Passoni, Vice Direttore della GAM di Torino.

L’esposizione si articola in nove sezioni: “L’età della Bohème” che presenta, oltre a ritratti di amici (Sisley, Bazille, Monet), uno dei primi nudi; “Des femmes passent dans la rue”(Proust), meravigliosa galleria di ritratti femminili tra cui Madame Darras, La liseuse, Giovane donna con veletta; “La recherche heureuse du côté moderne” (Zola) con l’inarrivabile La balançoire; “Le métier de paysagiste” (Renoir), con dieci opere dalla bellissima collezione di opere paesaggistiche del Museèe d’Orsay; “Infanzia”, con il celeberrimo ll clown (ritratto di Coco);”Le Jeunnes filles au piano” con il capolavoro omonimo; “Beau comme un tableau de fleurs” (Renoir)con i dipinti dei bouquet, magistrali nella tecnica e nei colori, uno dei temi dove l’artista sperimenta maggiormente; “Le nu, forme indispensable de l’art” (Renoir) con cinque tele che rappresentano opere fondamentali della carriera di Renoir; “L’eredità delle Bagnanti” dove campeggia l’omonimo dipinto, considerato il testamento pittorico dell’artista.

In mostra sono esposti anche gli strumenti di lavoro di Renoir: tavolozza, scatola di colori, pennelli, inseparabili attrezzi del grande maestro.

Per maggiori informazioni: www.mostrarenoir.it

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dic 19


Il cordoglio di Piero Fassino per la scomparsa di Giovanna Cattaneo Incisa:
“Giovanna Cattaneo Incisa ha guidato la città in una stagione complessa, segnata dalle tensioni di un Paese scosso dalla crisi politica e morale che metteva a dura prova la vita delle Istituzioni e affrontava i propri mali e le difficoltà di tangentopoli. Lo ha fatto con la dirittura e la passione discreta e forte che hanno contraddistinto ogni sua scelta.
La ricordiamo con l’affetto e la nostalgia che si riservano a chi come lei si è spesa con dedizione e generosità per la città”.

Giovanna Cattaneo Incisa:
Nata a Torino il 4 novembre 1942.
Dal 1990 al 1997 è stata Consigliere Comunale della Città di Torino. Ha ricoperto la carica di Assessore alla Polizia Urbana e Viabilità nel 1991, di Sindaco nel 1992, di Presidente della Commissione Cultura della Città di Torino nel 1990 e dal 1993 al 1997.
Dal 1997 al 2002 è stata Presidente dell’Istituzione Galleria Civica d’’Arte Moderna e Contemporanea e dal 2002 Presidente della Fondazione Torino Musei.

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mar 03



Nell’ottobre del 2009 la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino ha rivoluzionato totalmente l’allestimento delle sue collezioni abbandonando l’ordine cronologico a favore di un criterio tematico.
La varietà dei livelli di lettura e il coinvolgimento di saperi esterni ha dato la possibilità di collocare opere note in modelli interpretativi trasversali e riscoprire capolavori precedentemente non esposti.
Il carattere suggestivo di questa scelta deve rinnovarsi periodicamente, per poter far spazio a nuove ispirazioni.

Poco più di un anno dopo il museo si modifica nuovamente, seguendo lo stesso schema, con la scelta di quattro nuovi temi da parte di quattro nuovi docenti, il teologo Vito Mancuso, il Fisico Mario Rasetti, il Filosofo Sebastiano Maffettone e lo Psichiatra Eugenio Borgna.

L’Anima, tema scelto dall’illustre teologo Vito Mancuso, vede oggi una radicale riformulazione del suo significato. Mancuso si sofferma sulle difficoltà contemporanee nel riconoscere l’anima come entità persino all’interno degli organi ecclesiastici, e la necessità quindi di rielaborarne il senso sulla scorta del nuovo contesto scientifico e filosofico. Rielaborazione che ritroviamo anche nel percorso al primo piano, in cui si passa dalla religiosità cristiana delle opere di Gastaldi e Spinazzi, all’espressione di una condizione umana in Fontanesi, fino alla concezione di anima come spiritualità assoluta, che si fa letteraria in De Dominicis, rituale in Nitsch o poetica in Kiefer.

Di tutt’altro tenore il tema dell’Informazione, sempre al primo piano, scelto dal Fisico Mario Rasetti. L’informazione, nel campo della Fisica, è intesa come una grandezza paragonabile a massa, energia, velocità. Si riferisce alla capacità delle molecole di essere portatrici di simboli, codici e segnali, di operare cioè come un messaggio necessario alla propagazione della vita. La concezione dell’uomo e della natura è per questo motivo analizzata confrontando diverse interpretazioni: la ciclicità delle stagioni nella serie di Reviglio, la storia millenaria in Penone, i segni biomorfi di Accardi, la visione analitica dello spazio di Dadamaino e Nigro, la maniacale classificazione di Höller.

Al secondo piano incontriamo la Malinconia, tema scelto da Eugenio Borgna, Psichiatra. La malinconia è intesa qui come condizione umana e mentale, concezione di un tempo “immobile e stregato”. Questa caratteristica si proietta sulla realtà e sulle attività circostanti, come nel tragico Asfissia! di Morbelli, e pervade le nature morte di de Chirico e De Pisis, lo spazio e gli oggetti nei video di Ulla Von Brandeburg e nelle fotografie di Elisa Sighicelli e Francesca Woodman, i paesaggi sospesi di Carrà e l’arte stessa in Paolini.Infine, il Linguaggio è stato scelto dal Filosofo Sebastiano Maffettone.
Dopo un prologo che evidenzia il rapporto dell’arte con la letteratura nelle opere ottocentesche di Canova, D’Azeglio, Carlo Arienti, il percorso si sofferma sulla nascita ed evoluzione dei linguaggi artistici, dalle diverse avanguardie di Balla e Fontana, al neorealismo pop italiano di Festa e Schifano in dialogo con quello internazionale di Warhol e Dion, per chiudersi con il ritorno alla letteratura nell’utilizzo del carattere tipografico di Nanni Balestrini.

[fonte: TorinoCultura]

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