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Ott 03


“L’inaugurazione di questo primo corso di ingegneria dell’auto in uno stabilimento che per decenni è stato il simbolo della produzione automobilistica è la dimostrazione di quali siano le nuove frontiere dinanzi a cui stanno Torino e l’Italia.
Questo corso crea un ponte tra passato e futuro, fra il momento della produzione e il momento della conoscenza e della ricerca. Torino si conferma così uno dei principali hub automobilistici mondiali. E se ieri era soprattutto centro di produzione, oggi Torino alla produzione affianca sempre più centri di innovazione, ricerca e specializzazione tecnologica. Agli studenti faccio i miei auguri più sinceri”. Con queste parole il Sindaco Piero Fassino ha partecipato stamani all’inaugurazione del primo corso di laurea situato all’interno dello stabilimento di Fiat Mirafiori sulla base dell’iniziativa congiunta di Fiat Politecnico e Città di Torino. Il corso è il primo tassello di un progetto ampio che ha l’obiettivo di insediare a Mirafiori attività di formazione e laboratori di ricerca pubblici e privati.

Le immagini della presentazione del polo europeo per l’automotive (16 marzo 2011)

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Apr 22

Le prestigiose collezioni, le serre ed i laboratori scientifici
Quasi immutato nel tempo l’Orto Botanico si apre prospetticamente scandito dalla geometria delle aiuole convergenti sulle tre vasche, sulle sponde del Po e sulla sovrastante collina torinese.

La nascita…
La fondazione dell’Orto Botanico risale al 1729 con il Decreto emanato da Vittorio Amedeo II nel quale elevava l’insegnamento di materie botaniche già presente in Torino dal 1560, a dignità di cattedra destinata all’insegnamento della Botanica nell’Università torinese.
Fin dagli inizi nell’Orto Botanico furono coltivate piante medicinali la cui utilizzazione era finalizzata alla presentazione dei vegetali per il corso di Materia Medica. In seguito il giardino ospitò oltre alle piante spontanee raccolte in Piemonte, anche specie coltivate ottenute in scambio con analoghe Istituzioni di tutta Europa. Dalle prime 1.200 entità botaniche coltivate nell’Orto intorno alla seconda metà del’700, si passò alla fine dell’800, a circa 12.000.
Dopo il 1870 venne costruito l’attuale edificio che, dopo ripetuti ampliamenti, ospita Laboratori ed Aule.
Nel 1894 nacque l’arboreto e l’Orto raggiunse un’estensione di 30.000 mq.

Le serre…
Già all’origine le serre erano ampiamente sviluppate permettendo l’acclimatizzazione di specie esotiche e la coltura di piante di ogni provenienza. Ancor oggi esistono 4 serre di cui una totalmente dedicata a piante grasse sudamericane ed africane, e un’altra (del Consiglio Nazionale delle Ricerche) accoglie piante con micorrize (simbiosi tra funghi e radici) controllate.

Le collezioni: erbari, iconografie…
Dal settecento Torino è una delle principali sedi della Botanica Italiana; la documentazione scientifica delle sue prestigiose collezioni è di interesse essenziale: sono infatti conservati gli Erbari allestiti da Carlo Allioni (1728-1804), Ludovico Bellardi (1741-1826) e Giovan Battista Balbis (1765-1831) che dagli originali 40.000 esemplari raggiungono oggi la consistenza di ben 700.000, attualmente conservati nell’Erbario Torinese (il secondo d’Italia dopo quello di Firenze).
La storia delle piante studiate nell’Orto si ritrova non solo nelle opere pubblicate da questi botanici torinesi ma anche nei 65 volumi dell’Iconographia Taurinensis (in totale comprendono 7640 tavole acquarello da 4 Pittori che operarono dal 1752 al 1868).

