L’idea è partita da Torino circa un anno e mezzo fa, da Mohamed Aden Sheikh (scomparso nell’ottobre del 2010), medico somalo, Presidente dell’Associazione Soomaaliya Onlus ed ex consigliere comunale. Si tratta della progettazione e raccolta fondi per la costruzione dell’ospedale pediatrico di Hargeisa in Somalia, promossa dall’Associazione Soomaaliya Onlus. Con la posa del primo mattone, domenica 29 gennaio, si è dato il via alla realizzazione di un reparto – intitolato proprio a Mohamed Aden Sheikh – dell’ospedale nella zona nord della Somalia in Hargeisa, nel Somaliland regione piĂą idonea per la stabilitĂ politica e la sicurezza che offre.
Il progetto, voluto con grande determinazione da Felicita Torrielli Aden (che ha raccolto il testimone del marito dopo la sua scomparsa) è promosso da Soomaaliya Onlus con il sostegno della Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi (500mila euro raccolti in poco tempo tra i lettori) e della Marco Berry Onlus Magic for Children che ha attivato una raccolta di fondi attraverso la vendita virtuale di ognuno dei 53.334 mattoni che comporranno l’ospedale. Al progetto si è affiancata anche l’Associazione NutriAid Onlus che finanzierĂ un ambulatorio per combattere la malnutrizione infantile.
“Penso che sia un obbligo dare questa possibilitĂ alla Somalia – ha dichiarato, in conferenza, la iena Marco Berry –. Durante il mio viaggio nel paese ho scoperto la presenza di sale operatorie invivibili. Non ci porterei nemmeno la mia auto! – ha sottolineato –. Sono piene di pattume e vi accedono persino le capre”. La situazione nello stato del Corno d’Africa non è per nulla semplice. “Nelle sale operatorie, in totale 4, non ci sono nemmeno gli strumenti necessari per realizzare gli interventi – ha continuato – e oltre la metĂ dei pazienti che si stende sui lettini probabilmente muore”. Berry ha raccontato anche delle difficoltĂ finanziarie dei genitori che non riescono a far curare i propri piccoli (in pediatria il solo ingresso costa 3 dollari, mentre la paga mensile è di 40 $), ai quali scompaiono, per malattia, uno o due bambini sui 5 o 6 posseduti in media. “Il nostro progetto è una goccia nell’oceano – ha terminato – ma intende dare la speranza e il sorriso ai piĂą piccini: un bambino che non ride è una perdita per tutti!”.
Il prossimo appuntamento per la raccolta fondi è il 19 febbraio a Bardonecchia. La Marco Berry Onlus Magic for Children realizzerà una “Staffetta del cuore”. Chi parteciperà potrà sfidare tre squadre delle Iene e, tutto il pubblico presente, con 10 euro, potrà acquistare il suo mattone certificato per partecipare alla realizzazione del nuovo nosocomio. Il costo totale dell’edificio sarà di 1milione e mezzo di euro. Cinquecentosedicimila euro per lo stabile senza arredi, attrezzature mediche e la parte energetica. A questi andranno aggiunte le spese di organizzazione in loco e le gestionali per due anni, utilizzate per rendere l’ospedale pubblico e gratuito.
Saranno 3200 gli studenti delle scuole superiori italiane, 700 dei quali sono torinesi, che andranno a visitare il campo di concentramento e sterminio Auschwitz-Birkenau – dove sono state uccise circa 1 milione e 300mila persone – e il ghetto di Cracovia.
Questa mattina il Treno della Memoria è partito da Porta Nuova con 450 ragazzi, ma prima di salire sui convogli i giovani si sono dati appuntamento al Teatro Regio. Qui,
ogni anno l’associazione Terra del Fuoco, simbolicamente saluta i ragazzi in partenza insieme alle autorità cittadine e ai pochi superstiti di quella immane tragedia.
Dal 2005 ad oggi oltre tredicimila ragazzi “hanno scelto di fare questo viaggio, di affrontare la nostra storia per provare a costruire una cittadinanza più consapevole” ha detto Oliviero Allotto, presidente dell’associazione.
Sul palco Ferruccio Maruffi, ex internato di Mauthausen e presidente dell’associazione nazionale Ex Deportati Politici, ha posto più volte ai presenti la stessa domanda: “Siamo sicuri che tutto questo non capiti più?”. I rigurgiti xenofobi e razzisti di questi ultimi anni, certamente non tranquillizzano gli animi.
L’assessore alle Politiche educative della Città Mariagrazia Pellerino parlando ai ragazzi ha sottolineato: “la straordinaria forza e valenza educativa di questo viaggio, motivo per cui – ha detto- vogliamo mantenere viva l’iniziativa che parla delle vostre sensibilità , alla vostra voglia di essere cittadini attivi in un momento difficile per il mondo occidentale. Speriamo che altre istituzioni facciano la loro parte”. “Credo che la chiave per uscire dalla crisi finanziaria, economica e di paradigmi di crescita – ha concluso Pellerino – sia pensare a un nuovo modello fondato sulla cooperazione, sulla qualificazione e sulla formazione delle persone. Solo così possiamo immaginare un mondo migliore”.
Ospite d’eccezione il sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria. Intenso, quasi commovente, il suo intervento. Il vice ministro ha ringraziato i giovani presenti per ragioni personali (il padre era stato condannato a vent’anni di carcere e confino durante il Fascismo). “Quando non ci sarò piĂą è importante che ci siano ragazzi come voi, che hanno studiato e si sono sforzati di capire una realtĂ molto lontana da questo mondo”. “Non ci siete che voi – ha continuato il sottosegretario – a fare queste esperienze, a discutere e capire, per quanto si possa capire”. “E’ difficile – ha concluso Doria – per chi vive in una societĂ tranquilla chiedere ai giovani di occuparsi di cose serie, brutte, complicate da comprendere. Per questo, come istituzione, faremo di tutto affinchĂ© questa esperienza possa continuare e i vostri compagni piĂą piccoli possano fare il loro viaggio della memoria”.
Allotto ha chiosato il suo intervento, leggendo la testimonianza di un giovane studente:“Un viaggio nella storia, dentro se stessi e nella natura umana”.
Al termine della cerimonia, la delegazione governativa si è trasferita in via Gaudenzio Ferrari a visitare il Laboratorio della Curiosità , Xkè? (centro per le scienze rivolte a bambini e insegnati delle scuole elementari e medie). Ultima tappa, prima di rientrare nella capitale, a vedere la Piazza dei Mestieri in via Jacopo Durandi, nel quartiere San Donato (laboratorio di arte e mestieri destinato ai giovani).