Dall’Orto ai Laboratori scientifici…
A partire dalla seconda metà dell’800 si sviluppò a Torino la ricerca sperimantale nel campo della Biologia delle piante e prese origine una tradizione di microscopia strettamente legata alle scuole biologiche tedesche. L’Orto Botanico divenne Istituto ed Orto Botanico, nel 1983 fu trasformato in Dipartimento di Biologia Vegetale.
Dal ceppo originario si sono anche sviluppate istituzioni separate che lavorano in stretta collaborazione (Centro di Studio sulla Micologia del Terreno del Consiglio Nazionale Ricerche, fondato nel 1951 e Centro di Microscopia Elettronica dell’Università di Torino, fondato nel 1961). Più recentemente alcuni Laboratori della Sezione Botanica Speciale e di Fisiologia Biochimica del Dipartimento di Morfologia e Fisiologia Veterinaria hanno qui trovato la loro sede. Oggi le ricerche sperimantali riguardano campi che vanno dalla produzione in vitro di piante agrarie e forestali, alle colture cellulari, dalla biologia cellulare di funghi e micorrize alla fisiologia delle piante officinali (tra cui le famose mente piemontesi).
Parallelamente sono sviluppate ricerche di micologia sistematica, ecologica e medica; di sistematica, ecologia e fitogeografia delle piante del Piemonte e della Val d’Aosta; di ecologia dei licheni e di palinologia (studio dei pollini).
Come curiosità possiamo ricordare che da questi laboratori provengono i calendari pollinici (elenchi delle specie di pollini nell’atmosfera torinese come riferimento per la prevenzione delle allergie, non di rado pubblicati sul quotidiano La Stampa) e di dati sui danni micologici delle opere d’arte.
Supporto indispensabile a tutte queste attività è la Biblioteca ricca di oltre 50.000 volumi con 700 testate periodiche, comprendente, tra l’altro, un’importante collezione storica e la più importante collezione italiana di riviste e testi attuali di Biologia e Biotecnologia dei Funghi esistente in Italia.
Si può quindi dire che tutte le competenze di Biologia vegetale, dalla Storia della Botanica alle Biotecnologie, siano oggi rappresentate nei Laboratori dell’attuale Orto Botanico di Torino, che continua la sua antica tradizione di rilevanza internazionale.

Orto Botanico, viale Mattioli 25. Parco del Valentino

Per informazioni sugli orari e le modalità di visita consultare il sito web.

[fonte: Torino Turistica]

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Mar 16



Nel blocco rosso ci staranno 16 aule per ospitare oltre mille studenti – italiani e stranieri – delle facoltà di ingegneria e architettura del Politecnico, oggi dislocate in altre sedi in Città. Nel blocco azzurro andranno i servizi (segreteria, aule docenti, ecc.), e in quello giallo/arancio i laboratori.
Una parte del Centro polifunzionale di Mirafiori, primo tassello della futura ‘cittadella per la mobilità’, è stato inaugurato oggi, alla presenza del Sindaco Chiamparino (che ha parlato di “uno dei progetti più ambiziosi e più difficili”), di rappresentanti di Provincia e Regione, di Tne (Torino Nuova Economia) e del rettore del Politecnico, Francesco Profumo. Sono 7.500 mq. di strutture modulari esteticamente gradevolissime, distribuite su 3 moduli nati per mano dell’architetto Aimaro Isola, collegati fra loro da passerelle pensili contrassegnate da coperture colorate.

Non mancano la ‘doppia pelle’ per la facciata, le vasche di raccolta dell’acqua, e lo spegnimento automatico delle luci dopo 20’, per fare di questo centro un edificio di classe energetica ‘A’. Sono stati previsti anche 120 posteggi auto sul lato di corso Settembrini (dedicati anche a persone diversamente abili), ed è tutto pronto per la consegna al Politecnico (che avverrà appena terminati i collaudi in corso). Il centro è costato 18 milioni di euro, ed è stato ultimato in due anni: ora si spera di fare altrettanto con il ‘raddoppio’, ovvero con gli adiacenti 7.500 mq. di capannone industriale, dove secondo l’accordo di programma siglato questa mattina sorgerà un’altra parte del campus dedicato ai corsi di ingegneria dell’auto, oggi al Lingotto.

L’intero campus, a realizzazione ultimata, diventerà un polo ‘mondiale’ – come ha coraggiosamente annunciato Profumo – nel campo dell’alta formazione e della ricerca in ambito automotive, e sarà anche dotato di attività commerciali e di servizio, che sorgeranno nella parte a nord, verso corso Orbassano e la futura piazza Mirafiori.
“E’ la nostra nuova scommessa – ha dichiarato Profumo – proprio come abbiamo fatto in corso Castelfidardo, dove in 7 anni abbiamo creato 150 imprese, e dove oggi i centri di ricerca sono 25. Abbiamo creato 2500 posti di lavoro, e parliamo soprattutto di giovani. Qui a Mirafiori abbiamo una grande opportunità e abbiamo voluto coglierla: portare l’Università nei luoghi della fabbrica”.
L’idea del campus presentata questa mattina in sede di firma dell’accordo – che il Sindaco ha definito una sfida ambiziosa -, contempla un partenariato quotidiano tra ricercatori pubblici e privati, in modo da riportare l’innovazione a Torino. Come ha detto anche il rettore Profumo: “C’è stata una generazione (la nostra) che andava a studiare negli Usa: oggi vogliamo ricreare qui il modello che noi abbiamo trovato là. Un luogo dove si possa formare una nuova generazione che cresce nella società dell’interconnessione, un luogo bello per studiare che faccia anche venir voglia di fermarsi a vivere qui.”

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